Lo Spirito Santo: un "compagno di strada" per l'uomo

Durante la messa a Santa Marta, papa Francesco incoraggia il discernimento con l'esame di coscienza serale

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 615 hits

Lo Spirito Santo è nostro amico e “compagno di strada”. Su questo concetto papa Francesco ha articolato la sua omelia durante la messa di questa mattina alla Residenza Santa Marta. L’azione dello Spirito Santo, ha spiegato il Papa, è riconoscibile nella nostra vita in particolare attraverso la pratica dell’esame di coscienza serale.

Il Santo Padre ha celebrato con il cardinale Angelo Comastri, arciprete di San Pietro, alla presenza di alcuni dipendenti della Fabbrica di San Pietro, del Tesoro e del Museo della basilica vaticana.

Il Paraclito, ha ricordato il Pontefice, viene promesso da Gesù ai discepoli al momento dell’Ascensione (cfr. Gv 15,26-16,4). L’epiteto di Paraclito sta a significare “quello che ci difende, che è sempre affianco a noi per sostenerci”, ha aggiunto.

Delle tre persone della Trinità, lo Spirito Santo è colui che dà testimonianza di Gesù negli uomini, “affinché noi possiamo darla agli altri”, dicendoci: “Questo è Gesù il Signore. Il Signore fa così. Questa è la strada di Gesù”, ha osservato il Papa.

Lo Spirito Santo, inoltre, imprime il sigillo alla vita cristiana: senza la sua presenza, la nostra sarebbe una “vita religiosa, pagana, pietosa”, priva della “vitalità che Gesù vuole per i suoi discepoli”, ha detto il Santo Padre.

Nella Prima Lettura di oggi (At 16,11-15) vi è un esempio lampante dell’azione dello Spirito Santo in Lidia, la donna che ascoltava San Paolo: “Si dice di lei che il Signore le aprì il cuore per aderire alle parole di Paolo. Questo fa lo Spirito Santo: ci apre il cuore per conoscere Gesù”, ha sottolineato a tal proposito papa Francesco.

L’esame di coscienza serale è il momento propizio per prendere consapevolezza della presenza dello Spirito Santo in noi, per comprendere se l’abbiamo ascoltato o abbiamo “guardato dall’altra parte”, ha detto il Pontefice.

“Questo esercizio dell’esame di coscienza – ha proseguito - ci fa bene, perché è prendere coscienza di quello che nel nostro cuore ha fatto il Signore in questo giorno”. Ciò aiuta a “rendere presente in ogni momento la fecondità della Pasqua, come l’abbiamo chiesto oggi nella preghiera”.

Dobbiamo, pertanto, chiedere “la grazia di abituarci alla presenza di questo compagno di strada: lo Spirito Santo”, che ci aiuta a trovare Gesù e a scoprire le sue parole. Cosicché, a fine giornata, ognuno di noi sappia discernere la testimonianza che lo Spirito Santo ci offre: esso è “una presenza divina che ci aiuta ad andare avanti nella nostra vita di cristiani”, ha quindi concluso papa Francesco.