Leadership femminile per una nuova cultura d’impresa

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di Carlo Climati

ROMA, lunedì, 22 giugno 2009 (ZENIT.org).- “La donna è forte per il fatto che Dio le affida l’uomo, sempre e comunque, persino nelle condizioni di discriminazione sociale in cui essa possa trovarsi”. Con questa citazione della Mulieris dignitatem di Giovanni Paolo II si è aperto il 16 giugno, a Roma, presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, il congresso “Leadership femminile per una nuova cultura d’impresa”, organizzato dall’Istituto di Studi Superiori sulla Donna.

E’ stato il Rettore Padre Pedro Barrajon, L.C., a prendere spunto dalle parole del grande Papa polacco per parlare della “presenza imprescindibile della donna” in una “nuova cultura di impresa”. Una cultura in cui l’etica “abbia un peso” e le persone “non siano considerate come merce”.

Il Rettore dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum ha spiegato che l’attuale crisi economica rischia di trasformarsi anche in una crisi di valori. Ma è proprio nei momenti di crisi che “la donna sa reagire in un modo tutto suo, confacente a quel genio che la caratterizza e che è capace di dare alle situazioni e alle relazioni una direzione nuova, imprevista ed originale”.

Al convegno hanno preso parte esponenti del mondo imprenditoriale, della politica e della cultura, che hanno offerto diversi spunti di riflessione su temi di grande attualità. 

La dott.ssa Tiziana Zorzan, Presidente del Comitato per la Promozione dell’Imprenditoria Femminile nelle Camere di Commercio di Roma, ha sottolineato che nell’ultimo decennio si sta sempre di più evidenziando una crescita di interesse verso la partecipazione della donna al mercato del lavoro e nell’economia reale.

“Le donne – ha detto Tiziana Zorzan – rappresentano la metà della popolazione europea, eppure la loro partecipazione allo sviluppo economico rimane limitata al 46,3%. E’ ben lontana da quel parametro del 60% fissato dagli obiettivi di Lisbona 2010”.

Secondo Tiziana Zorzan, “il ritardo nella metabolizzazione di un ruolo femminile nell’economia come elemento produttivo priva il nostro Paese di quella innovazione e modernizzazione indispensabile per il progresso”.

Esistono, ha aggiunto, “retaggi culturali ed economici che sono restii a guidare i processi di cambiamento e ad individuare nuove strategie delle istituzioni e del mondo finanziario ed economico utili al rilancio della competitività economica”.

Il dott. Maciej Bazela ha invece illustrato i frutti di una ricerca sull’impresa familiarmente responsabile effettuati da Fidelis Business Ethics Iniative.

Fidelis è un progetto di ricerca e consulenza in etica d’impresa e finanza dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum in stretta collaborazione con altre sedi universitarie in Messico, Spagna e Stati Uniti. Il gruppo Fidelis si occupa principalmente della valutazione etica delle aziende (screening etico), dell’identificazione e della promozione delle buone pratiche aziendali (best practices).

“L’impresa familiarmente responsabile - ha spiegato Maciej Bazela - è un tema chiave per la leadership femminile in quanto nessuno, più della donna, è in grado di conoscere le dinamiche della vita familiare. Perciò, avanzare l’idea dell’impresa familiarmente responsabile significa tutelare la dignità della donna, far rispettare il suo ruolo di madre e migliorare il suo comfort lavorativo.”

Il Gruppo Fidelis ha individuato due tipi di politiche a favore della famiglia già praticate delle aziende. Il primo è la flessibilità dell’organizzazione del lavoro. Il secondo riguarda i diversi incentivi, sussidi e benefici sociali per le famiglie.

Gli incentivi possono riguardare sia la nascita dei figli (ad esempio le ferie di maternità e paternità pagate con diverse dinamiche di rientro al lavoro, bonus bebè), la crescita dei figli (asilo nido aziendale) l’integrazione della vita familiare (seminari e laboratori sui problemi di famiglia: gestione dei soldi, gestione del tempo, gestione dei conflitti), e i sussidi economici (borse di studio per i figli, microcrediti, gestione del risparmio, piani d’investimento).

Daniela Primicerio, dell’Università Europea di Roma, ha concluso l’incontro con un messaggio di speranza, spiegando che l’attuale crisi economica può rappresentare un’opportunità per le iniziative al femminile, data la maggiore capacità di coraggio delle donne e la predilezione di pratiche improntate a trasparenza e senso morale.

I temi trattati nel convegno saranno approfonditi nell’ambito del Master “Lavoro, Famiglia e Leadership Femminile” organizzato dall’Istituto di Studi Superiori sulla Donna in collaborazione con l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum e l’Università Europea di Roma.

“L’obiettivo dell’iniziativa – ha spiegato la coordinatrice dott.ssa Adele Ercolano - è quello di offrire una preparazione sulle politiche di genere e delle pari opportunità, ancora non molto note nei contesti aziendali italiani”.

L’Istituto di Studi Superiori sulla Donna desidera costituire un laboratorio di studio permanente di riferimento nazionale e internazionale sulle problematiche inerenti la conciliazione tra famiglia e lavoro, in una prospettiva di valorizzazione delle risorse femminili e di perseguimento del benessere della famiglia.

“Il Master – ha concluso la dott. ssa Ercolano - è finalizzato a promuovere una nuova cultura organizzativa, improntata su una concezione dei lavoratori innanzitutto come persone, portatrici di bisogni e desideri di natura personale ed extra-aziendale. Evidenzierà i vantaggi che questa impostazione dell’organizzazione può avere per il mondo produttivo”.