Lettera ai Diaconi permanenti del Cardinale Hummes

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CITTA' DEL VATICANO, martedì, 18 agosto 2009 (ZENIT.org).- Pubblichiamo di seguito il testo della Lettera ai Diaconi permanenti indirizzata dal Cardinale Cláudio Hummes, Prefetto della Congregazione per il Clero.

 



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Cari Diaconi permanenti,

  Sempre di più la Chiesa scopre l’inestimabile ricchezza del diaconato permanente. Quando i Vescovi vengono alla Congregazione per il Clero, in occasione delle visita ad limina”, il tema del diaconato, tra gli altri, viene di solito commentato e i Prelati sono generalmente assai contenti e pieni di speranza riguardo a voi, Diaconi permanenti. Ciò colma  noi tutti di gioia. La Chiesa vi ringrazia e riconosce la vostra dedizione e il vostro qualificato lavoro ministeriale. Al contempo, vuole incoraggiarvi sulla strada della santificazione personale, della vita di preghiera e della spiritualità diaconale. A voi si può egualmente applicare ciò che il Papa ha detto ai Sacerdoti, per l’Anno Sacerdotale, ossia: bisogna “favorire questa tensione dei Sacerdoti verso la perfezione spirituale, dalla quale soprattutto dipende l’efficacia del loro ministero” (disc. del 16.3.09).

         Oggi, nella festa di san Lorenzo, diacono e martire, vorrei invitarvi a due riflessioni. Una sul vostro ministero della Parola e l’altra sul vostro ministero della Carità.

         Ricordiamo ancora con gratitudine il Sinodo sulla Parola di Dio, celebrato l’ottobre dell’anno scorso. Noi, ministri ordinati, abbiamo ricevuto dal Signore, attraverso la mediazione della Chiesa, l’incarico di predicare la Parola di Dio sino ai confini della terra, annunciando la persona di Gesù Cristo, morto e risorto, la Sua parola e il Suo Regno, ad ogni creatura. Questa Parola, come afferma il Messaggio finale del Sinodo, ha una Sua voce, la Rivelazione, un Suo volto, Gesù Cristo, e una Sua strada, la Missione. Conoscere la Rivelazione, aderire incondizionatamente a Gesù Cristo, come un discepolo affascinato ed innamorato, partire da Gesù e con Lui per la Missione, ecco ciò che ci si aspetta, decisamente e in un modo del tutto senza riserve, da un Diacono permanente. Dal buon discepolo nasce il buon missionario.

         Il ministero della Parola, che, in modo speciale per i Diaconi, ha in santo Stefano, diacono e martire, un grande modello, richiede dai ministri ordinati un sforzo costante per studiarLa e farLa propria, nello stesso tempo in cui La si proclama agli altri. La meditazione, al modo della “lectio divina”, ossia, di lettura orante, è una via oggi sempre più percorsa e consigliata per capire, fare propria e vivere la Parola di Dio. Allo stesso tempo, la formazione intellettuale, teologica e pastorale è una sfida che dura tutta la vita. Un qualificato e aggiornato ministero della Parola  dipende molto da questa formazione approfondita.

         Siamo anche in attesa, in un futuro prossimo, del documento del Santo Padre sulle conclusioni del citato Sinodo. Esso dovrà essere accolto con apertura di cuore e con un impegno successivo di approfondimento.

La seconda riflessione riguarda il ministero della Carità, prendendo come grande modello san Lorenzo, diacono e martire. Il diaconato ha le sue radici nell’organizzazione ecclesiale della carità, nella Chiesa primitiva. A Roma, nel sec. III, periodo delle grandi persecuzioni dei cristiani,  appare la figura straordinaria di san Lorenzo, arcidiacono del Papa san Sisto II e suo fiduciario nell’amministrazione dei beni della comunità. Di san Lorenzo dice il nostro amato Papa Benedetto XVI: “La sua sollecitudine per i poveri, il generoso servizio che rese alla Chiesa di Roma nel settore dell’assistenza e della carità, la fedeltà al Papa, da lui spinta al punto di volerlo seguire nella prova suprema del martirio e l’eroica testimonianza del sangue, resa solo pochi giorni dopo, sono fatti universalmente noti” (omelia nella Basilica di san Lorenzo, il 30.11.08). Di san Lorenzo è nota anche l’affermazione: “La ricchezza della Chiesa sono i poveri”. Ad essi egli assisteva con grande generosità. Ecco un esempio ancora attuale per i Diaconi permanenti. I poveri li dobbiamo amare in modo preferenziale, come Gesù Cristo. Essere solidali con loro. Cercare di costruire una società giusta, fraterna, pacifica. La recente lettera enciclica di Benedetto XVI, “Caritas in Veritate” (La carità nella verità),  sia la nostra guida aggiornata. In tale enciclica il Santo Padre afferma come  fondamentale principio: “La carità è la via maestra della dottrina sociale della Chiesa” (n.2). I Diaconi s’identificano in modo molto speciale con la carità. I poveri sono uno dei loro ambienti quotidiani e oggetto della loro sollecitudine instancabile. Non si capirebbe un Diacono che non si coinvolgesse in prima persona nella carità e nella solidarietà verso i poveri, che oggi di nuovo si moltiplicano.

 Carissimi Diaconi permanenti, Dio vi benedica con tutto il suo amore e vi faccia felici nella vostra vocazione e missione! Alle spose e ai figli di coloro che, tra voi, sono sposati, saluto con rispetto e ammirazione. A loro la Chiesa ringrazia per l’appoggio e per la multiforme collaborazione che prestano ai rispettivi sposi e padri nel ministero diaconale. Inoltre, l’Anno Sacerdotale ci invita a manifestare il nostro apprezzamento ai carissimi preti e a pregare con loro e per loro!

 

Vaticano, 10 agosto 2009 (festa di san Lorenzo, diacono e martire).

Cardinale Cláudio Hummes

Arcivescovo Emerito di São Paulo

Prefetto della Congregazione per il Clero