Libertà per l'arcivescovo ortodosso Jovan!

L'appello della Conferenza delle Chiese europee (KEK) all'Onu e all'Unione Europea

Roma, (Zenit.org) | 265 hits

“La detenzione dell’arcivescovo Jovan da parte delle autorità dell’ex-repubblica Jugoslava di Macedonia (Fyrom) è legata al fatto che egli ha esercitato il suo diritto umano di libertà religiosa”. Così la Conferenza delle Chiese europee (KEK) in un documento pubblicato all’indomani della sua recente assemblea (Budapest, 3-8 luglio) e ripreso dall'agenzia SIR.

L’arcivescovo ortodosso Jovan di Ohrid, Macedonia, è detenuto nella prigione di Skopye dal dicembre 2011, senza processo né sentenza. L’accusa è di aver alimentato l'odio interreligioso. L'arcivescovo ha riportato sotto l’autorità del Patriarcato serbo l’arcidiocesi di Ohrid, prima legata alla Chiesa ortodossa macedone, nata nel 1967 con una dichiarazione unilaterale di autocefalia, cioè con uno scisma dalla Chiesa ortodossa serba.

Come riferisce sempre il SIR, si tratta del terzo arresto per il vescovo ortodosso. La KEK ha chiesto quindi alle autorità competenti presso l’Onu e l’UE di “investigare attentamente su questo caso”, verificando innanzitutto “se le condizioni di detenzione sono conformi alle regole poste dal Consiglio d’Europa”.

La KEK chiede inoltre al governo della Fyrom e al suo primo ministro Nikola Gruevski, “di garantire un processo equo, rilasciando immediatamente l’Arcivescovo” nell’attesa del processo le cui udienze, secondo fonti della Chiesa ortodossa serba, continuano a essere rimandate. Le Chiese europee sono invitate “a unirsi nella preghiera e nella solidarietà” con l’Arcivescovo e a “inviare lettere di protesta alle autorità responsabili”.