Le cento versioni di colui che cercò di uccidere il Papa

Padre Federico Lombardi smaschera le bugie raccontate da Mehmet Ali Agca

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Antonio Gaspari | 881 hits

In un libro che è stato pubblicato in Italia e che uscirà in Francia, Mehmet Ali Agca, il killer che nel 1981 cercò di uccidere Giovanni Paolo II, fornisce una nuova versione sui mandanti.

Questa volta Agca sostiene che il vero mandante del tentato assassinio del Papa era l’Ayatollah Khomeyni!

Considerando che nel libro Mi avevano promesso il Paradiso. La mia vita e la verità sull’attentato al Papa pubblicato in Italia da Chiarelettere e di prossima pubblicazione in Francia da parte dell’editrice Archipel si fa riferimento tra gli altri al Pontefice Giovanni Paolo II, al cardinale Joseph Ratzinger, a Joaquín Navarro-Valls, alla Emanuela Orlandi, al cardinale Giovanni Battista Re, padre Federico Lombardi, direttore della sala Stampa della Santa Sede, ha voluto fare alcune precisazioni.

Incontrando i giornalisti nella tarda mattinata di oggi primo febbraio, padre Lombardi ha distribuito una nota diffusa da Radio Vaticana in cui spiega in maniera argomentata che:

“Non è vero che Agca avesse parlato al Papa dell’Ayatollah Khomeyni e dell’Iran come mandante nel corso del colloquio in carcere (e questo è un punto cruciale del libro!)”.

“Non è vero che in Vaticano si ritenesse fondata una pista islamica”.

“Non è vero che Giovanni Paolo II abbia invitato Agca a convertirsi al cristianesimo e gli abbia inviato una lettera in carcere”.

“Non è vero che il Card. Ratzinger abbia scritto delle lettere ad Agca”.

“Non è vero che Navarro-Valls abbia voluto far riferimento a una pista islamica del caso Orlandi e dell’attentato al Papa”.

“Insomma, - ha precisato padre Lombardi - praticamente tutto quello che era di mia competenza e che ho potuto verificare è falso”.

Secondo il direttore della Sala Stampa Vaticana, “le oltre cento versioni dei fatti che finora Agca ha dato e a cui ora si aggiunge quest’ultima sono un po’ troppe perché adesso possiamo credergli”.