Le malattie mentali interpellano non sola la Chiesa ma tutta la società

Nota del Cardinale Lozano Barragán per la Giornata Mondiale della Salute Mentale

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CITTA’ DEL VATICANO, giovedì, 6 ottobre 2005 (ZENIT.org).- Pubblichiamo la nota inviata a ZENIT dal Cardinale Javier Lozano Barragán, Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, sulla Giornata Mondale della Salute Mentale (10 ottobre 2005).



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1. In occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale che quest’anno ha come tema: “Salute mentale e fisica durante tutta la vita”, come Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, desidero fare una riflessione per esprimere la viva attenzione con cui la Chiesa segue i problemi della sanità e della salute. La salute è un patrimonio inestimabile e la salute per tutti è fondamentale per garantire la pace e la giustizia tra i popoli.

2. La condizione sanitaria dei singoli individui, delle famiglie, delle comunità e delle nazioni è determinata da variabili ambientali, biologiche, psicosociali, socio-culturali, spirituali, economiche e politiche, in transazione tra di loro. Fattori economici colpiscono la pianificazione e l’attuazione sanitaria nonché l’accesso alle cure sanitarie, la responsabilità dei dispensatori sanitari, la qualità e i risultati dei trattamenti, l’intensità e l’ampiezza della ricerca e della formazione. La promozione della salute, la prevenzione delle malattie ed una condivisione di rischi connessi alla salute (ambientali, comportamenti ad alto rischio – compreso il fumo, le malattie sessualmente trasmissibili, l’abuso di sostanze stupefacenti e la dipendenza - violenza e malattie), nel senso più vasto, sono tutte responsabilità congiunte di piani nazionali sanitari, aziende, governi, dispensatori sanitari.

3. Nell'ambito della salute mentale, tali considerazioni assumono una rilevanza particolare. L’Organizzazione Mondiale della Salute riporta che 450 milioni di persone nel mondo sono affette da problemi mentali, neurologici o comportamentali e che 873 mila persone si suicidano ogni anno. Il disagio mentale costituisce una vera e propria emergenza socio-sanitaria: il 25% dei Paesi non ha una legislazione in materia; il 41% non ha una politica definita per la salute mentale; in più del 25% dei centri sanitari, i malati non hanno accesso ai farmaci psichiatrici essenziali; il 70% della popolazione dispone di meno di un psichiatra per 100.000 persone. I disturbi mentali colpiscono con maggiore frequenza le popolazioni sfavorite dal punto di vista intellettuale, culturale ed economico. Milioni di creature sono costrette a portare nei loro corpi e nelle loro menti le conseguenze di una scarsa alimentazione, di conflitti armati nonché il succedersi di catastrofi naturali gigantesche con il loro pesante carico di morbilità e di mortalità.

4. È urgenza di una forte azione preventiva delle malattie mentali. La diagnosi precoce, l'intervento ai primi segnali di disagio e di sofferenza, la realizzazione di specifiche misure di intervento, rappresentano lo strumento primario di tutela della salute mentale. È necessario garantire la diffusione di una reale educazione alla salute e promuovere stili di vita sani coerenti ad una cultura dei valori. La stessa scienza medica riconosce uno strettissimo rapporto tra il manifestarsi o l’aggravarsi di alcune patologie e turbe mentali e la odierna crisi di valori. Ne è conferma l’interdipendenza tra l’Aids, la tossicodipendenza e l’uso disordinato della sessualità. Non è possibile tacere di fronte alla continua aggressione alla serenità e all’equilibrio mentale, costituita da modelli sociali che portano alla strumentalizzazione dell’uomo e a pericolosi condizionamenti della sua libertà. La crisi di valori e l’affermazione di disvalori che accrescono la solitudine, fanno cadere le tradizionali forme di coesione sociale, sfaldano i gruppi di aggregazione, in particolare sul piano culturale e screditano il benemerito istituto della famiglia. Anche la mentalità dominante delle nostre società, sempre più chiuse ed egoistiche, porta a rimuovere la sofferenza e ad emarginarla, con gravi conseguenze sulla salute mentale dei cittadini.

5. La Chiesa cattolica ha sempre dato il suo contributo sia nel prevenire che nell’assistere i malati di mente e le loro famiglie sul piano medico-assistenziale, sociale, spirituale e pastorale. Noi siamo coscienti di trovare specialmente nei malati mentali la preziosa immagine di Dio che nel Cristo sofferente, come dice il Profeta Isaia “non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per provare in lui diletto” (Is. 53, 2); è lì che si trova la forza redentrice di tutta l’umanità. Conseguentemente, sono tanti i progetti e i programmi di formazione, prevenzione e di assistenza, cura e accompagnamento pastorale dei malati, che le chiese locali, gli istituti religiosi e le associazioni laicali portano avanti con amore, senso di responsabilità e spirito di carità. Con il loro operato dimostrano che la malattia della mente non crea fossati invalicabili né impedisce rapporti di autentica carità cristiana con chi ne è vittima.

6. Rivolgo pertanto questa riflessione a tutti i responsabili della società incaricati di vegliare sulla salute pubblica affinché cerchino di trovare un urgente aiuto a questi malati, tanti dei quali si trovano per le strade o nello loro famiglie dove non possono ricevere l’aiuto tecnico scientifico del quale hanno bisogno; e dispongano di strumenti efficaci di intervento per difendere l’elementare diritto all'accesso alle cure e all'equità nella salute nel pieno rispetto dell’integrità e della dignità del malato.

+ Javier Cardinale Lozano Barragán
Presidente del Pontificio Consiglio per la
Pastorale della Salute