Mai più abusi sui bambini!

L'omelia del cardinale Ouellet durante la veglia penitenziale organizzata nell'ambito del simposio "Verso la guarigione e rinnovamento"

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ROMA, mercoledì, 8 febbraio 2012 (ZENIT.org).- “È intollerabile che l’abuso di bambini possa verificarsi in seno alla Chiesa! Mai più!”. Lo ha dichiarato il cardinale Marc Ouellet, prefetto della Congregazione per i Vescovi, nell’omelia della veglia penitenziale, svoltasi ieri sera nella chiesa di Sant’Ignazio, a Roma.

L’evento era stato organizzato nell’ambito del convegno internazionale sulla pedofilia, in corso fino a domani presso la Pontificia Università Gregoriana (PUG). Riportiamo di seguito la traduzione dell’omelia del porporato canadese.

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Cari confratelli vescovi e sacerdoti, cari fratelli e sorelle in Cristo,
nel contesto della riflessione che stiamo effettuando nel corso del Simposio Verso la guarigione e il rinnovamento, ci ricordiamo che siamo qui stasera non solo come credenti, ma anche come penitenti.

La tragedia dell’abuso sessuale su minori perpetrato da cristiani, specialmente quando commesso da membri del clero, è fonte di grande vergogna ed è uno scandalo enorme. Si tratta di un peccato contro il quale Gesù stesso si è espresso: “È meglio per lui che gli sia messa al collo una pietra da mulino e venga gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli” (Lc 17,2). L’abuso è infatti un crimine che provoca un’esperienza di morte per gli innocenti, che solo Dio può veramente risuscitare ad una nuova vita con la forza dello Spirito Santo. Così, con profonda convinzione e coscienza di quello che facciamo adesso, ci rivolgiamo al Signore e Lo imploriamo.

Questo atto di purificazione impegna tutta la Chiesa tutta e ciascuno di noi - vescovi, superiori religiosi, educatori, tutti i cristiani - soffre per quello che è successo. Noi chiediamo che lo Spirito di Dio, che guarisce e rinnova radicalmente tutte le cose, scenda su di noi. Come membri della Chiesa, dobbiamo avere il coraggio di chiedere umilmente perdono di Dio, e anche il perdono dei suoi “piccoli” che sono stati feriti; dobbiamo rimanere vicini a loro nel loro cammino di sofferenza, cercando di tutti i possibili modi per guarire e curare le loro ferite secondo l’esempio del Buon Samaritano. Il primo passo su questa strada è di ascoltarli attentamente e di credere le loro storie dolorose.

Il percorso di rinnovamento per la Chiesa, che continuerà ad educare le persone e ad istituire le sue proprie strutture per aiutare a prevenire dei crimini simili, deve includere il sentimento del “mai più”. Come ha detto il Beato Giovanni Paolo II: “Non c’è posto nel sacerdozio e nella vita religiosa per chi potrebbe far male ai giovani” (Discorso ai Cardinali degli Stati Uniti, 23 aprile 2002, no. 3). È intollerabile che l’abuso di bambini possa verificarsi in seno alla Chiesa! Mai più!

Con tristezza, noi vediamo tutti, fin troppo bene, che l’abuso sessuale dei bambini è presente dappertutto nella società moderna. È la nostra profonda speranza che l’impegno della Chiesa nell’affrontare questo terribile flagello incoraggerà il rinnovamento in altre comunità ed istanze della società colpite da questa tragedia.

In questo nuovo cammino, noi cristiani dobbiamo essere consapevoli che solo la fede può garantire un’opera autentica di rinnovamento nella Chiesa: la fede intesa come personale, come una relazione di amore vero e vivificante con Gesù Cristo. Consapevoli delle nostre proprie lacune di fede viva, chiediamo al Signore Gesù di rinnovare noi stessi e ciascuno di noi e di guidarci dalla sua agonia sulla croce fino alla gioia della Risurrezione.

Qualche volta la violenza è stata commessa da persone profondamente turbate o da altri che sono stati loro stessi abusati. È stato necessario prendere delle misure nei loro confronti e impedire loro di continuare ogni forma di ministero, di cui ovviamente non erano degni. Questo non è sempre stato fatto correttamente ed ancora una volta chiediamo scusa alle vittime.

Avendo imparato da questa terribile ed umiliante esperienza, i Pastori della Chiesa hanno il grave dovere di essere responsabili del discernimento e dell’accettazione dei candidati che vogliono servire nella Chiesa, in particolare coloro che aspirano al ministero ordinato.

Ancora scossi da questi tristi eventi, speriamo che questa Veglia liturgica ci aiuterà a vedere questi peccati orribili, che si sono verificati nel Popolo di Dio alla luce della storia della salvezza, una storia che abbiamo ripercorso insieme stasera. È una storia che parla della nostra miseria, delle nostre colpe ripetute, ma soprattutto della misericordia infinita di Dio, di cui abbiamo sempre bisogno.

Ci affidiamo anche interamente alla potente intercessione del Figlio di Dio che “spogliò se stesso” (Fil 2,7) nel mistero dell’Incarnazione e della Redenzione, che ha preso su di sé ogni forma del male, persino questo male, distruggendo il suo potere in modo che non abbia l’ultima parola.

Il Cristo risuscitato, infatti, è la garanzia e la promessa che la vita trionfa sulla morte. Lui è in grado di portare la salvezza a tutti.

Continuando la nostra veglia di preghiera, preghiamo, con le parole di papa Benedetto XVI, per un apprezzamento più profondo delle nostre rispettive vocazioni, in modo da riscoprire le radici della nostra fede in Gesù Cristo e da bere abbondantemente dall’acqua viva che Egli ci offre attraverso la sua Chiesa (cfr. Lettera pastorale ai cattolici d’Irlanda).

Possa lo Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, sempre all’opera nel mondo, scendere su di noi ed aiutarci mediante le preghiere della Beata Vergine Maria, Madre della Chiesa, la cui potente l’intercessione ci sostiene e ci accompagna ad essere docili e ricettivi all’amore divino. Amen.

[Traduzione dal francese a cura di Paul De Maeyer]