"Le nostre parole sono ascoltate se espressione della vita"

Incontro tra Vescovi partecipanti al Sinodo promosso dai presuli amici del Movimento dei Focolari

| 807 hits

di Victoria Gómez

ROMA, martedì, 16 ottobre 2012 (ZENIT.org).- Una serata di scambio e testimonianze, nell’arco dei lavori sinodali sulla nuova evangelizzazione, tra 27 vescovi partecipanti al Sinodo e una trentina di laici. A introdurla il presidente della conferenza episcopale della Thailandia, l’arcivescovodi Bangkok, Francis X. Kriengsak Kovithavanij, moderatore dei vescovi amici del Movimento dei Focolari.

“Le nostre parole vengono ascoltate se sono espressione della nostra vita”, ha esordito. Autenticità e coerenza, quindi in “uomini e donne che hanno fatto l’esperienza di Dio, icone viventi dell’amore di Dio per la gente”. Dove? Nei luoghi abituali: lavoro, scuola, sanità, sport, famiglia, quartiere, internet.

Riferendosi al suo personale percorso in una società quasi interamente buddista, mons. Kriengsak ha concluso “ma non basta la nostra testimonianza personale, seppure eroica”. Affinché il Vangelo sia efficace e convincente “occorre dare vita a piccole cellule di vita evangelica, essere noi vescovi parte viva di una comunità gioiosa e attraente”, “la Chiesa attrae quando vive in comunione”.

Sui Movimenti ecclesiali come “Parole” che evangelizzano è intervenuta Anna Pelli, del Centro studi del Movimento dei Focolari e responsabile per esso del dialogo con le diverse realtà ecclesiali. Ha presentato la Chiesa nella sua ricchezza carismatica, seguendo l’inedita immagine di Chiara Lubich,  come “un magnifico giardino in cui fiorirono tutte le Parole di Dio”: vi “fiorì Gesù, Parola di Dio, in tutte le più svariate manifestazioni”.

Da qui il rapporto “di unità e distinzione” tra le varie spiritualità, frutti esse “della creatività dello Spirito, doni suoi alla Chiesa di oggi per aprire nuove vie di comprensione e di attuazione della verità infinita di Dio”. Da qui il richiamo ad attuare “con crescente pienezza di vita” la propria specificità, per fare della Chiesa “un Vangelo vivo”, “un popolo evangelizzante”.

I vescovi hanno voluto ascoltare anche la voce di laici, giovani e non, credenti e non, impegnati nel sociale e in ambito ecclesiale, spronati dalla spiritualità di comunione come vissuta dai Focolari. Con una conclusione: il mondo attende di vedere realizzati “spazi del Risorto”, luoghi che diano “visibilità ad una umanità forgiata dal Vangelo, dove regna la comunione di cuori e di beni”.

“E’ impensabile che noi vescovi da soli riusciamo a rinnovare la Chiesa. Occorre che i laici siano in prima linea”, ha commentato un presule della Corea.