Le novità della IX edizione del Festival Biblico

Ieri, a Vicenza, l'incontro "è festival" per tracciare un bilancio dell'edizione dell'anno passato e indicare le novità del 2013

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ROMA, martedì, 4 dicembre 2012 (ZENIT.org) - Per molti un'esperienza conosciuta, vissuta, partecipata. Per altri un luogo di cultura ancora da scoprire. Per tutti la parola “è Festival” Biblico.

E “è festival” si è dato appuntamento lunedì 3 dicembre al Centro Congressi Confartigianato di Vicenza per una serata di confronto e convivio con tutti i partner, gli sponsor, gli amici e i gruppi di progettazione delle località interessate alla manifestazione. Un appuntamento che ritorna puntuale per tracciare il bilancio dell’esperienza collettiva di un Festival sempre meno “evento”, sempre più “comunità” pronta a vivere una nuova edizione.

La nona edizione del Festival Biblico si terrà dal 31 maggio al 9 giugno 2013. Il tema scelto, le cui linee generali sono già state rese note a fine maggio, è “Se conoscessi il dono di Dio (GV 4,10a). Fede e libertà nelle Scritture”.

L’idea cristiana della fede trova nella libera rivelazione di Dio in Gesù Cristo” – spiegano  i presidenti del Festival Mons. Roberto Tommasi e don Ampelio Crema – “un’esperienza real­mente umana, individuale e sociale, esistenziale e storica. Ed è a questa che l’uomo è chiamato a “rispondere” liberamente, attraverso anche la convergenza di teologia biblica ed esperienza spirituale”.

Novità significativa per il 2013 sarà l’entrata nella grande famiglia del Festival di un componente in più, la Diocesi di Padova, che estenderà dunque a tre il novero delle province interessate dall’esperienza biblica.

Ad “è festival” debutta inoltre il primo “Bilancio e valutazione dell'impatto sociale” del Festival riferito all’anno 2012. Si tratta di un nuovo strumento per la lettura dell’esperienza biblica – che da qui in avanti accompagnerà il Festival – ed è stato pensato per includere nel consuntivo finale delle singole edizioni quell’enorme patrimonio di relazioni umane, attività e contaminazioni culturali che sottendono l’iniziativa.

L’immagine che ne esce è quella di un Albero dei frutti, una pianta che poggia le proprie radici nella storia biblica, che nasce e cresce su un territorio, che viene alimentato da quanti in quel territorio vivono e i cui frutti sono offerti a coloro che attorno ad essa si ritrovano.

E così, da Verona a Valdagno, da Bassano a Lonigo passando per Vicenza e tutte le altre 10 località toccate dal Festival, ad emergere non sono solo le cifre, pur lusinghiere (oltre 40.000 presenze, 212 attori coinvolti, 200 volontari, 160 eventi, centinaia tra articoli, recensioni e servizi stampa)  ma anche il valore condiviso del Festival maturato tra tutti gli stakeholders in una reale condivisione, partecipata e trasparente, della mission del Festival. Il tutto ha fatto sì che la manifestazione è diventata, negli anni, un vero progetto di comunità, che risulta essere, oggi, tra le più significative realtà italiane in questo ambito.

Ma dire Festival Biblico nel 2012 significa ormai parlare apertamente di “cultura”. A dirlo è un ospite d’eccezione: Daniele Marini, direttore Scientifico della Fondazione Nord Est che presenta un’analisi sul contributo del Festival Biblico all’interno dell’’animazione culturale nel Triveneto. “Eventi della portata del Festival Biblico hanno una doppia ricaduta sul territorio”,  afferma Marini.

Da un lato confermano la loro importanza concreta, immediata ed economica, dall’altro invece sottolineano la presenza spesso silenziosa ma incredibilmente dinamica di un capitale sociale cresciuto durante gli anni. In questo senso il Festival è uno degli strumenti che sta contribuendo a costruire un Nordest sempre più immateriale che ritrova in sé stesso, accentuandola, una forte dimensione culturale”.

Il prossimo appuntamento con il Festival è infine fissato per il 14 marzo 2013. Questa è la data dell’anticipazione affidata, nella nona edizione, ad un doppio evento che vedrà strettamente legati teatro, filosofia ed attualità. Alle 18.00 al Ridotto del Teatro Comunale di Vicenza Silvano Petrosino, professore di Filosofia morale presso l’Università Cattolica di Milano terrà una relazione sul rapporto tra fede e libertà oggi.

Seguiranno, in Sala Grande, le suggestioni bibliche della “Gerusalemme perduta” di e con Paolo Rumiz e Sasha Karlic, un viaggio “contromano” tra la Terra Santa e l’Italia inseguendo briciole di Dio.