Le opere di padre Sobrino contengono “notevoli divergenze” con la fede della Chiesa

Constata una “Notificazione” della Congregazione per la Dottrina della Fede

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CITTA’ DEL VATICANO, mercoledì, 14 marzo 2007 (ZENIT.org).- Alcune opere del sacerdote Jon Sobrino S.J. presentano “notevoli divergenze con la Fede della Chiesa”, constata una “Notificazione” pubblicata questo mercoledì dalla Congregazione per la Dottrina della Fede.



Il documento, firmato dal prefetto di questo dicastero vaticano, il Cardinale statunitense William Levada, spiega che tali discrepanze interessano questioni centrali del cristianesimo, come “la divinità di Gesù Cristo”, “l’Incarnazione del Figlio di Dio”, “la relazione fra Gesù Cristo e il Regno di Dio”, “l’autocoscienza di Gesù Cristo” e “il valore salvifico della sua morte”.

Padre Sobrino, nato nel 1938 in una famiglia basca, è arrivato a El Salvador, novizio della Compagnia di Gesù, nel 1957 rimanendo estremamente colpito dalla drammatica realtà sociale del Paese centroamericano.

Esponente di una delle correnti della Teologia della Liberazione, ha dedicato gran parte della sua vita a insegnare Teologia nell’Università Centroamericana José Simeón Cañas (UCA) di San Salvador.

La Congregazione spiega che nel 2001, quando il suo prefetto era il Cardinale Joseph Ratzinger, si è deciso di dare il via a una ricerca sulle opere di padre Sobrino, avendo constatato errori e vista la loro ampia divulgazione in seminari e altri centri di studio, soprattutto in America Latina.

La “Notificazione” si centra su due opere di padre Sobrino: “Jesucristo liberador. Lectura histórico-teológica de Jesús de Nazaret” (Madrid, 1991) e “La fe en Jesucristo. Ensayo desde las víctimas” (San Salvador, 1999).

I poveri

La “Nota esplicativa” pubblicata dalla Congregazione per accompagnare la “Notificazione” inizia spiegando che la preoccupazione di padre Sobrino per i poveri dell’America Latina “appartiene senza dubbio alla Chiesa intera”.

Ratifica “l'opzione preferenziale per i poveri”, che, “lungi dall'essere un segno di particolarismo o di settarismo, manifesta l'universalità della natura e della missione della Chiesa. Questa opzione non è esclusiva”.

La “Notificazione” osserva che c’è un errore di metodologia nell’opera del sacerdote. Nel suo libro “Jesucristo liberador”, padre Sobrino presenta come luogo per la riflessione teologica su Gesù in America Latina la “Iglesia de los pobres”.

“Il luogo ecclesiale della cristologia non può essere la ‘Iglesia de los pobres’ bensì la Fede apostolica trasmessa attraverso la Chiesa a tutte le generazioni”, spiega il documento vaticano. “Il teologo, secondo la sua peculiare vocazione ecclesiale, deve tener costantemente presente che la teologia è scienza della Fede”.

Divinità di Gesù

Il testo constata che “diverse affermazioni dell’Autore tendono a diminuire la portata dei passi del Nuovo Testamento in cui si afferma che Gesù è Dio”.

Secondo il documento, Sobrino ritiene che “la divinità di Gesù è stata affermata solo dopo molto tempo di riflessione credente e che nel Nuovo Testamento essa si troverebbe soltanto ‘en germen’”.

La Santa Sede osserva che “la divinità di Gesù è invece chiaramente attestata nei passi del Nuovo Testamento sopra citati. Le numerose dichiarazioni conciliari in materia si pongono in continuità con quanto il Nuovo Testamento afferma esplicitamente e non solo ‘in germe’. La confessione della divinità di Gesù Cristo è un punto assolutamente essenziale della Fede della Chiesa fin dalle origini e attestata già nel Nuovo Testamento”.

L’incarnazione del Figlio di Dio

In questo senso, la nota considera che nelle opere di padre Sobrino analizzate si stabilisca “una distinzione fra il Figlio e Gesù”, suggerendo “la presenza di due soggetti in Cristo”.

“Non risulta con chiarezza che il Figlio è Gesù e Gesù è il Figlio”. Questa visione, segnala, “risulta incompatibile con la Fede cattolica, che afferma invece l’unità della persona di Gesù Cristo in due nature, divina ed umana”.

Gesù Cristo e il regno di Dio

Presentando Gesù Cristo e il Regno di Dio, secondo la “Notificazione”, padre Sobrino non spiega chiaramente che Cristo è l’unico mediatore tra Dio e gli uomini, come la Chiesa ha “sempre” affermato. “La sua mediazione è unica, singolare, universale ed insuperabile”; secondo il teologo, al contrario, “la persona di Gesù, come mediatore, non può essere assolutizzata”.

L’autocoscienza di Cristo

Secondo il documento, “la relazione filiale di Gesù con il Padre, nella sua singolarità irripetibile, non appare con la dovuta chiarezza” nelle opere analizzate; “anzi, le suddette affermazioni conducono piuttosto ad escluderla”.

A volte Sobrino dice che Gesù era “un credente como nosotros”, ma “se Gesù fosse un credente come noi, sebbene in modo esemplare, non potrebbe esser l’autentico rivelatore, colui che ci mostra il volto del Padre”, avverte la Santa Sede.

Il valore salvifico della morte di Gesù

“Alcune affermazioni di P. Sobrino inducono a pensare che, a parere dell’Autore, Gesù non avrebbe attribuito alla propria morte un valore salvifico”: il teologo afferma letteralmente che “no hay datos para pensar que Jesús otorgara un sentido absoluto trascendente a su propia muerte”.

“La morte di Cristo sarebbe in tal modo exemplum [esempio, ndr.] e non sacramentum [dono, ndr.]. La redenzione si riduce al moralismo”, considera la nota.

Citando il Concilio Vaticano II, tuttavia, la nota afferma: “Il Figlio di Dio, unendo a sé la natura umana e vincendo la morte con la sua morte e resurrezione, ha redento l'uomo e l'ha trasformato in una nuova creatura”.

Dopo un esame di quasi tre anni sulle opere di padre Sobrino, la Congregazione per la Dottrina della Fede gli ha inviato un elenco di proposizioni erronee o pericolose concentrate nei libri citati.

Nel marzo 2005 padre Sobrino ha inviato alla Congregazione una “Respuesta al texto de la Congregación para la Doctrina de la Fe”, esaminata nella Sessione Ordinaria del 23 novembre 2005.

“Venne constatato che, sebbene l’Autore avesse parzialmente modificato il suo pensiero su alcuni punti, la Respuesta non risultava soddisfacente, dal momento che nella sostanza permanevano gli errori che avevano motivato l’invio dell’Elenco di proposizioni sopra menzionato”.

“Nonostante l’apprezzabile preoccupazione che l’Autore manifesta nei suoi scritti per la condizione dei poveri, la Congregazione per la Dottrina della Fede si vede perciò costretta a dichiarare che le suddette opere di P. Sobrino presentano, in alcuni passi, notevoli divergenze con la Fede della Chiesa”.

Per questo motivo, la Congregazione ha pubblicato la “Notificazione”, “allo scopo di offrire ai fedeli un criterio di giudizio sicuro, basato sull’autentica dottrina ecclesiale, circa alcune affermazioni” del teologo.