Mai più complici

La condizione della donna nella società globalizzata e il femminicidio

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di Belinda Malfetti

ROMA, sabato, 15 dicembre 2012 (ZENIT.org).- L’8 dicembre la Chiesa ha celebrato la solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, un evento che mai come in questo momento è anche l’occasione per riflettere sulla condizione della donna nella società globalizzata.

Merita in particolare attenzione la tragica escalation del femminicidio, un dramma che il 25 novembre scorso è stato messo in evidenza nella Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. In Italia, ogni tre giorni, una donna viene uccisa dall’uomo che ha accanto. Sono mogli, madri, compagne uccise dagli uomini che stavano loro accanto, mariti, padri, fidanzati, per sopraffazione, gelosia morbosa, possesso, per un modo sbagliato di vivere il rapporto con l'altra, per una forma mentis culturale sbagliata, quella che ancora domina nel nostro paese le relazioni tra uomo e donna.

Sono più di cento le donne uccise in Italia solo nel 2012, da gennaio a oggi: una strage, una violazione continua dei diritti umani che deve essere affrontata come una piaga sociale, non come semplici episodi di cronaca nera. L’età, i nomi, i luoghi cambiano, le storie invece purtroppo si ripetono: sono gli uomini più vicini alle donne a ucciderle. Le notizie li segnalano come omicidi passionali, storie di raptus, amori sbagliati. La cronaca li riduce spesso a trafiletti marginali ma la festa dell’Immacolata ci ricorda che ogni figura femminile, riproducendo in sé il mistero di Maria, è importante e va rispettata e preservata, in primis dallo Stato Italiano, che dovrebbe dunque dedicare molto più tempo e molte più risorse nella costruzione di aree per l’ascolto delle donne, per l’indagine e per la protezione della figura femminile.