Leader religiosi di Gerusalemme: la paura ostacola la pace

Affermano nel Messaggio di Pasqua

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di Roberta Sciamplicotti

GERUSALEMME, lunedì, 17 marzo 2008 (ZENIT.org).- La paura è il più grande ostacolo alla pace e tutti sono invitati a pregare perché essa scompaia lasciando spazio a un futuro di gioia e serenità in Terra Santa.

E' questo il nucleo centrale del Messaggio di Pasqua dei Patriarchi e dei Capi delle Chiese di Gerusalemme, nel quale si afferma che Cristo sostituisce la paura con la felicità.

Firmano il testo il Patriarca latino Michel Sabbah, R.C., quello greco-ortodosso Theophilos III, quello ortodosso armeno Torkom I Manoogian, il Custode di Terra Santa Fr Pierbattista Pizzaballa, ofm, l'Arcivescovo copto ortodosso Anba Abraham, quello siro-ortodosso Swerios Malki Murad, quello ortodosso etiope Abouna Matthias, quello maronita Paul Sayyah, il Vescovo anglicano Suhail Dawani, il Vescovo luterano Mounib Younan, quello siro-cattolico Pierre Malki, l'Archimandrita greco-cattolico Joseph Saghbini e Fr. Rafael Minassian, armeno cattolico.

Ricordando le parole che il Signore risorto disse manifestandosi per la prima volta ai suoi discepoli, "Pace a voi", i leader religiosi di Gerusalemme osservano che "sembra ovvio che i discepoli fossero pieni di paura mista senz'altro a dubbio e perplessità. Erano accadute così tante cose che li rendevano incerti sul futuro e quindi erano spaventati".

Salutando i discepoli, "Gesù sta cercando di calmarne il cuore". "Mostra loro le mani e il costato per convincerli della sua identità", e quindi "la loro paura e il loro dubbio sono sostituiti dalla gioia".

"Anche noi viviamo nella paura e nella perplessità", affermano i religiosi, riconoscendo "il peso che tanti nostri fedeli oggi portano per via della continua violenza e degli atti di terrorismo che li circondano, e dei quali siamo tutti vittime, nella West Bank, a Gaza e nella società israeliana".

"Abbiamo bisogno di vedere il Signore risorto, per scacciare i dubbi e il timore di tutto ciò che sta accadendo attorno a noi e in noi, sostituendo così la paura e l'ansia con la pace e la gioia".

La nuova gioia, osservano, "è una missione che gli apostoli devono portare al mondo". La Chiesa deve quindi essere lo strumento attraverso il quale il potere salvifico di Cristo viene reso noto al mondo intero.

I firmatari del Messaggio spiegano che cercano di portare lo stesso mandato nella loro terra, alleviando allo stesso tempo "i molti pesi sulla vita delle persone causati da occupazione, spargimento di sangue, violenze, omicidi e odio reciproco, nonché dai modi sbagliati seguiti finora per raggiungere la sicurezza".

"In tutte queste situazioni di morte, dimostriamo che siamo gli apostoli della resurrezione, con la sua gioia e la sua speranza - osservano -. Dobbiamo dire alla gente che la situazione attuale in cui viviamo è parte del peccato del mondo, ma deve anche essere parte del nuovo potere datoci dal Signore risorto".

Per questo, i capi delle Chiese di Gerusalemme invitano i fedeli "a fare penitenza, ad ammettere il loro coinvolgimento nel peccato del mondo, ad essere perdonati e a diventare capaci di vedere le giuste vie che portano a pace e sicurezza".

"I modi usati fino ad oggi per raggiungere la sicurezza devono essere cambiati - dichiarano -. In caso contrario, rimarremo nelle stesse posizioni in un ciclo permanente di violenza".

I leader religiosi chiedono quindi a Dio di illuminare i politici dando loro la forza di spazzare via dalla regione morte e paura per restaurarvi "la pace con sicurezza".

"Esortiamo tutte le persone coinvolte a dimostrare la loro fede in termini più positivi, non ultimo mostrando il loro credo personale in un Gesù risorto e glorificato", propongono.

"Il nostro Gesù non è una figura storica, ma Colui che ci insegna e ci guida lungo la via della pace e della nuova vita".

I religiosi ringraziano quindi "gli amici in tutto il mondo" per il loro sostegno e le loro preghiere e chiedono di ricordare che la fede in Cristo ha origine proprio in Terra Santa.

"Dovete assumervi le vostre responsabilità qui - li esortano -. Anche voi siete responsabili con noi per la restaurazione della gioia della Resurrezione per alleviare il peso della morte, dell'odio, dell'occupazione, dei muri di separazione e la paura di assumere il rischio della pace".

"Fate tutto ciò che potete e per favore coinvolgete anche i vostri Governi ad assumere le loro responsabilità per la pace di questa Terra".

"Pregate anche per noi per una pace giusta e totale", chiedono; "pregate che la paura, il più grande ostacolo alla pace, scompaia. Pregate che la gente si riconosca e si accetti reciprocamente", "così che questa Terra della Resurrezione possa godere la nuova vita alla quale Dio l'ha chiamata".