Le sfide della Nuova Evangelizzazione in Nuova Zelanda e nel Pacifico

I Vescovi delle diocesi oceaniche ricevuti "ad limina" da Benedetto XVI

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CITTA’ DEL VATICANO, domenica, 18 dicembre 2011 (ZENIT.org) – La Nuova Zelanda e il Pacifico: un’area del mondo poco nota alla maggior parte dei cattolici del mondo ma pur sempre un terreno fertile per la Nuova Evangelizzazione. I vescovi di questa regione sono stati ricevuti ieri mattina da papa Benedetto XVI per una visita ad limina apostolorum.

Il Santo Padre ha in primo luogo espresso la propria “gratitudine a Dio Onnipotente”, per le “molte benedizioni che il Signore ha concesso sotto la vostra giurisdizione”.

Dichiaratosi “consapevole delle sfide alla vita cristiana” che non risparmiano nemmeno le terre del Pacifico, a partire dalla secolarizzazione, Benedetto XVI ha sottolineato la propria preoccupazione in particolare riguardo “l’indebolito apprezzamento della natura sacra del matrimonio cristiano e della stabilità della famiglia”.

Il Papa ha così esortato alla sfida per “una vita degna della nostra vocazione battesimale e lontana dalle passioni che dichiarano guerra alle nostre anime”.

La fede cristiana, tuttavia, offre “basi più solide alla vita rispetto alla visione secolare della stessa”, ha ricordato il Pontefice, richiamandosi alla Gaudium et Spes che afferma: “è solo nel mistero del Verbo fatto carne che il mistero dell’umanità si svela veramente” (n°22).

Il discorso di Benedetto XVI è proseguito sulla Nuova Evangelizzazione, della quale “Vescovi e Pastori” sono chiamati ad “essere protagonisti, formulando la propria risposta coerentemente con i bisogni e le circostanze dei vari paesi e popoli”.

L’esortazione del Papa ai presuli neozelandesi e del Pacifico è stata quella di “rafforzare le catene visibili della comunione ecclesiale”, di “diventare ambasciatori di Cristo sia nella Chiesa che nell’arena civile” e di “avere una cura speciale dei vostri sacerdoti”, poiché “presbiteri buoni, saggi e santi sono i migliori promotori delle vocazioni al sacerdozio”.

In particolare il Santo Padre ha auspicato che i seminaristi delle diocesi neozelandesi e del Pacifico ricevano “una formazione a tutto tondo che li prepari a servire il Signore”.
Un passaggio del discorso è stato dedicato in modo speciale ai religiosi attivi nelle stesse diocesi perché “rimangano fedeli ai carismi dei loro fondatori”.

Quanto ai laici, il Santo Padre ha raccomandato i vescovi neozelandesi e del Pacifico di “continuare ad assicurare loro una formazione solida e costante, in particolare nel contesto delle loro associazioni”, di modo che il loro zelo possa “portare molto frutto nella vigna del Signore”.

Un ultimo cenno il Papa l’ha rivolto all’Anno della Fede, perché possa essere un “tempo privilegiato” per proseguire sulla strada della Nuova Evangelizzazione.