Lettera al Papa dei partecipanti al Congresso dei Movimenti Ecclesiali dell’America Latina

| 442 hits

ROMA, mercoledì, 15 marzo 2006 (ZENIT.org).- Pubblichiamo la lettera inviata a Benedetto XVI dai partecipanti al primo Incontro dei Movimenti Ecclesiali dell’America Latina, convocati dal Pontificio Consiglio per i Laici e dal Consiglio Episcopale Latinoamericano (CELAM).



In questa occasione si sono riuniti 122 responsabili di 45 movimenti e nuove comunità, provenienti da 23 Paesi dell’America Latina, insieme a 32 Vescovi.

* * *



Santo Padre,

noi centoventidue responsabili di quarantacinque movimenti e nuove comunità, provenienti da 23 Paesi dell’America Latina, trentadue Vescovi, insieme alla presidenza del CELAM e ad una rappresentanza del Pontificio Consiglio per i Laici, riuniti a Bogotà dal 9 al 12 marzo 2006 per partecipare al primo Incontro dei Movimenti Ecclesiali e delle Nuove Comunità in America Latina, sul tema “Discepoli e missionari di Gesù Cristo oggi”, desideriamo esprimerle la nostra gratitudine per la sollecitudine con cui ha seguito questa iniziativa congiunta del Pontificio Consiglio per i Laici e del Consiglio Episcopale Latinoamericano, e per il messaggio che attraverso Sua Eminenza il Cardinal Sodano ha voluto inviare ai partecipanti. Grazie, Santo Padre, per averci testimoniato la sua vicinanza paterna e la sua parola orientatrice, mostrando alla nostra Chiesa e ai nostri popoli un abbraccio pieno di amore e di speranza.

Aver posto al centro dell’attenzione di questo Incontro il tema del cristiano, ovvero del discepolo di Cristo, è un segno della consapevolezza che la Chiesa dell’America Latina ha dell’urgenza fondamentale in questo momento che sta vivendo: la permanenza della fede, la trasmissione della fede, il mettere a frutto la fede in tutte le dimensioni di vita delle persone, delle famiglie, delle nostre Nazioni. Il patrimonio della fede cattolica è il tesoro più grande dei nostri popoli. Esiste, tuttavia, il rischio di una sua sempre maggiore erosione e anche dilapidazione. Esiste un rischio reale di perdita della fede, della percezione del suo significato per la vita, un rischio reale che la fede in Cristo sia sempre più insignificante per la vita di tante persone. In questo senso, richiama l’attenzione la previdenza con cui il Documento di Partecipazione alla V Conferenza Generale dell’Episcopato Latinoamericano raccoglie la convinzione che non si può dare per scontato il soggetto che risponderà a queste sfide. Oggi più che mai siamo consapevoli della vera natura della crisi. Non basta parlare di “nuova evangelizzazione” senza interrogarsi sul soggetto che la realizzerà. E’ necessario tornare a risvegliare l’interesse per Gesù Cristo e il suo Vangelo. Questo compito è particolarmente difficile nel contesto odierno, perché sono molte le persone che pensano di conoscerlo già o che lo confondono con una vaga religiosità. Bisogna “ricominciare da Cristo”, come nuovo inizio, nella novità, attualità, realtà e fascino del suo incontro e della sua sequela, della sua comunione con Lui.

Nel Messaggio che Sua Santità ci ha inviato, ci parla della speranza della Chiesa che “i movimenti e le nuove comunità contribuiscano a dare un rinnovato impulso all’evangelizzazione di tutti i settori della società, del mondo del lavoro e della famiglia, della cultura e dell’educazione e, infine, in tutti quei campi in cui si sviluppa la vita degli uomini di oggi”. Noi, che abbiamo avuto il privilegio di partecipare a questo Incontro di Bogotà, vogliamo rispondere alle sue aspettative impegnandoci ad assumere tre priorità.

La prima grande priorità è la formazione cristiana. E’ in crisi la capacità di una generazione di adulti di educare i propri figli, perché oggi si minano le basi stesse del processo educativo della persona. Si vive come se la verità non esistesse, come se il desiderio di felicità del quale è fatto il cuore dell’uomo fosse destinato a rimanere senza risposta. L’influenza di questa cultura colpisce anche i battezzati e per questo esistono ancora identità cristiane deboli e confuse. La formazione è l’ambito per eccellenza in cui si può esprimere l’originalità dei carismi dei vari movimenti e comunità, ciascuno dei quali fonda il processo educativo della persona su una pedagogia propria e specifica. Al centro di ogni carisma c’è l’incontro personale con Cristo vivo. La sfida che la Chiesa deve affrontare è mostrare la sua capacità di generare ed educare il cristiano che risponda alla nuova situazione di sconcerto generalizzato (DP 15) in cui i cristiani del continente sono chiamati a vivere la loro fede, consapevoli della difficoltà implicita alla trasmissione della fede in queste condizioni.

La seconda grande urgenza è l’“annuncio forte”. La formazione cristiana deve avere sempre una grande portata missionaria. La missione aiuta a scoprire in pienezza la propria vocazione di battezzati, difende dalla tentazione di un ripiegamento egoista su se stessi, protegge dal pericolo di considerare il proprio movimento di appartenenza come una specie di rifugio, in un clima di calda amicizia, per difendersi dai problemi del mondo. Si è mostrato in questi giorni l’impegno missionario dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunità con una capacità indiscutibile di risvegliare nei laici l’entusiasmo apostolico e il coraggio missionario. In questo modo, si risponde ad una delle necessità più urgenti della Chiesa dei nostri tempi, vale a dire la catechesi degli adulti, intesa come autentica iniziazione cristiana che rivela loro tutto il valore e la bellezza del sacramento del Battesimo. Apprezzando il radicato senso del mistero che si manifesta nella pietà popolare ed arricchiti da essa, i movimenti e le nuove comunità offrono pedagogie di evangelizzazione che possono contribuire con efficacia ad orientarla verso la formazione di discepoli e missionari di Cristo. Si rivolgono anche con naturalezza e coraggio alle difficili frontiere dei moderni areopaghi della cultura, dei mezzi di comunicazione sociale, dell’economia e della politica per incoraggiare la costruzione di forme di vita più degne per ogni uomo e per tutti gli uomini. Abbiamo visto, inoltre, l’importanza di inserirsi nel tessuto delle Chiese locali per trasformarsi in segni eloquenti dell’universalità della Chiesa e della sua missione.

L’ultimo, ma non meno importante, impegno che ci vogliamo assumere è la speciale attenzione per coloro che soffrono, i poveri e gli emarginati. Di fronte a tante forme nuove e antiche di povertà con le quali conviviamo nella nostra realtà latinoamericana – e che costituiscono una contraddizione stridente e interpellante rispetto alla tradizione cattolica dei nostri popoli –, vogliamo sforzarci, come ci insegna l’Enciclica “Deus caritas est”, a ideare e sostenere con creatività opere e progetti che mostrino l’amore di Dio per ogni uomo che soffre e aprano cammini alla potenza trasformatrice della carità di fronte alle grandi sfide di maggiore giustizia, solidarietà, pace e unità nella vita dei nostri popoli.

Abbiamo una ferma speranza che questo primo Incontro offra un contributo alla preparazione e alla realizzazione della V Conferenza Generale dell’Episcopato Latinoamericano, prevista ad Aparecida (Brasile) nel maggio 2007 sul tema “Discepoli e missionari di Gesù Cristo perché in Lui i popoli abbiano vita. Io sono la via, la verità e la vita” (Gv 14,6). E per questo, noi ci impegniamo si da ora a suscitare ovunque uno scambio di esperienze, riflessioni e proposte che possano aiutare a costruire la via di preparazione di un evento così importante.

Speriamo che molta gente dei nostri movimenti e comunità possa incontrare Sua Santità a Roma, in piazza San Pietro, il 3 giugno 2006, Vigilia di Pentecoste, e rinnoviamo loro il nostro impegno ad annunciare il Vangelo in tutti i luoghi in cui siamo presenti.

Per l’intercessione di Maria Madre della Chiesa, così amata dai nostri popoli, per i nostri movimenti e le nostre comunità, offriamo a Dio le nostre preghiere per la Sua Persona e invochiamo la Sua Paterna Benedizione Apostolica.

I Cardinali, Vescovi, sacerdoti e fedeli laici che hanno partecipato al primo Incontro dei Movimenti Ecclesiali e delle Nuove Comunità in America Latina.

Bogotà, 12 marzo 2006

[Traduzione dal testo originale in spagnolo a cura di ZENIT]