LumbeLumbe, un'associazione che fa sentire l'Africa vicina a noi

Intervista al presidente Italo Governatori

Roma, (Zenit.org) Bruno Brundisini | 1020 hits

“Oggi va di moda parlare dei poveri. Sfortunatamente invece non si parla coi poveri” disse una volta Madre Teresa di Calcutta. I volontari dell’associazione LumbeLumbe di Roma sono invece tra quelli che hanno scelto ciò che va meno di moda, parlare ed agire con i più poveri tra i poveri.

LumbeLumbe è un grido che arriva a noi da una delle zone dell’Africa, l’Angola, dove “la sofferenza umana ed il degrado sono ai limiti estremi”. LumbeLumbe è un richiamo di amicizia, un invito a stare insieme. LumbeLumbe è un’associazione di volontari per la solidarietà internazionale, una speranza che fiorisce tra i rifiuti del quartiere Lixeira, l’immondezzaiodi Luanda, la capitale dell’Angola. Essa nasce il 3 dicembre 2002 ad opera di Italo Governatori che al termine della sua carriera nei Carabinieri, dopo aver lasciato la divisa di generale, inizia a collaborare con i Salesiani in questo quartiere fatto di baracche, di carcasse di vecchie auto, di lamiere arrugginite, di rifiuti di ogni tipo, di povertà, ma anche di grandissima ricchezza spirituale e di speranza. In mezzo a questa sporcizia abitano e giocano bambini denutriti, spesso senza famiglia. Non molto tempo fa durante la guerra civile i loro coetanei ogni mattina venivano reclutati come soldati. Oggi che la guerra non c’è, i bambini continuano a vivere una quotidianità di stenti, più grande della loro età. Molti non hanno nemmeno un riferimento anagrafico, una propria identità sociale. “Può sembrare strano per chi vive in un Paese come l’Italia dove l’anagrafe esiste si può dire da sempre. Qui in Angola no – afferma Governatori –per la maggior parte avere un’identità è un obiettivo lontano e spesso irraggiungibile. Lo stato non è in grado di offrire questo diritto elementare che noi diamo per scontato”.

Presidente Governatori, perché proprio l’Angola?

Italo Governatori: La scelta dell’Angola è stata conseguenza di un camino di fede che ho fatto, a metà anni novanta, con i Salesiani di Don Bosco. Sono stati loro a propormi un’esperienza estiva nel quartiere Sambisanga della capitale Luanda. Una realtà estrema dal punto di vista dei bisogni. La denominazione che viene data a questo quartiere è Lixeira (immondezzaio). Lo è per il degrado, è invece un luogo dove tutti dovrebbero andare in “pellegrinaggio” per arricchirsi alla scuola dei poveri. È come un Santuario dove possono avvenire fenomeni soprannaturali.  Se si è passati in quel luogo si può diventare, miracolosamente, portatori sani della solidarietà.

Come è organizzata LumbeLumbe?

Italo Governatori: Nasce come Associazione ONLUS nel 2002. In questo anno abbiamo chiesto ed ottenuto l’idoneità come ONG. Recentemente siamo stati accreditati all’Unione Europea per il progetto SVE (Servizio di Volontariato Europeo) una specie di ERASMUS del volontariato. Poco conosciuto, ma molto importante perché permette ai giovani di fare una esperienza di volontariato completamente spesata dalla stessa Unione Europea.

L’Associazione si sostiene prevalentemente con lavoro gratuito di persone che, come me, sono in pensione oppure hanno scelto di dedicare il loro tempo libero alla solidarietà. Abbiamo solo un dipendente, Pierpaolo Maurizi, che cura la Preparazione e Gestione dei Progetti. Tra i nostri volontari mi piace sottolineare la presenza continua ed irrinunciabile di Adolfo Pascarella (Generale del servizio Amministrazione in pensione) che cura gli aspetti amministrativi, Maria Gabriella Lay (ex Funzionario delle Nazioni Unite) che cura la formazione sulla giustizia sociale e  sulla metodologia SCREAM  realizzata e promossa dall’ILO di Ginevra, Grazia Serio, Isabella Di Loreto, Pino Di Tommaso, Mario Verginelli, Uli Nohrer ed altri che hanno a cuore i bambini accusati di stregoneria e si stanno spendendo, con gratuità ed ammirevole  impegno,  per portare avanti questo progetto al quale abbiamo dato il nome “Albero del Sorriso”. Infine Alberto Filippone, un torinese  tutto fare di qualità. Da meno di un anno  collabora con LumbeLumbe, Alessandro Zucconi che ha costituito un Comitato formato dai ragazzi dei corsi del 2012. È anche previsto uno scambio di ragazzi con nostri partner Europei. Abbiamo anche un sito internet www.lumbelumbe.org e siamo presenti su Facebook. Distribuiamo gratuitamente un giornalino che ci permette di mantenere il contatto con i nostri donatori.

Quali ritiene che siano oggi le necessità più urgenti?

Italo Governatori: In sintesi, secondo me,  sono due. La prima riguarda il nostro modo di vivere, il modo di vivere dell’Italia, dell’Europa ed in generale dell’Occidente. Ci stiamo chiudendo ed incartando nell’individualismo e nella protezione estrema delle nostre conquiste materiali. È impellente intervenire sui giovani, con autenticità e rispetto, perché siano orientati a vedere l’altro come risorsa con cui costruire insieme e non come persona con cui competere o addirittura come nemico da combattere. È un percorso arduo, ma va perseguito come obiettivo irrinunciabile. La seconda riguarda le popolazioni dei Paesi in via di sviluppo e le associazioni che intervengono.  È necessario riconsiderare il ruolo delle Associazioni e delle Istituzioni internazionali affinché l’intervento di cooperazione sia più adeguato alle reali esigenze della popolazioni e non a quello della sopravvivenza delle Associazioni. Serve una percorso nuovo, più virtuoso, che faccia incontrare i “popoli della fame con i popoli dell’opulenza” i quali,  insieme, dovrebbero individuare i bisogni, pianificare i progetti di cooperazione ed insieme realizzarli e gestirli.

Quali progetti sono in cantiere?

Italo Governatori: Abbiamo in corso un progetto agroalimentare in Congo Kiwu con una Associazione formata dalla popolazione del luogo e dall’Università di Agronomia di Butembo che, nonostante le gravi difficoltà dovute alla situazione di quel Paese, riesce ad andare avanti.

Abbiamo in programma un progetto a sostegno del centro di accoglienza dei bambini accusati di stregoneria in Angola. Il centro, dove lavora una nostra amica suora,  è gestito da un Cappuccino Italiano e dalla Diocesi.  Per questo progetto abbiamo anche avviato il sostegno a distanza dei bambini che sono accolti nel Centro perché scacciati dalle famiglie.

Un progetto per il quale stiamo  chiedendo fondi è il sostegno alle donne immigrate che sono in stato interessante. La quasi totalità di queste donne si trova in questo stato per fatti che non dipendono da una scelta consapevole, ma da situazioni contingenti, compresa la violenza. Quasi sempre sole, senza parenti ed amici, si trovano a dover decidere sul futuro della loro gravidanza. Vorremo aiutarle, creare uno sportello con donne della loro stessa provenienza, che abbiamo denominato “Comadri” che le aiutino e le facciano uscire dal loro abbandono ed isolamento. Abbiamo presentato il progetto alla Regione Lazio ma, pur avendo superato le valutazioni di idoneità, non sarà finanziato per la scarsità di fondi. Stiamo cercando altri finanziatori.

In Italia gestiamo da dieci anni corsi di orientamento alla cooperazione internazionale per cui ogni anno portiamo alcuni giovani a fare un esperienza di tre settimane in un Paese in via di sviluppo. Tornano cambiati, coinvolti e motivati a mettersi in gioco. Molti di loro cambiano il proprio stile di vita e lo indirizzano alla solidarietà. In questi anni ne abbiamo portati circa 250. La formazione e sensibilizzazione dei giovani alla solidarietà ed alla giustizia sociale è una nostra priorità.

Da qualche anno aiutiamo anche famiglie italiane che hanno perso il lavoro e si trovano in grave stato di necessità.

Quali sono gli aiuti su cui potete contare?

Italo Governatori: In questo particolare momento pochi. La crisi ha toccato in modo significativo il terzo settore. LumbeLumbe in due anni ha visto dimezzare il sostegno economico ed il trend è ancora fortemente negativo. Le piccole associazioni, come la nostra, che non si possono permettere di spendere sulla promozione e sul faund raising, rischiano molto.  Abbiamo però diversi sostenitori che credono in noi e continuano ad aiutarci con piccoli ma importanti  versamenti e speriamo di averne altri.

Il nostro slogan e comunque: “venire con noi a vedere cosa facciamo e poi deciderete se sostenere i nostri progetti”.

In conclusione, si può davvero dire che LumbeLumbe è tra quelle associazioni che mettono in pratica i principi di solidarietà auspicati da Benedetto XVI nel suo viaggio nell’Africa Subsahariana nel marzo 2009: “Il nostro cuore – disse il Papa - non può darsi pace finché ci sono fratelli che soffrono per mancanza di cibo, di lavoro, di una casa o di altri beni fondamentali. Per arrivare a dare una risposta concreta a questi nostri fratelli in umanità, la prima sfida da vincere è quella della solidarietà: solidarietà fra le generazioni, solidarietà fra le Nazioni e tra i Continenti che generi una sempre più equa condivisione delle risorse della terra fra tutti gli uomini-e infine un saluto pieno di speranza- Fratelli e amici di Africa, carissimi angolani, coraggio!”