Le sorprese di Francesco per il dialogo ecumenico

Secondo il Segretario del Sinodo, mons. Lorenzo Baldisseri, nel dialogo con le altre religioni il Pontefice sta preparando grandi rivoluzioni

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Antonio Gaspari | 407 hits

Nella Esortazione Evangelii Gaudium il Santo Padre propone una “pastorale in conversione” a 360°, partendo dalla parrocchia (n.28), dalle comunità di base, movimenti ed altre forme associative (n.29), dalle Chiese particolari (n.30), fino “a pensare a una conversione del papato” (n.32). Lo ha spiegato stamane monsignor Lorenzo Baldisseri, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, nel corso della presentazione in Sala Stampa vaticana della Evangelii Gaudium. “In questo contesto – ha detto il presule - sotto il profilo ecumenico, grazie anche all’esperienza della presenza al Sinodo del Patriarca di Costantinopoli e dell’Arcivescovo di Canterbury (cfr. n. 245), la sinodalità si esprime in modo particolare, poiché, attraverso il dialogo «con i fratelli ortodossi, i cattolici hanno la possibilità di apprendere qualcosa di più circa il significato della collegialità episcopale e sull’esperienza della sinodalità” (n. 246).

Il Segretario Generale del Sinodo ha precisato che il Santo Padre ha colto con attenzione gli stimoli pastorali provenienti dalle varie Chiese locali del mondo. A tale riguardo, “i Vescovi dell’Oceania hanno chiesto che lì la Chiesa sviluppi una comprensione e una presentazione della verità di Cristo che parta dalle tradizioni e dalle culture della regione” (n. 118).

Secondo Baldisseri, il dialogo tra le religioni, posto in termini di apertura nella verità e nell’amore, è presentato dal testo del Papa “in primo luogo come una conversazione sulla vita umana o semplicemente, come propongono i Vescovi dell’India "un’attitudine di apertura verso di loro, condividendo le loro gioie e le loro pene" (n. 250).

Una parte significativa e innovativa è la parte dell’Esortazione in cui Papa Francesco parla dei rapporti con l’Islam. “E’indispensabile – ha scritto il Papa-  l’adeguata formazione degli interlocutori, non solo perché siano solidamente e gioiosamente radicati nella loro propria identità, ma perché siano capaci di riconoscere i valori degli altri, di comprendere le preoccupazioni sottostanti ai loro reclami e di portare alla luce le convinzioni comuni”.

“Di fronte ad episodi di fondamentalismo violento che ci preoccupano - ha sottolineato il Pontefice - l’affetto verso gli autentici credenti dell’Islam deve portarci ad evitare odiose generalizzazioni, perché, come hanno insegnato i Patriarchi Cattolici del Medio Oriente, "noi sappiamo che il vero Islam e il Corano sono innocenti di ogni violenza" (n. 253).

“Noi cristiani – afferma Francesco nella Esortazione - dovremo accogliere con affetto e rispetto gli immigrati dell’Islam che arrivano nei nostri paesi, così come speriamo e preghiamo di essere accolti e rispettati nei Paesi di tradizione islamica”. “Prego – ha concluso il Papa – imploro umilmente tali Paesi affinchè assicurino libertà ai cristiani affinchè possano celebrare il loro culto e vivere la ,loro fede, tenendo conto della libertà che i credenti dell’Islam godono nei paesi occidentali”.