Linee guida per la preghiera di guarigione

A cura dell’International Catholic Charismatic Renewal Services

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di Mirko Testa

ROMA, lunedì, 12 maggio 2008 (ZENIT.org).- La preghiera di guarigione è stata nel corso dei secoli un elemento essenziale nella vita devozionale dei cattolici, legato inscindibilmente alla proclamazione del Vangelo.

I veri pionieri nel ministero di guarigione vanno tuttavia rintracciati in alcuni gruppi di protestanti vissuti in Germania e Svizzera, attorno alla fine del XIX sec.

Nella Chiesa Cattolica, è il Concilio Vaticano II (1962-1965) a segnare una riscoperta di questo ministero, come dimostra l'inserimento di un insegnamento sui carismi nella Costituzione sulla Chiesa, al n. 12 della Lumen Gentium.

In particolar modo, da sempre impeganto ad approfondire la comprensione e l'apprezzamento del carisma della guarigione in ambito cattolico è l'ICCRS (International Catholic Charismatic Renewal Services), un organismo di diritto pontificio riconosciuto come tale nel 1993, il cui compito è quello di coordinare e promuovere lo scambio di esperienze e di riflessioni tra le comunità carismatiche cattoliche, alla cui spiritualità partecipano più di 100 milioni fedeli sparsi in 200 paesi del mondo.

Questo viaggio di scoperta ha preso le mosse nel 1995 a San Giovanni Rotondo, quando vene presentato un incontro sulla guarigione, nei pressi di Foggia al quale presero parte 30.000 persone per celebrare il ministero di guarigione, allora portato avanti in maniera efficace da padre Emiliano Tardif.

Successivamente nel 2001, a Roma, l'ICCRS ha organizzato assieme al Pontificio Consiglio per i Laici un Colloquio per prendere in esame il ministero di guarigione presente all'interno del Rinnovamento Carismatico, già analizzato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede in una Istruzione ad hoc.

All'indomani dell'incontro una Commissione dottrinale dell'ICCRS, presieduta da monsignor Joseph Grech, Vescovo di Sandhursty (Australia), ha prodotto un documento in inglese su questo argomento intitolato “Guidelines on Prayers for Healing”, che si sofferma sui contesti storico, biblico e teologico e sulle diverse questioni pastorali.

Queste linee guida si collocano nella scia dei documenti di Malines, prodotti agli inizi degli anni ‘70 in seguito a dei colloqui promossi all'interno della sua diocesi dal Cardinale Leòn Joseph Suenens, che fu un grande sostenitore del Rinnovamento Carismatico, e frutto del lavoro di una Commissione dottrinale e teologica, che vantava tra i suoi membri l'allora Cardinale Joseph Ratzinger.

Nel libretto si afferma che “la vasta diffusione dei carismi di guarigione e lo sviluppo di varie pratiche e ministeri in cui vengono esercitati, hanno fatto sorgere il bisogno di un prudente discernimento, in special modo da parte dei Pastori della Chiesa”.

Allo stesso tempo, quella che si osserva ai giorni nostri è la tendenza a ricorrere alla “medicina olistica” o a forme di medicina alternativa per porre un freno “alla disperazione che conduce le persone deboli a cercare aiuto da qualsiasi fonte”, e spesso le fonti sono “sia pagane che esoteriche, sotto forma di religione popolare tradizionale o come nuove religioni con un'enfasi sull'aspetto terapeutico”.

Allo stesso modo, si avverte, “l'azione di Satana non viene presa in seria considerazione da molti all'interno della Chiesa”.

“Una delle scoperte fatte da coloro che sono coinvolti nel ministero della guarigione – si legge – è la profondità delle ferite interiori che hanno bisogno di essere sanate in quelle persone, che all'esterno appaiono in salute e normali, ma che all' 'interno' sono profondamente sofferenti”.

Diversi sono i tipi di malattie cui si applica questo ministero: fisica (per sanare infermità e disabilità); psicologica (per rimarginare le ferite emotive); spirituale (per ristabilire il rapporto privilegiato con Dio incrinato dal peccato); esorcismo (per scacciare i demoni) e liberazione (per liberare una persona dall'influenza malvagia attraverso la preghiera rivolta a Dio); della memoria (per la purificazione di un popolo o di una società dai mali del passato); intergenerazionale (per appianare i disordini ereditati dai progenitori); della terra (per contrastare l'inquinamento e i danni causati all'ambiente).

Tuttavia, si precisa, “è sbagliato pensare che la volontà di Dio sia quella di guarire tutte le malattie e infermità in questa vita. Gesù ha detto ai discepoli non solo di guarire i malati ma anche di 'visitarli'

(Mt 25,36). Infatti, ci sono casi nel Nuovo Testamento in cui i malati rimangono tali, almeno per un po', nonostante il carisma di guarigione degli apostoli”.

A questo proposito, si afferma, “la sfida sta nel purificarsi da atteggiamenti di passività di fronte al male, cosicché quando non avviene la guarigione, l'accettazione positiva della sofferenza si tramuta in un atteggiamento positivo di fede e non in una mera rassegnazione passiva”; la persona sofferente dovrebbe perciò “venire incoraggiata a perseverare nella preghiera e nell'affidamento fiducioso a Dio”.

Infatti “il carattere essenzialmente gratuito della guarigione”, lo rende “qualcosa di derivante dalla libera iniziativa di Dio, e dal contesto ecclesiale della guarigione”.

Il tentativo portato avanti dal Rinnovamento Carismatico è quello di integrare i carismi in una rinnovata vita sacramentale, in “un incontro con la potenza guaritrice di Cristo in un contesto sacramentale...in un rinnovamento della fede sacramentale, in una più profonda coscienza che il Signore risorto è presente e agisce in prima persona nei sacramenti per comunicare la sua grazia vivificante”.

Per questa ragione, si sottolinea, “è essenziale che ogni ministero pubblico di guarigione abbia inizio con la proclamazione della Parola e la sua esposizione”, perché “anche quando il ministero di guarigione avvenga al di fuori del contesto liturgico, il contesto per comprendere l'opera di guarigione del Signore è sempre sacramentale”.

Sia che si tratti di contesti liturgici (unzione degli infermi, liturgia della Parola, Santa Messa) o non, “i sacramenti, in special modo l'Eucaristia, sono i contesti privilegiati nei quali Cristo comunica la sua potenza guaritrice e attualizza in modo misterioso nella Chiesa le opere che egli stesso ha compiuto durante la vita terrena”.

Tuttavia, è necessario accertarsi che “la Santa Messa e il Santo Sacramento non vengano strumentalizzati per il beneifico delle preghiera di guarigione ma siano rispettati nella loro finalità, che è quella di condurre il fedele a una comunione spirituale con Cristo”.

Le linee guida mettono poi in guardia su un aspetto in particolare, sul fatto cioè che l'esercizio dei carismi non può accompagnarsi con il peccato, ma deve essere legato con l'offerta al Signore di un cuore contrito e umiliato.

Inoltre, il potere di guarigione è donato in un contesto missionario, non in vista della esaltazione dei singoli, ma per confermarli nella loro missione: “Un carisma di guarigione non deve mai essere trattato come una proprietà personale o usato per attirare l'attenzione su di sè”.

Ma soprattutto, “è importante che le guarigioni non vengano mai considerate come isolate, come eventi individuali, ma piuttosto come momenti di grazia all'interno di un processo di conversione di vasta portata che riguarda le vite delle persone toccate in questo modo”.