Le cose Sante ai santi

La festa di Ognissanti è un richiamo alla santità 

Cagliari, (Zenit.org) Fadi Sotgiu Rahi, C.SS.R. | 235 hits

In ogni Divina Liturgia (Santa Messa) del rito Bizantino, prima della Santa comunione, il sacerdote annuncia ad alta voce: “Le cose Sante ai santi”. Con questa espressione invita la gente ad avvicinarsi per ricevere il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo nostro Redentore e per partecipare alla mensa celeste unendoci al corpo mistico del nostro Salvatore. Ma l’assemblea risponde e proclama che la santità è soltanto per il Signore Gesù Cristo dicendo: «Solo uno è Santo, solo uno è Signore Gesù Cristo, per la gloria di Dio Padre”. Quest’acclamazione è una conferma che Dio solo, Padre di ogni creatura, è Santo ma siccome siamo Suoi figli per eredità, siamo anche santi.

Gesù Cristo è, allo stesso tempo, Santo e Santificatore, lascia il suo trono e viene a vivere con noi. Lui ascolta le nostre preghiere e le nostre suppliche, ci incontra personalmente nella Santa Messa chiamando ciascuno di noi santo, tramite il sacerdote, per ricordarci della nostra missione in questa terra, cioè di vivere la nostra santità. Lui stesso diventa un tutt’uno con l’Eucaristia, si immola perché ama il mondo, ama ciascuno di noi e ci ama come la Chiesa. Ci uniamo a Lui come se fosse un banchetto di Nozze, noi, la Chiesa, e Gesù, lo Sposo.

Tutti noi, di ogni razza, sesso, nazionalità, facciamo Chiesa perché, nel progetto salvifico di Dio siamo Suoi figli. Noi tutti siamo chiamati ad essere santi come è santo il nostro Padre. Con il dono del libero arbitrio Dio ci chiama a percorrere questo cammino liberamente.

La santità è un cammino che parte dalla grazia effusa da Dio stesso, fonte di ogni santità. La santità è un privilegio dato da Dio Padre ai suoi figli che lo glorificano nella Divina Liturgia ed in ogni momento della loro vita accogliendoLo nel loro cuore.

La festa di tutti i santi è un richiamo alla santità, ed è anche prendere consapevolezza che siamo già santi per natura anche se non siamo degni di questo grande Amore. In questa festa, condividiamo la nostra santità con quella della Santa Chiesa Universale, con i santi che ci hanno preceduti e con quelli che verranno e continueranno il Progetto di Dio per l’umanità.

L’apostolo Paolo, nelle sue lettere, chiamò gli altri fratelli in Cristo santi: “Salutate Filòlogo e Giulia, Nèreo e sua sorella, Olimpìa e tutti i santi che sono con loro” (Rm 16,15). La santità non si rivolge solo ad una categoria di persone ma è una chiamata universale.

Allora, in questo giorno in cui ricordiamo che siamo chiamati ad essere santi ed a vivere come santi, vogliamo ringraziare Dio, fonte di ogni santità e di ogni bene, per la Sua chiamata chiedendogli la forza per potere diventare suoi testimoni, acclamando il Suo amore e la Sua santità con gioia cantando con tutto il coro dei santi nel cielo e sulla terra: Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi.