Lo Spirito Santo: un dono per la Chiesa "in uscita"

Durante la messa di Pentecoste, papa Francesco mette in guardia dal diventare "cristiani senza memoria"

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 301 hits

La discesa dello Spirito Santo è un “dono del Padre” che Gesù promette ai Dodici durante l’Ultima Cena e che, cinquanta giorni dopo, prende forma con la Pentecoste. Lo ha sottolineato papa Francesco durante la solenne celebrazione eucaristica di stamattina.

Il Santo Padre ha presieduto la messa di Pentecoste nella Basilica di San Pietro, concelebrando assieme a tutti i cardinali, arcivescovi e vescovi presenti nell’Urbe.

Durante l’omelia, il Pontefice ha ricordato come quella prima effusione dello Spirito Santo, benché “straordinaria”, non sia rimasta “unica e limitata a quel momento”: è infatti “un evento che si è rinnovato e si rinnova ancora”.

Con la Pentecoste, “Cristo glorificato alla destra del Padre continua a realizzare la sua promessa, inviando sulla Chiesa lo Spirito vivificante, che ci insegna e ci ricorda e ci fa parlare”, ha proseguito Bergoglio.

“Ci insegna”, in primo luogo perché è il “Maestro interiore” che “ci guida per il giusto cammino, attraverso le situazioni della vita”, aiutandoci a “camminare sulle sue orme”. Lo Spirito Santo non è tanto un “maestro di dottrina”, quanto un “maestro di vita”, ha detto il Papa.

Lo Spirito Santo è, inoltre, “la memoria vivente della Chiesa”, che “ci ricorda tutto quello che Gesù ha detto”, permettendoci di “capire le parole del Signore”.

Ricordare “nello Spirito e grazie allo Spirito” non è un fatto “mnemonico” ma è “un aspetto essenziale della presenza di Cristo in noi e nella sua Chiesa”, che “ci fa entrare sempre più pienamente nel senso delle sue parole”.

Lo Spirito, dunque, ci fa percorrere “la strada della memoria vivente della Chiesa”, richiedendo da parte nostra una risposta che, tanto più è generosa, tanto più “le parole di Gesù diventano in noi vita, diventano atteggiamenti, scelte, gesti, testimonianza”. In definitiva, “lo Spirito ci ricorda il comandamento dell’amore, e ci chiama a viverlo”, ha affermato il Santo Padre.

“Un cristiano senza memoria – ha proseguito - non è un vero cristiano: è un cristiano a metà strada, è un uomo o una donna prigioniero del momento, che non sa fare tesoro della sua storia, non sa leggerla e viverla come storia di salvezza”.

Lo Spirito Santo, tuttavia, può aiutarci ad “interpretare le ispirazioni interiori e gli avvenimenti della vita alla luce delle parole di Gesù”. Il giorno della Pentecoste, poi, gli Apostoli sono accompagnati dalla “Donna della memoria, quella che dall’inizio meditava tutte quelle cose nel suo cuore”, ovvero “Maria nostra Madre”, che il Papa ha invocato perché “ci aiuti in questa strada della memoria”.

Inoltre, lo Spirito Santo “ci fa parlare con Dio e con gli uomini”, pertanto non possono esistere “cristiani muti di anima”. Ci permette di parlare, innanzitutto con la “preghiera”, che è un “dialogo con Lui nello Spirito Santo”, oltre che “nell’atto di fede”, grazie al quale possiamo dire: “Gesù è il Signore”.

C’è poi il “dialogo fraterno” che ci aiuta a “parlare con gli altri riconoscendo in loro dei fratelli e delle sorelle; a parlare con amicizia, con tenerezza, con mitezza, comprendendo le angosce e le speranze, le tristezze e le gioie degli altri”.

Lo Spirito Santo ci fa parlare anche agli uomini “nella profezia, cioè facendoci "canali" umili e docili della Parola di Dio”, e “la profezia è fatta con franchezza, per mostrare apertamente le contraddizioni e le ingiustizie, ma sempre con mitezza e intento costruttivo. Penetrati dallo Spirito di amore, possiamo essere segni e strumenti di Dio che ama, che serve, che dona la vita”, ha detto il Santo Padre.

In conclusione dell’omelia, Francesco ha ricordato l’identità della Chiesa “in uscita”, “in partenza” che scaturisce dalla giorno di Pentecoste “per annunciare a tutti la Buona Notizia” e che “parte per servire”. La Chiesa e la “Madre Maria” sono “tutte e due vergini, tutte e due madri, tutte e due donne”, ha aggiunto Il Papa.

“Gesù era stato perentorio con gli Apostoli: non dovevano allontanarsi da Gerusalemme prima di aver ricevuto dall’alto la forza dello Spirito Santo (cfr. At 1,4.8). Senza di Lui non c’è missione, non c’è evangelizzazione. Per questo con tutta la Chiesa, la nostra Madre Chiesa cattolica invochiamo: Vieni, Santo Spirito!”, ha quindi concluso il Santo Padre.