Le spoglie di don Carlo Gnocchi a Roma

In occasione della Giornata nazionale del malato, la Capitale accoglierà la salma del beato, esposta dall8 all11 febbraio. Messa finale a San Giovanni in Laterano

Roma, (Zenit.org) Federico Cenci | 371 hits

“Non esistono malattie, ma malati, cioè un dato modo di ammalarsi proprio di ciascuno e corrispondente alla sua profonda individualità somatica, umorale e psicologica”. Questa frase pronunciata da Don Carlo Gnocchi negli anni Cinquanta del secolo scorso apportò un contributo fondamentale alla pedagogia medica. Costituì una sollecitazione nei confronti dell’operatore sanitario affinché il paziente fosse considerato un unicum, bisognoso di una cura e di attenzioni specifiche a seconda delle sue peculiarità umane.

Anche per questo don Carlo Gnocchi è una figura strettamente legata al mondo sofferente dei malati. E nei prossimi giorni, in occasione della Giornata nazionale del malato (11 febbraio), le spoglie del “padre dei mutilatini” saranno a Roma, per proseguire quella “peregrinatio” avviata il 25 ottobre 2009 al Duomo di Milano, ove alla presenza di oltre 50mila fedeli don Carlo Gnocchi venne proclamato beato.

Per la quinta volta da quel giorno le sue spoglie lasceranno il Centro Santa Maria Nascente di Milano e il nuovo santuario a lui intitolato, e arriveranno nella Città Santa. Saranno accolte sabato alle ore 16.30, nel Centro Santa Maria della Pace, dal vescovo Lorenzo Leuzzi, ausiliare di Roma e delegato della pastorale sanitaria, il quale celebrerà una Messa. Prevista la presenza di molti ex allievi di don Gnocchi nei suoi istituti, degli alpini, di cui fu cappellano militare nel corso della Seconda Guerra Mondiale, e degli operatori dei Centri della sua opera. Al termine l’urna sarà trasferita presso la chiesa di San Giacomo, per restarvi esposta alla venerazione dei fedeli fino al 10 febbraio, con orario dalle 8 alle 20.

Numerose iniziative accompagneranno questo periodo di esposizione. Ci saranno due Messe. La prima avverrà domenica 9 febbraio, alle 17.30, officiata dall’arcivescovo Zygmunt Zimowski, presidente del Pontificio Consiglio per la pastorale della salute. La successiva, celebrata da monsignor don Andrea Manto, direttore dell’Ufficio per la pastorale sanitaria della diocesi di Roma, è prevista lunedì 10 alle 17.30. A seguito di quest’ultima vi sarà un concerto del coro Ana (Associazione Nazionale Alpini) di Roma diretto da Vincenzo Vivio.

Sempre lunedì 10, all’Università “La Sapienza”, il professor Vincenzo Saraceni, presidente della società italiana di medicina fisica e riabilitativa (Simfer), terrà una lezione magistrale sul tema “Don Gnocchi, precursore della medicina riabilitativa”, con interventi del prorettore dell’ateneo Adriano Redler e di Luca Padua, referente scientifico del Polo Lazio-Campania Nord della Fondazione don Gnocchi.

Il giorno successivo, martedì 11 febbraio, sarà un momento cruciale della “peregrinatio” romana. L’urna sarà trasferita nella Basilica di San Giovanni in Laterano, dove sarà solennemente accolta in mattinata dal Capitolo. Nel pomeriggio, alle 16, il cardinale vicario Augusto Vallini celebrerà la Messa per la Giornata nazionale del malato, fissata in calendario nel giorno della prima apparizione della Vergine a Lourdes. Infine la cerimonia di commiato dal beato don Gnocchi, che farà così ritorno a Milano.