Le confraternite devono essere in comunione con i Vescovi

Afferma il Sottosegretario del Pontificio Consiglio per i Laici

| 1058 hits

MURCIA, lunedì, 19 novembre 2007 (ZENIT.org).- Il Sottosegretario del Pontificio Consiglio per i Laici, il professor Guzmán Carriquiry, ha affermato che “le confraternite devono essere sempre in comunione affettiva ed effettiva con i Vescovi che Dio ha scelto, consacrato e costituito per reggere il suo popolo”.

La sua esortazione è risuonata durante la conferenza su “Le confraternite e fratellanze alla luce della nuova epoca associativa dei Fedeli Laici”, che ha pronunciato venerdì all’Università Cattolica Sant’Antonio di Murcia (UCAM) in occasione del II Congresso Internazionale di Fratellanze e Confraternite.

Carriquiry, uno dei laici con maggiori incarichi di responsabilità nella Santa Sede, ha sottolineato che “quando non si comunica tutta la radicalità e la bellezza dell’esperienza cristiana nella persona, la partecipazione dei fedeli laici è limitata alla funzionalità dei ruoli all’interno dei contesti dell’attivismo ecclesiastico, alla rivendicazione di spazi di potere nelle loro strutture, alla riduzione moralista dei loro impegni, che sono tutte forme di slittamento della laicità nel laicismo”.

Il professore ha presentato come una delle idee fondamentali l’importanza che le confraternite vivano la fede della Chiesa cattolica. “L’esistenza di una confraternita acquista senso solo quando è un mezzo adeguato per esprimere, vivere, condividere e annunciare la fede della Chiesa perché irradi la misericordia del Padre, la grazia di Gesù Cristo e l’amore dello Spirito Santo come gloria della Trinità in mezzo agli uomini”, ha spiegato Carriquiry.

Il professore ha affermato che “le confraternite sono chiamate a diventare luoghi educativi, cammini pedagogici perché la confessione cristiana di molti abbia questa influenza reale in tutte le dimensioni della vita delle persone”.

Per Carriquiry “abbiamo bisogno di essere sempre rievangelizzati, affinché la nostra vita sia testimonianza del Vangelo di Cristo e diventiamo così soggetti di una nuova evangelizzazione”.

Il professore ha sottolineato l’importanza che le confraternite non si limitino a partecipare nei “tempi forti”, come la Settimana Santa, ma che la loro attività durante tutto l’anno sia “come un vincolo sorprendente di amicizia, di carità, di comunione tra i fratelli. Se non avviene questo non c’è una vera fratellanza”.