Le vocazioni non sono una "scelta di volontariato"

Papa Francesco esorta i salesiani in occasione del loro Capitolo Generale

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 554 hits

L’educazione dei giovani, le loro vocazioni, la formazione al lavoro, l’apostolato. Sono alcuni dei temi affrontati da papa Francesco durante l’udienza concessa stamattina ai partecipanti al Capitolo Generale dei Salesiani, sul tema Testimoni della radicalità evangelica.

Con riferimento al carisma di don Bosco, il Santo Padre ha richiamato i principi del “lavoro” e della “temperanza”, che, secondo il fondatore, avrebbero fatto fiorire la congregazione.

“Quando si pensa a lavorare per il bene delle anime, si supera la tentazione della mondanità spirituale, non si cercano altre cose, ma solo Dio e il suo Regno”, ha detto il Papa, che ha lodato la semplicità, il “senso della misura”, la “povertà” evangelica con cui vissero don Bosco e la mamma Margherita, auspicando che questi principi continuino ad ispirare ogni religioso salesiano.

L’“evangelizzazione dei giovani”, ha proseguito il Pontefice, va di pari passo con la loro “educazione” e la loro “maturazione umana”. I giovani, ha detto, vanno preparati a “lavorare nella società secondo lo spirito del Vangelo, come operatori di giustizia e di pace, e a vivere da protagonisti nella Chiesa”.

Gli strumenti educativi a disposizione dei salesiani sono sufficientemente aggiornati per “rispondere all’attuale emergenza educativa”, ha affermato papa Francesco.

L’esperienza di don Bosco e il suo “sistema preventivo” rimangono attuali ed efficaci ai fini della presenza dei salesiani tra i giovani, che continua a connotarsi per “quella tenerezza che Don Bosco ha chiamato amorevolezza”, in grado di manifestarsi anche attraverso “nuovi linguaggi”, ma sempre tenendo a mente il “linguaggio fondamentale”, quello “del cuore”.

Parlando delle vocazioni giovanili, il Papa ha raccomandato a non confonderle con una “scelta di volontariato”: si tratterebbe di una “visione distorta” che “non fa bene agli Istituti”.

Vanno evitate “visioni parziali” che generino “risposte vocazionali fragili e sorrette da motivazioni deboli”. Le vocazioni sono essenzialmente il frutto di una “buona pastorale giovanile” e richiedono “attenzioni specifiche”, a partire dalla “preghiera”, dalle “attività proprie”, dai “percorsi personalizzati”, dal “coraggio della proposta”, dall’“accompagnamento” e dal “coraggio delle famiglie”.

Il Santo Padre ha messo in rilievo un cambiamento della “geografia vocazionale”, che implica “nuove esigenze per la formazione, l'accompagnamento e il discernimento”.

Un problema sociale quotidianamente affrontato dai salesiani è relativo alla “esclusione giovanile”: un fenomeno “tremendo”, ha commentato Francesco, se si pensa gli oltre “75 milioni di giovani senza lavoro” in Occidente.

La disoccupazione porta con sé numerose “conseguenze negative”, a partire dalle “dipendenze” nelle loro varie forme, tutte derivanti dalla “comune radice di una mancanza di amore vero”.

Stare vicini ai “giovani emarginati” richiede “coraggio, maturità e molta preghiera” ed è un lavoro per il quale, con un “attento discernimento” e un “costante accompagnamento”, devono essere coinvolti “i migliori”, laddove spesso vengono tirate in ballo “persone di buona volontà ma non adatte”, ha sottolineato il Papa.

Sono proprio “i migliori”, ha ribadito, ad essere chiamati al compito educativo, da intendersi come prioritario rispetto ad incarichi apparentemente più prestigiosi come il diventare “superiore” di una comunità o lo studio della “teologia”.

Ciò che fortifica e sostiene l’apostolato è essenzialmente la “comunità”, autentico antidoto alle “tensioni”, e ai rischi dell’“individualismo” e della “dispersione”.

“La forza umanizzante del Vangelo è testimoniata dalla fraternità vissuta in comunità, fatta di accoglienza, rispetto, aiuto reciproco, comprensione, cortesia, perdono e gioia”, ha sottolineato il Santo Padre.

“Lo spirito di famiglia che Don Bosco vi ha lasciato aiuta molto in questo senso, favorisce la perseveranza e crea attrattiva per la vita consacrata”, ha aggiunto il Pontefice, sottolineando infine l’occasione offerta dal bicentenario della nascita, che si celebrerà il prossimo anno, come “un momento propizio per riproporre il carisma del vostro Fondatore”.