Lo Jugendamt, il nemico tedesco dei diritti dei minori

Intervista a Marinella Colombo, candidata alle elezioni europee, da anni impegnata nella lotta contro il "genitore di Stato" e nella difesa dei diritti dei bambini, anche quelli non nati

Roma, (Zenit.org) Federico Cenci | 444 hits

Jugendamt è un termine che a molti italiani suonerà nuovo. La sua espressione tipicamente teutonica, del resto, appare poco sui media. Eppure, accompagnato in patria dalla fama di baluardo della protezione sociale, questo ente di Stato tedesco svolge una funzione di difesa degli interessi della Germania presso le aule di Tribunale, a discapito di quelli dei genitori stranieri e dei minori. Marinella Colombo è una dei tanti italiani che lo hanno conosciuto sulla propria pelle. Lo Jugendamt, nel 2008, si è insinuato nella causa di separazione tra lei e suo marito, tedesco. Nonostante la donna avesse ottenuto l’affidamento, un giorno, a sua insaputa, i suoi due figli sono stati prelevati da scuola e riportati a Monaco di Baviera dal papà. Come se non bastasse, si è ritrovata un mandato di cattura internazionale per sottrazione di minori. Su questa vicenda personale ha scritto un libro dal titolo Non vi lascerò soli (ed. Rizzoli), simbolo di una battaglia che sta portando avanti per ottenere giustizia. Le sue istanze e quelle di tanti altri cittadini che vivono situazioni simili, sono state raccolte anche presso il Parlamento europeo, finora senza che ciò producesse alcun effetto. Ora, in Parlamento europeo prova a entrare lei stessa, candidandosi nella Circoscrizione Nord Ovest con Scelta Europea. Dall’intervista che segue emerge il suo impegno per la tutela dei bambini, anche di quelli non ancora nati.

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Dott.ssa Colombo, cosa l’ha spinta a candidarsi nelle liste di Scelta europea?

Marinella Colombo: Da anni seguo da vicino i lavori del Parlamento e della Commissione europea e constato che il disastro nel quale ci troviamo oggi è stato provocato dai sempre ricorrenti accordi tra socialisti e popolari. Questi stanno trasformando l’Europa nella grande Germania, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. Non era questo che ci si era prefissi di raggiungere con l’Unione europea (“uniti nelle differenze”). Ora per la prima volta abbiamo la possibilità di scegliere chi sarà alla guida della Commissione europea e il nostro candidato, il liberale Guy Verhofstadt, è l’unica alternativa al socialista Schulz e al popolare Junker, l’unico in grado di spezzare quel nefasto equilibrio e, con il nostro progetto di Europa federale, ridare dignità ad ogni Paese, senza servilismi e sottomissioni.

È stata protagonista, suo malgrado, di una spiacevole vicenda con la legge tedesca. Vuol parlarcene e spiegare ai lettori cos’è lo Jugendamt?

Marinella Colombo: Jugendamt significa letteralmente “amministrazione per la gioventù”, lo Jugendamt è il genitore di Stato, il terzo genitore che prende parte, allo stesso titolo dei genitori (e non come consulente del giudice), a tutti i procedimenti nel quale sono coinvolti dei minori, come per esempio, ma non solo, le separazioni. La finalità delle azioni dello Jugendamt non è il “bene del bambino”, ma il bene che la comunità dei tedeschi trae nel trattenere ogni bambino nella propria giurisdizione. Ha anche funzioni di funzionario dell’anagrafe, redige il registro delle dichiarazioni di affido congiunto nei casi in cui la madre non sposata decida di concederlo al padre del bambino, ecc.. Il mio caso personale non è giuridico, ma politico. “Se la Germania vuole quei due ragazzini, diamoglieli!”, è stato dichiarato.

Quali iniziative finora sono state compiute nel Parlamento europeo per far luce su questo sistema e quali nuove iniziative intende adottare, se sarà eletta?

Marinella Colombo: Al Parlamento europeo, controllato come è dai tedeschi, non solo non sono state fatte iniziative per far luce su questo problema, ma si è cercato fortemente e a più riprese di boicottare ogni tentativo di informazione in merito, intrapreso da pochi eurodeputati impegnati come l’on. Cristiana Muscardini. Ad esempio, il convegno del 2012 al Parlamento europeo sullo Jugendamt ha visto l’ingerenza di Martin Schulz per limitarne la diffusione, mentre nell’aprile di quest’anno, la discussione delle Petizioni contro lo Jugendamt è stata arbitrariamente cancellata dall’ordine del giorno e reinserita all’ultimo momento solo a seguito delle nostre proteste espresse in una conferenza stampa internazionale. Cosa farò? Ho sufficienti conoscenze tecnico-giuridiche per far emergere le incongruenze di questo sistema, inammissibile all’interno di Europa civile e rispettosa dei diritti e che va pertanto fermato e abolito.

Abbiamo parlato di minori. Intende battersi anche a favore dei bambini non ancora nati?

Marinella Colombo: Battersi per i diritti dei bambini non lascia spazio a compromessi, né a differenziazioni, i bambini nati o non nati hanno diritto ad una vita dignitosa. A mio avviso è importante sostenere in modo più efficace tutte quelle mamme che si trovano a pensare di abortire perché economicamente non in grado di farsi carico delle necessità proprie e del bambino. Attualmente le madri sole vengono aiutate per un tempo limitato e poi tornano a dover cercare da sole la soluzione ad un problema per loro spesso irrisolvibile. Sono loro che vanno innanzi tutto aiutate, per aiutare i bambini a nascere e vivere serenamente.

Avrà seguito le polemiche che hanno accompagnato le votazioni, in Parlamento europeo, delle Risoluzioni Estrela e Lunacek. Crede che quello di crescere con una mamma e un papà sia un diritto dei bambini?

Marinella Colombo: Ho letto i lavori preparatori, le discussioni e le polemiche. È vero che l’influenza di gruppi fortemente ideologizzati che vogliono diffondere l’ideologia gender è molto forte e proprio per questo è necessario mandare al Parlamento europeo degli eurodeputati preparati e che esprimano chiaramente lo loro posizione. La mia è chiara, sono contro ogni forma di discriminazione quindi per il rispetto di tutte le persone, siano esse eterosessuali o omosessuali; ritengo di non avere nessun diritto a giudicare un’altra persona per via del suo orientamento sessuale. Ma il diritto dei bambini a crescere con una mamma e un papà non può essere leso né stravolto e deve restare prioritario. Non accetterò di subordinarlo a nessun tipo di ideologia che tenti di convincerci del contrario.