Madre Brambilla riconfermata alla guida della Suore Missionarie Comboniane

Prolungato il suo mandato per altri sei anni

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ROMA, venerdì, 24 settembre 2004 (ZENIT.org).- Questo giovedì, Madre Adele Brambilla, 55 anni, milanese, è stata riconfermata Superiora generale delle Suore Missionarie Comboniane, durante i lavori del XVIII Capitolo della sua congregazione, in corso in questi giorni a Roma.

In questo modo Madre Adele, la quale ha chiesto come “dono, di togliere il titolo di Madre e di chiamarla semplicemente con il suo nome, perché si sente Sorella tra Sorelle”, vede prolungato di un altro sessennio il suo mandato, afferma un comunicato inviato dalle Suore Missionarie Comboniane.

Dopo l’elezione, le Capitolari si sono riunite in chiesa per il canto del “Te Deum”, dove Madre Adele, ancora emozionata, si è rivolta alle sorelle citando le parole del fondatore, San Daniele Comboni, che nella sua omelia dell’ingresso in Khartoum come Provicario Apostolico, disse: “Io prendo a far causa comune con ciascuno di voi… il vostro bene sarà il mio e le vostre pene saranno le mie”, una frase che già riprese alla sua prima elezione.

Ora, alla sua rielezione, continua il comunicato, Madre Adele ha detto di identificarsi nelle parole che seguono in questa stessa omelia e che lei ha fatto sue: “Non ignoro la gravità del peso che mi addosso, ma lo accetto nella certezza che voi tutte mi aiuterete a portarlo con speranza”.

Suor Adele Brambilla, nasce a Milano il 19 luglio 1949. Fa la professione religiosa l’11 febbraio 1973 a Erba (CO). Dal 1973 al 1980 studia in Inghilterra dove consegue il Diploma Professionale di Infermiera.

Dal 1980 al 1984 presta assistenza alle sorelle malate a Verona e parte il 29 maggio del 1984 per Amman, dove opera nell’Ospedale Italiano fino al 1996, quando viene nominata Superiora Provinciale.

Il 5 ottobre 1998 viene eletta undicesima Superiora Generale delle Suore Missionarie Comboniane. Il 22 dicembre 1998 riceve dal Principe Reggente Sua Altezza Hassan, a nome del Re Hussein di Giordania, la “Jordan Independence Medal of First Order” per i 15 anni di servizio ai più poveri nell’Ospedale di Amman.

“In Africa una suora vale per tre preti in Europa”, affermava Daniele Comboni il cui obiettivo vocazionale, missionario e carismatico, rappresentato dalla Missione dell’Africa Centrale, è tuttora vivo nelle congregazioni da egli create.

Daniele Comboni nel formare a Verona nel 1872, il primo istituto missionario femminile italiano delle “Pie Madri della Nigrizia”, esorterà le sue suore a riunire in sé le due qualità richieste per essere missionarie: santità e capacità.

Secondo quanto informato dal sito delle Suore Comboniane, il fondatore sottolineava la necessità per loro di una spiritualità e formazione orientata alla missione e forgiata dalla missione, quindi “non con il collo storto perché in Africa bisogna averlo diritto ed essere disposte a tanti sacrifici e se necessario anche al martirio”.

Le Suore Missionarie Comboniane sono impegnate nella lotta contro la schiavitù, le carestie, la fame, l’analfabetismo, e le malattie cercando di recare conforto in ogni luogo ove vi siano abusi e violazioni dei diritti fondamentali dell’uomo

Sono in totale 1.659 e rappresentano 33 nazionalità diverse. Fra le altre attività vi è anche una rivista da loro curata, intitolata “Raggio”, che quest’anno è giunta al suo 70° anniversario.



Per maggiori informazioni: http://www.comboni.pcn.net/index2.html