Lettera del Presidente della CEI all'Azione Cattolica per i 140 anni dell'Associazione

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ROMA, lunedì, 1° ottobre 2007 (ZENIT.org).- Pubblichiamo la lettera che il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), monsignor Angelo Bagnasco, ha indirizzato al Presidente nazionale dell’Azione Cattolica, il professor Luigi Alici, in occasione delle celebrazioni per il 140° anniversario della nascita di questa Associazione.



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Cari Presidenti e Assistenti diocesani dell’Azione Cattolica Italiana,

con il Convegno di Castel San Pietro Terme, paese natale di Giovanni Acquaderni, voi avviate le celebrazioni per il 140° anniversario della nascita dell’Associazione, e allo stesso tempo date il via all’itinerario di preparazione della XIII Assemblea nazionale. È un anno importante, dunque, quello che si apre, nel quale vi proponete anche di assumere le indicazioni contenute nella recente Nota pastorale dei Vescovi italiani dopo il Convegno ecclesiale di Verona: “Rigenerati per una speranza viva (1 Pt 1,3): testimoni del grande ‘sì’ di Dio all’uomo”. Desidero accompagnare questo momento particolare del vostro cammino con la preghiera e la condivisione.

Sono trascorsi 140 anni dall’intuizione dei fondatori e dalla chiamata a raccolta dei primi giovani della Società della Gioventù Cattolica Italiana, che misero nelle mani del Papa e della Chiesa intera la loro stessa vita, allo scopo, leggiamo nel primo Statuto, “di formare tutti gli individui che vi appartengono, ad uno spirito franco e coraggioso in professare e praticare pubblicamente la loro Cattolica Religione”. Riflettere su questa dedizione e sulla storia che essa ha generato è un esercizio di fedeltà alle vostre radici, di feconda maturazione dei suoi frutti, di radicamento nell’essenziale di quello speciale carisma che vi contraddistingue.

In particolare, nuova linfa per l’Associazione è venuta – continua a giungere – dal Concilio Vaticano II. Esso segna un passaggio di fondamentale importanza per la missione dei laici nella Chiesa e nel mondo, porzione benedetta del grande popolo di Dio in cammino nella storia. Come ebbe a dire il Santo Padre Benedetto XVI nel discorso alla Curia romana del 22 dicembre 2005, noi “possiamo oggi con gratitudine volgere il nostro sguardo al Concilio Vaticano II: se lo leggiamo e recepiamo guidati da una giusta ermeneutica, esso può essere e diventare sempre di più una grande forza per il sempre necessario rinnovamento della Chiesa”.

Mi sembra di poter scorgere in voi, in questo momento, anche il giusto entusiasmo per le grandi pagine di apostolato che costellano la lunga vicenda dell’Azione Cattolica Italiana, insieme all’umile desiderio di purificazione della vostra esperienza, nella ricerca delle forme più adatte a vivere oggi la vostra missione in un tempo di straordinari cambiamenti. Negli anni più recenti, infatti, avete proceduto ad aggiornare lo Statuto nazionale e a pubblicare un nuovo Progetto formativo, dando vita così a un dinamismo fecondo, culminato nell’indimenticabile pellegrinaggio con Giovanni Paolo II al Santuario della Santa Casa di Loreto, nel settembre 2004.

In quell’occasione, furono beatificati gli italiani Alberto Marvelli e Pina Suriano, insieme all’assistente dell’Azione Cattolica spagnola Pietro Tarrès. La vostra storia, infatti, è anche una storia di santità: lo conferma da ultimo il recente riconoscimento, da parte di Benedetto XVI, delle virtù eroiche di Armida Barelli e Nilde Guerra, che vengono ad aggiungersi a una folta schiera di testimoni cresciuti nelle file dell’Associazione e divenuti protagonisti memorabili della vita ecclesiale e civile italiana. Siete gli eredi, dunque, di una lunga storia di amore per la Chiesa e di sacrificio, di impegno educativo e di evangelizzazione, in cui non è raro ravvisare intuizioni che si sono rivelate preziose anticipazioni di quanto è andato poi maturando come patrimonio comune sul fronte della pastorale e della testimonianza di fede. Di questo ha particolarmente bisogno oggi la Chiesa italiana da parte dell’Azione Cattolica: di una forza viva che, mentre accompagna il cammino quotidiano delle comunità, sperimenta vie nuove e non cessa di unire il pensiero all’azione.

È qui che si colloca la ricca esperienza del Convegno ecclesiale di Verona, una vera e propria mappa per il rinnovamento in senso missionario della nostra Chiesa italiana. Fra le tante indicazioni che attendono di essere innervate nel tessuto delle comunità locali, mi piace ricordare l’invito a far nascere e sostenere percorsi che riavvicinino le persone alla fede; a fare dell’unità della persona umana il criterio attorno a cui ripensare il nostro agire con sguardo unitario; a dare vita ad “una nuova stagione formativa per i laici e con i laici, che porti alla maturazione di una piena coscienza ecclesiale e abiliti a un’efficace testimonianza nel mondo”. Il Convegno di Verona ha inoltre raccolto i frutti di una bella stagione di dialogo e convergenza tra le diverse realtà che compongono il panorama delle aggregazioni laicali, e che ha visto l’Azione Cattolica dare un contributo convinto e decisivo. Siate sempre i primi instancabili animatori della comunione e della corresponsabilità nella Chiesa.

Per tutti questi motivi, la Chiesa italiana vi è sinceramente grata e se continua a chiedervi molto, specie nel quotidiano impegno nelle diocesi e nelle parrocchie, è perché non può fare a meno di “un gruppo di laici, che fedeli alla loro vocazione e stretti attorno ai legittimi Pastori, siano disposti a condividere, insieme con loro, la quotidiana fatica dell’evangelizzazione in ogni ambiente” (Giovanni Paolo II, Discorso all’XI Assemblea nazionale dell’Azione Cattolica Italiana, 26 aprile 2002). Auspicando per il vostro Convegno un lavoro sereno e fruttuoso, concludo facendo mio l’augurio rivoltovi da Benedetti XVI, nei primissimi giorni del suo Pontificato, “di essere tutti, adulti, giovani e ragazzi, lieti e fieri di appartenere alla Chiesa e capaci di comunicare ragioni di vita e di speranza, alla nostra società, spesso inquieta e sballottata ‘qua e là da qualsiasi vento di dottrina’ (Ef 4,14)” (Messaggio in occasione della XII Assemblea nazionale dell’Azione Cattolica Italiana, 23 aprile 2005).


Angelo Bagnasco
Presidente della Conferenza Episcopale Italiana