Le martoriate terre del Messico chiedono un miracolo di pace a Karol Wojtyla

Ottantamila fedeli hanno venerato la reliquia del Beato, che tanto amava il paese latino-americano

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TIJUANA, mercoledì, 16 novembre 2011 (ZENIT.org) – Nei giorni scorsi, durante la sua tappa nell’arcidiocesi di Tijuana (nello Stato messicano della Bassa California), la reliquia del Beato Giovanni Paolo II è stata venerata da circa 80.000 persone nelle tre città che costituiscono la giurisdizione ecclesiastica locale, cioè Playas de Rosarito, Tecate e Tijuana.

Il Papa pellegrino continua quindi ad ispirare fervore in Messico, dove la gente viene in massa a salutare l'urna e dove le sue visite pastorali portarono una grande allegria.

“E' una grande gioia - ha dichiarato l'arcivescovo Rafael Romo -. C’è molta gente nonostante la pioggia. Un fattore interessante è che proprio quando (la reliquia) è arrivata a Rosarito, è apparso un doppio e completo arcobaleno, da un estremo all'altro. Bellissimo come segno”.

Come ha riferito a ZENIT l’arcidiocesi, si è trattato di un grande momento di gioia, un prolungamento del grande evento che la Chiesa messicana ha appena vissuto, vale a dire il V Congresso Eucaristico Nazionale, che si è svolto dal 5 al 9 ottobre scorso a Tijuana.

La reliquia è rimasta due giorni nell’arcidiocesi di Tijuana, dal 12 al 13 novembre. È stata consegnata nella località di La Misión dalla diocesi di Ensenada al comitato organizzativo di Tijuana, alle sei del mattino di sabato 12 novembre.  

“Che il passaggio della reliquia del Beato Giovanni Paolo II ravvivi il nostro impegno cristiano, il nostro impegno apostolico, e ci unisca all’intenzione dei vescovi del Messico affinché la Chiesa cattolica, noi battezzati, ci impegniamo a promuovere la giustizia e la pace. Che ci sia pace e che noi siamo promotori impegnati per la giustizia, la verità e la pace. E che la benedizione del Signore arrivi attraverso la mediazione del Beato Giovanni Paolo II a tutti noi e ci incoraggi e ci conforti”, ha detto durante la breve cerimonia il vicario generale della diocesi di Ensenada, monsignor Francisco Javier Jaime.

Il coordinatore della visita, Michaus Alessandro, ha ribadito che la presenza di Giovanni Paolo II nelle comunità cristiane attraverso la sua reliquia è per confermare la gente nella propria fede, nella propria identità battesimale, e per scoprire il vero significato della vita. Quando la carovana ha preso la strada verso Rosarito, bellissimi arcobaleni hanno salutato il Beato.

La prima parrocchia a ricevere la reliquia è stata quella del Santissimo Sacramento a Rosarito, dalle 7 alle 11, sotto il tema L’Eucaristia e la riconciliazione.

Poi è stata trasferita alla vecchia cattedrale di Nostra Signora di Guadalupe a Rosarito, dov’è stata esposta dalle 12 alle 16. Qui il tema era L’identità cristiana e il senso di appartenenza alla Chiesa.

L’ultima tappa è stata poi la futura cattedrale di Rosarito, la quale ha ospitato la reliquia fino alla mattina successiva, sotto il tema La verità del sacerdozio ministeriale.

In quest’ultima chiesa è stata celebrata anche l’eucaristia, presieduta dal vicario generale, monsignor Juan Garcia Ruvalcaba, alla quale ha partecipato oltre un migliaio di fedeli. Centinaia di persone hanno fatto la fila per venerare la reliquia.

Poi, dalle ore 22 fino alle ore 6 di domenica 13 novembre, i giovani di Rosarito hanno vegliato la reliquia. A mezzanotte, l’arcivescovo ha celebrato la Messa per loro. In mattinata è stata trasferita alla parrocchia del Cuore Immacolato di Maria, a El Florido, dove è stata esposta dalle 7 fino alle 13. Il tema che ha accompagnato l’estensione era Maria, modello di santità.

La reliquia è arrivata nel primo pomeriggio nella parrocchia di Nostra Signora di Guadalupe a Tecate, dove è rimasta fino alla mattina successiva. L’urna ha lasciato l’arcidiocesi di Tijuana la mattina di lunedì 14 novembre, per arrivare poi nella diocesi di Nuevo Casas Grandes, nello Stato di Chihuahua.

Qui il Beato Giovanni Paolo II è tornato nelle terre settentrionali del Messico - come hanno osservato i media locali - le stesse terre che visitò il 10 maggio 1990, provocando come in quell'occasione nuovamente una manifestazione di fede straripante.

Centinaia di persone sono accorse per venerare la reliquia del Papa “pellegrino della pace”, chiedendo la sua intercessione per far tornare la pace in questa terra, tanto colpita dalla violenza.

Alle 09.15 di lunedì mattina, la palestra del ginnasio di Anáhuac de San Buenaventura era  gremita di fedeli provenienti da varie località per partecipare all'Eucaristia presieduta da padre Cesar Alejandro Gomez.

“L'amore può superare grandi ostacoli e l'amore di Dio può trasformare il mondo”: così si leggeva su un cartello posto a destra dell’altare, decorato con fiori bianchi e gialli, ed affiancato dall'immagine dell’Addolorata e di San Bonaventura, il Santo Patrono del luogo. A sinistra dell’altare, un altro cartello diceva: “La pace richiede quattro condizioni: verità, giustizia, amore e libertà”.

Dopo aver partecipato all'Eucaristia, i fedeli hanno fatto la fila per venerare la reliquia. Non sono mancate lacrime di commozione, gioia e dolore. Bambini, giovani, adulti ed anziani, tutti uniti, hanno chiesto la pace per il Messico.

Verso le ore 13, la carovana è partita per Nuevo Casas Grandes, passando dalla scuola secondaria tecnica 17, dove gli alunni sono usciti per salutare la reliquia. A Lagunitas, il convoglio è stato accolto da anziani in sedie a rotelle, che hanno sventolato bandierine.

In attesa della carovana, decine di persone avevano decorato la piazza principale di Galeana con palloncini bianchi e gialli, e con bandierine, mentre cantavano “Giovanni Paolo II, il mondo intero ti ama”.

“Aprite le porte a Cristo, apriamo le porte del nostro cuore affinché Gesù sia sempre presente nella nostra vita e ci dia la forza necessaria per essere elementi di pace nei nostri ambienti, affinché con la visita di Giovanni Paolo II la nostra anima sia in pace, perché nessuno dà quello che non ha”, ha detto l’amministratore diocesano di Nuevo Casas Grandes, Mario Hernandez, accogliendo la reliquia nella cattedrale della Medaglia Miracolosa.

“Chi siamo noi, che Dio nella sua infinita Provvidenza ha voluto inviare questo pellegrino di pace attraverso le sue reliquie?”, si è chiesto. Il sacerdote ha esortato i fedeli a pregare per la pace, di cui “abbiamo tanto bisogno in Messico e nelle nostre comunità, così come la pace interiore”.

Poi, la reliquia è stata trasferita a Ciudad Juarez, la città ritenuta dai media una delle più violente del pianeta. Quello che aspettano i messicani, tanto amati dal Pontefice beatificato, è un miracolo di pace e di speranza.