“Leader e masse”: come nascono i movimenti

Intervista al famoso sociologo Francesco Alberoni

| 344 hits

ROMA, venerdì, 20 aprile 2007 (ZENIT.org).- E’ arrivato da poco nelle librerie l’ultimo volume di Francesco Alberoni, intitolato “Leader e masse” (Rizzoli, 162 pagine, 15 Euro).



Si tratta di una riflessione ragionata su come nascono e si sviluppano i movimenti collettivi, quali i fondamenti culturali e i carismi che dall'esplosione di un "idea" rivoluzionaria arrivano fino al consolidamento di nuovi poteri.

Il professor Alberoni, considerato a ragione uno dei massimi studiosi dei movimenti, affronta in questo volume le dinamiche che hanno portato al potere personaggi come Napoleone, Garibaldi, Marx e Lenin, Mussolini, Hitler, Stalin, Mao Tse-tung, Fidel Castro.

Scava e cerca di capire come hanno fatto dei dittatori sanguinari a ottenere il sostegno delle masse, e come funzionano le dinamiche che fanno incontrare leader e masse.

Un capitolo del libro è dedicata anche a come il relativismo morale sta fiaccando l’Occidente cristiano e come di questa debolezza stanno cercando di approfittare nuovi poteri come quello dell’islam fondamentalista.

Sull’analisi di come nascono e si sviluppano i movimenti, Alberoni ha già pubblicato saggi di notevole spessore, quali: “Statu nascenti” (1968) “Movimento e istituzione” (1977), e “Genesi” (1989).

Alberoni ha iniziato la sua carriera accademica come assistente di padre Agostino Gemelli e ha ricoperto innumerevoli cariche tra cui la presidenza dell'Associazione Italiana di Sociologia. E’ stato Rettore dell'Università di Trento, Rettore dell'Università IULM di Milano, Presidente del Centro Sperimentale di Cinematografia, Presidente del Consiglio di Amministrazione della RAI.

Ha pubblicato innumerevoli libri, molti dei quali sono stati tradotti in varie lingue, riscuotendo un notevole successo editoriale.

Per capire come la sua analisi possa essere applicata ai movimenti cattolici, ZENIT lo ha intervistato.

Lei ha scritto che nella storia e nella tradizione popolare i movimenti così come le rivolte o le rivoluzioni sono ricordati col nome di un capo che trascina le masse. Ma nella sua analisi ha evitato di parlare dei Pontefici. Perché?

Alberoni: Perché i Pontefici venivano eletti da un collegio ristretto e dopo la riforma di Gregorio VII dal collegio dei Cardinali. Il capo carismatico del movimento è portato al potere dal popolo. Sant’Ambrogio ne è un tipico esempio. E in qualche modo proprio Gregorio VII che aveva il sostegno dello élites riformatrici. Un altro esempio è quello di Papa Wojtyla, eletto dal Conclave ma che poi ha mobilitato le masse popolari e soprattutto ha creato un grande movimento giovanile cattolico. Io ho l'impressione che non ci si renda ancora conto dell'immensa importanza di vedere milioni di giovani cattolici riuniti attorno al Papa. Il cristianesimo era considerato cosa per anziani preti e vecchiette, di colpo si sono viste masse giovanili paragonabili a quelle islamiche muoversi in straordinarie coreografie. Giovanni Paolo II ha indicato in questo modo che il cristianesimo è il futuro.

Non ha invece evitato di parlare dei santi che hanno trasformato i loro movimenti in solide e durature istituzioni. Ci può fare qualche esempio?

Alberoni: Sì. Ho parlato di S. Francesco, di S. Domenico, di S. Ignazio da Loyola e poi via via fino a Escrivà, don Giussani. Prendiamo il caso di S. Francesco. L'intera Europa pullulava di movimenti di rinnovamento e di rivolta. La risposta data dal clero secolare e dagli ordini monastici di matrice benedettina era insufficiente per una borghesia attiva, intraprendente e creativa. Si diffondeva il manicheismo cataro. C'erano catari nella stessa Assisi. In Lombardia il movimento degli umiliati è stato riportato nell'ambito dell’ortodossia cattolica ma non è cresciuto e non si è consolidato. Invece, il movimento francescano dilagò per tutta l'Europa e S. Francesco lo orientò in una direzione precisa: andare nelle piazze, predicare a tutti, usando la nuova arte pittorica, pensiamo a Giotto. Così quello che avrebbe potuto diventare un’eresia come era avvenuto per Pietro Valdo divenne un ordine e un pilastro della Chiesa. Un altro buon esempio contemporaneo è invece quello di Comunione e Liberazione che anche dopo la morte del suo fondatore Don Giussani dispone di una élites dirigente che ne continua l'opera organizzatrice, culturale e religiosa.

Da che dipende la direzione in cui si muoverà ciò che lei definisce lo “stato nascente”, inteso come quello stato emozionale e mentale particolarissimo che è all’inizio del movimento? Dalle capacità di comando del leader o dallo spessore del programma culturale, morale e organizzativo (l' “ordinatore culturale”) del gruppo dirigente?

Alberoni: Si credo che molto – non tutto – dipenda da chi sa mobilitare e orientare le tensioni, le ansie, le rivolte popolari. La tensione sociale prodotta dall’industrializzazione è stata incanalata da leader come Kautski, Costa, Turati in senso riformista e democratico, da Lenin in senso rivoluzionario e totalitario. Certo giocava l'arretratezza della Russia, ma Lenin ha fatto un vero e proprio colpo di Stato sull'assemblea dei soviet e Stalin ha trasformato il regime in un dispotismo orientale sanguinario come quello di Ivan in terribile.

Hitler ha preso il modello rivoluzionario di Lenin e ha scritto che il terrore si combatte con il terrore. Il suo programma era di uccidere non solo tutti gli ebrei ma tutti i maschi russi. L'ha tenuto segreto al popolo tedesco e alla Wehrmacht, lo conoscevano solo i suoi gerarchi più fidati. All'estremo opposto invece pensiamo all'apporto positivo dei vari movimenti cattolici, come Opus Dei, Madre Teresa di Calcutta, Comunione e Liberazione, Rinnovamento nello Spirito etc. che convergendo nella grande istituzione della Chiesa cattolica la rivitalizzano, la rinnovano e le danno nuova linfa.

Il Pontefice Benedetto XVI è convinto che a fare la storia sono le minoranze creative. Nella sua analisi dei movimenti collettivi, come definirebbe le “minoranze creative” e che valenza hanno nel contesto dei movimenti collettivi?

Alberoni: Pensiamo ai Padri della Chiesa nel cristianesimo dei primi secoli, a S. Benedetto nel movimento benedettino o a quello che ha prodotto i monasteri di Cluny, alla riforma del papato con Anselmo da Baggio e Pier Damiani, a S. Francesco con Jacopone da Todi e Giotto, S. Ignazio e i gesuiti. Sono tutti esempi di minoranze creative nei movimenti. Ma anche Maometto con i suoi amici più fedeli Abu Bakr, Oman e Alì. Sul piano culturale pensiamo ai movimenti culturali e ai maestri che hanno creato le grandi cattedrali etc. Ma un altro tipico esempio è proprio lui Papa Benedetto XVI, un grandissimo teologo, un grandissimo scrittore che sta mobilitando attorno a se una minoranza creativa nuova.

Non c'è dubbio che questo inizio del terzo millennio sembra avere tutte le caratteristiche di uno “stato nascente”. Ce la farà il mondo occidentale a rinnovare la sua concezione della persona, attingendo all'umanesimo cristiano, o soccomberà alle sfide mosse dall’islam radicale o dalle economie rampanti di Cina e India?

Alberoni: La mia impressione è che la fine del XX secolo e l'inizio del XXI sia stato caratterizzato dalla rinascita dell'Islam che si è ripresentato nella sua forma arcaica ed integralista ed ha occupato nell'area islamica lo spazio lasciato dal marxismo in crisi. La crisi della fede marxista, in Europa, invece ha lasciato il laicismo ateo e la filosofia del pensiero debole. Questi due fatti però anziché spegnere il cristianesimo hanno provocato una sua rivitalizzazione. Pensiamo a Comunione Liberazione negli anni Settanta, poi al grande movimento giovanile cattolico suscitato e guidato da Papa Wojtyla, infine alla rinascita dell'interesse per Gesù Cristo in cui si è inserito come maestro insuperabile Papa Benedetto XVI.

Non vedo perché il mondo cristiano debba soccombere, né di fronte al laicismo né all'islam né al politeismo induista né all'ateismo cinese. E mi spiego: il laicismo è un vuoto, dopo un pò di tempo come ho dimostrato nel libro “Leader e masse”, nasce un movimento che lo riempie con una nuova fede, una nuova speranza. L'islam attuale è rimasto fermo al IX secolo e finirà per avere una trasformazione come l'ha avuta il cristianesimo e l'ebraismo. L'induismo può accordarsi con molti valori cristiani, e comunque non ha forza espansiva. La Cina si difende dal Cristianesimo con la proibizione e la persecuzione statale. E' sulla difensiva.