Le iniziative ecumeniche di solidarietà promuovono l’unità, afferma il Papa

Prima di iniziare la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani

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CITTA’ DEL VATICANO, mercoledì, 17 gennaio 2007 (ZENIT.org).- Accanto alla preghiera, le iniziative congiunte di solidarietà tra cristiani delle varie Chiese e comunità ecclesiali costituiscono un autentico motore per la ricerca dell’unità, ha affermato Benedetto XVI.



Il Papa ha dedicato al cammino ecumenico l’intervento nell’udienza generale di questo mercoledì, celebrata nell’Aula Paolo VI del Vaticano con la partecipazione di circa seimila pellegrini, in cui ha commentato la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani.

Questa iniziativa, nata nel XX secolo nel movimento pentecostale in Scozia con legami negli Stati Uniti, era già incoraggiata nel 1894 da Papa Leone XIII. Nella maggior parte dei Paesi si celebra dal 18 al 25 gennaio, festa della conversione di San Paolo.

In questa occasione, il Papa la chiuderà partecipando a un incontro di preghiera, i Vespri della festa di San Paolo Apostolo, che presiederà nella Basilica vaticana di San Paolo fuori le Mura con la partecipazione di rappresentanti delle varie confessioni cristiane di Roma.

Come il Pontefice ha spiegato nel suo discorso durante l’udienza, per celebrare questa settimana, i cristiani di tutto il mondo possono servirsi dei sussidi elaborati congiuntamente dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani e dalla Commissione “Fede e Costituzione” del Consiglio Mondiale delle Chiese.

Quest’anno il tema scelto si basa su una proposta di cristiani del Sudafrica: “Fa udire i sordi e fa parlare i muti”.

Ricordando che sono parole del Vangelo di Marco (7, 37) e si riferiscono alla guarigione di un sordomuto da parte di Gesù, il Papa ha ricordato che “riacquistato l'udito e riavuto il dono della parola, quell'uomo suscitò l'ammirazione degli altri raccontando quanto gli era capitato”.

“Ogni cristiano, spiritualmente sordo e muto a causa del peccato originale, con il Battesimo riceve il dono del Signore che mette le sue dita sulla sua faccia, e così, tramite la grazie del Battesimo, diventa capace di ascoltare la parola di Dio e di proclamarla ai fratelli”, ha affermato.

“Anzi, a partire da quel momento è suo compito maturare nella conoscenza e nell'amore di Cristo così da poter annunziare e testimoniare efficacemente il Vangelo”, ha aggiunto.

“Questo tema, mettendo in luce due aspetti della missione di ogni comunità cristiana ¬l'annuncio del Vangelo e la testimonianza della carità, sottolinea anche quanto sia importante tradurre il messaggio di Cristo in concrete iniziative di solidarietà”, ha spiegato il Papa.

“Ciò favorisce il cammino dell'unità, perché si può dire che ogni sollievo, pur piccolo, che i cristiani recano insieme alla sofferenza del prossimo, contribuisce a rendere più visibile anche la loro comunione e la loro fedeltà al comando del Signore”.

I sussidi redatti quest’anno su proposta delle comunità cristiane della città sudafricana di Umlazi, dove in base ad alcuni calcoli il 50% della popolazione è affetta dal virus dell’Aids, propongono iniziative ecumeniche solidali nella cura di questi malati.

Nel documento i cristiani sudafricani manifestano il dramma della divisione dei cristiani, constatando che anche se nella loro città, per la maggioranza cristiana, c’è un solo tribunale, ospedale o cimitero, ci sono varie chiese.

Per questo, concludono, “oggi, nell’affrontare l’epidemia dell’Aids e di altre realtà disumanizzanti, si riconosce che anch’esse sono troppo più forti di una Chiesa divisa».

[Programma della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani 2007]