"Lo sport non è un fine, ma un mezzo"

Messaggio del Papa per l'apertura dei Campionati Europei di Calcio 2012

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CITTA' DEL VATICANO, venerdì, 8 giugno 2012 (ZENIT.org).- Riprendiamo la traduzione ufficiale del messaggio inviato da Benedetto XVI al presidente della Conferenza Episcopale Polacca, monsignor Józef Michalik, per l’apertura dei Campionati Europei di Calcio 2012, che si terranno in Polonia e Ucraina.

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Sua Eccellenza
Mons. Józef Michalik
Presidente della Conferenza Episcopale Polacca
Varsavia

Fra poco inizieranno i Campionati Europei di calcio, che si svolgeranno in Polonia e in Ucraina. Quest’evento sportivo coinvolge non solo gli organizzatori, gli atleti e i tifosi, ma – in diversi modi e nei diversi campi della vita – tutta la società. Anche la Chiesa non rimane indifferente a tale evento, in particolare alle necessità spirituali di coloro che ne prendono parte. Con riconoscenza accolgo le informazioni che giungono di programmati incontri catechetici, liturgici e di preghiera.

Il mio amato Predecessore, il Beato Giovanni Paolo II, ha detto: "Le potenzialità del fenomeno sportivo lo rendono strumento significativo per lo sviluppo globale della persona e fattore quanto mai utile per la costruzione di una società più a misura d'uomo. Il senso di fratellanza, la magnanimità, l'onestà e il rispetto del corpo - virtù indubbiamente indispensabili ad ogni buon atleta - contribuiscono all'edificazione di una società civile dove all'antagonismo si sostituisca l'agonismo, dove allo scontro si preferisca l'incontro ed alla contrapposizione astiosa il confronto leale. Così inteso, lo sport non è un fine, ma un mezzo; può divenire veicolo di civiltà e di genuino svago, stimolando la persona a porre in campo il meglio di sé e a rifuggire da ciò che può essere di pericolo o di grave danno a se stessi o agli altri" (28.10.2000).

Lo sport di squadra, poi, qual è il calcio, è una scuola importante per educare al senso del rispetto dell’altro, anche dell’avversario sportivo, allo spirito di sacrificio personale in vista del bene dell’intero gruppo, alla valorizzazione delle doti di ogni elemento che forma la squadra; in una parola, a superare la logica dell’individualismo e dell’egoismo, che spesso caratterizza i rapporti umani, per lasciare spazio alla logica della fraternità e dell’amore, la sola che può permettere – a tutti i livelli – di promuovere l’autentico bene comune.

Con questi brevi pensieri incoraggio tutti coloro che sono impegnati nell’evento a operare con sollecitudine, affinché esso sia vissuto come l’espressione delle più nobili virtù e azioni umane, nello spirito di pace e di sincera gioia. Nella preghiera affido a Dio i Pastori, i volontari, i calciatori, i tifosi e tutti coloro che si impegnano nella preparazione e nello svolgimento dei Campionati. A tutti imparto la mia Benedizione.

Dal Vaticano, 6 giugno 2012

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