Madre Scolastica Rivata diventa Venerabile

La vita e la storia della prima Superiora Generale delle Pie Discepole del Divin Maestro

Roma, (Zenit.org) José Antonio Pérez, S.S.P. | 505 hits

Il 9 dicembre 2013 rimarrà una data memorabile per le Pie Discepole del Divin Maestro e per tutta la Famiglia Paolina, che vive il centenario di fondazione. Infatti in questo giorno papa Francesco riceveva il card. Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, e nel corso dell’udienza il Pontefice autorizzava la promulgazione dei Decreti riguardanti tre nuovi Beati e il riconoscimento delle virtù eroiche di 10 servi di Dio. Tra essi la Serva di Dio Maria Scolastica della Divina Provvidenza (al secolo Orsola Maria Rivata), prima Madre delle Pie Discepole del Divin Maestro, nata a Guarene (Cuneo, Italia) il 12 luglio 1897 e morta a Sanfré (Cuneo) il 24 marzo 1987.

A 6 anni sperimenta il profondo dolore per la perdita della mamma. Nell’ambiente di famiglia e di lavoro, nella partecipazione all’attività parrocchiale, nella povertà che rende il cuore libero e il volere operoso,la giovane Orsola alimenta la “chiamata” a una vita di silenzio, di contemplazione e di zelante operosità.

Di fronte a una proposta di matrimonio, Orsola, investita da una luce interiore, esclama: “Signore, Tu solo, e basta!”. Questa decisione ritmerà tutta la sua vita. Nel 1921 l’incontro con il beato Giacomo Alberione imprime una svolta decisiva. Egli che già aveva dato vita alla Società San Paolo e alle Figlie di San Paolo, sceglie Orsola come sua collaboratrice e la mette a capo della prima comunità di Pie Discepole del Divin Maestro. Per lei si apre il tempo di tradurre nella vita il carisma ricevuto camminando sulle orme delle donne del Vangelo, in particolare di Maria, prima e perfetta discepola di Gesù Maestro, manifestando l’amore a Cristo vivente nell’Eucaristia, nel sacerdozio, nella Chiesa.

L’Eucaristia, fonte e luce delle sue attrattive e delle sue scelte, diviene sempre più intensamenteil centro della sua vita. Quando avanti negli anni e fisicamente indebolita potrà liberamente gestire il suo tempo, ne profitterà per aumentare la preghiera, adducendo le motivazioni: il Santo Padre raccomanda tali necessità, i sacerdoti ne hanno bisogno, la società deve ridestare i valori umani e cristiani, occorre riparare i peccati, nel mondo i problemi sono numerosi, bisogna aiutare soprattutto con la preghiera.

“Nascosta con Cristo in Dio” (Col 3,3), nella ristrettezza dei mezzi di sussistenza, secondo lo spirito paolino, Madre Scolastica vive i problemi sociali di ogni stagione della vita. Fin dalla più tenera età ha imparato l’importanza e dignità del lavoro, che poi trova inculcato da Don Alberione come una delle caratteristiche della sua Famiglia. Da lui impara anche a rendere ogni occupazione occasione di preghiera e di offerta: tutto diventa apostolato.

Infatti, Madre Scolastica ha avuto sempre lo sguardo proteso al mondo intero, si è fatta vicina con amore di apostola ad ogni ansia di uomini e donne di ogni continente che, anche attraverso il giornale e poi con gli altri mass media, entravano nel suo cuore per essere presentati nell’Adorazione eucaristica. Il Maestro divino accolse il suo desiderio di essere tenuta nel nascondimento, in una partecipazione sempre più viva al “nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici” (Gv 15,13). La sua vita si presenta con i tratti di un silenzio che lascia trasparire una pienezza interiore, alimentata dall’ascolto della Parola di Dio, da un conquistato dominio di sé, che diventa “un’opera della missione” per potenziare la parola di quanti evangelizzano con i mezzi di comunicazione sociale.

Indimenticabile la sua gioia comunicante e la sua capacità di dialogo, aperto alla comprensione del linguaggio dei giovani, il presente che costruisce il futuro. Moltissime tra le testimonianze su Madre Scolastica puntano sul suo sorriso che comunicava gioia. Dalla prima scelta che le ha fatto esclamare «Signore, tu solo, e basta», alla consumazione della sua offerta, ha conosciuto la gioia duratura di chi si mette a servizio, in gratuità. Una gioia cha passa certamente anche attraverso il cammino della Passione, ma che vive già nella luce della Risurrezione, e che comunica la pace del Risorto.

Imitare il Maestro Divino, vivere una vita eucaristica, essere il chicco di grano disposto a morire per diventare spiga feconda a favore dei fratelli: questa è stata la vita di Madre Scolastica. Associata al Mistero pasquale, in un crescendo di configurazione a Cristo, ha fatto nascere e crescere, in mezzo a tante prove, il carisma di una nuova istituzione, in uno stile di silenzio e di nascondimento ma sempre con il timbro di “donna di comunicazione”.

Madre Scolastica Rivata, pur essendo stata alle origini di una Congregazione religiosa, è passata quasi nel nascondimento, ma senz’altro è chiamata a rispondere alla necessità che hanno i fedeli ad avere nuovi modelli di santità non esotica, ma intessuta nel quadro della vita quotidiana, per il fatto che ha vissuto in modo straordinario l’ordinario della vita, diventando vangelo vivente. Infatti, nella sua fedeltà alla vocazione di Pia Discepola del Divin Maestro, ci ha lasciato un bellissimo e attuale messaggio di pratica delle virtù cristiane e religiose.

Ora la Chiesa ha riconosciuto l’eroicità delle sue virtù, per cui la possiamo chiamare “Venerabile”. Ci dimostra così che per risolvere i problemi della società, più che tanti bei discorsi, serve la coerenza di vita, di cui Madre Scolastica ha dato testimonianza fino in fondo. Inoltre, ci mostra che, amando intensamente Gesù, si possono superare tutte le difficoltà della vita, anzi, diventano sfide che portano alla piena realizzazione personale, e quindi alla gioia del Vangelo di cui tanto parla nell’attualità papa Francesco.

Noi rimaniamo nell’attesa e nella preghiera perché, se il Signore vuole confermare questo riconoscimento della Chiesa con un miracolo realizzato per la sua intercessione, la venerabile Madre Scolastica possa essere proposta, con la sua beatificazione, alla pubblica venerazione.

Padre José Antonio Pérez è Postulatore della Famiglia Paolina