Malta, un paese che riconosce la vita fin dal concepimento

Intervista al fondatore di “Gift of Life +9”

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di Antonio Gaspari


ROMA, mercoledì, 4 giugno 2008 (ZENIT.org).- Uno dei pochi Paesi europei dove l’aborto non è liberalizzato è Malta. Nonostante le tante pressioni internazionali, in un sondaggio recente la popolazione si è espressa al 93% contro l’aborto.

Per comprendere le ragioni che stanno alla base di questo forte sentimento pro life, ZENIT ha intervistato il Presidente del Movimento per la Vita maltese, Paul Vincenti, che ha creato la Fondazione “Gift of Life +9”.

Malta è uno dei pochi Paesi dove la legge non autorizza l'aborto. Quali sono gli effetti di questa politica?

Vincenti: Malta non dispone di una legge che autorizza l’aborto né di una legge per il divorzio. Malta è completamente favorevole alla vita nascente. Abbiamo tanto amore per la famiglia anche se abbiamo i nostri problemi come tanti altri Paesi. Da noi, il valore della vita è sempre al primo posto. E’ naturale per noi vivere con questo mentalità. Di recente ci sono state poche voci che hanno chiesto una legge che permettesse l'aborto, ma la popolazione non ha dato credito a queste richieste.

Il Movimento per la Vita, il “Gift of Life”, si è formato per combattere la cultura della morte anche prima che questa fosse un problema per Malta. Abbiamo analizzato l’esperienza di altri Paesi che adesso hanno una legge a favore dell'aborto, ed abbiamo deciso di non seguire quella strada. Siamo favorevoli alla vita e insegniamo ai maestri delle scuole come educare i giovani studenti alla cultura della vita.

Svolgiamo un lavoro di informazione per i rappresentanti al Parlamento. Approfondiamo i problemi di etica medica e sociale. Ci difendiamo dalla propaganda dei movimenti favorevoli all’aborto.

Sebbene non ci siano mai stati casi di aborto illegali a Malta, sappiamo che una media di circa 180 ragazze all’anno va in Sicilia o in Gran Bretagna a praticare l’aborto.

Per aiutare chiunque si trovasse in difficoltà, abbiamo creato un gruppo di accoglienza e appoggio che si chiama HOPE (speranza). In questo modo aiutiamo le ragazze che rimangono incinte e che entrano in crisi. Grazie a questo tipo di sostegno lo scorso anno abbiamo aiutato 12 mamme che hanno deciso di far nascere i loro bambini e bambine.

Ci sono ancora aborti clandestini? Le donne soffrono e non sono emancipate perché non c’è l’aborto?

Vincenti: Non ci sono aborti clandestini a Malta. La larga maggioranze delle donne non crede nell’aborto. Non ci sono gruppi di femministe che propagandano l’aborto come espressione di libertà ed emancipazione. La larga maggioranza dei bambini a Malta nasce dal matrimonio di coppie stabili.

In Europa c'è un aborto ogni 27 secondi e un divorzio ogni 30. Qual è la situazione a Malta? Può fornirci i dati di crescita demografica e di fertilità femminile di Malta?

Vincenti: Malta ha un alto tasso di fertilità. Insieme a Cipro, tra i più alti d’Europa. Malta ha anche il record di famiglie numerose, con 3,2 membri per famiglia, mentre la media europea è di 2,1.

Le famiglie soffrono per la mancanza dell'aborto oppure i legami familiari sono più forti della media europea?

Vincenti: La legge maltese è molto chiara nel trasmettere un messaggio a favore della vita. Se un Paese legalizza l'aborto, la gente guarderà alla vita con meno valore. Le famiglie che si oppongono all’aborto sanno che guadagnano in umanità. Molto difficilmente c’è gente che raccomanda l'aborto come soluzione. Abbiamo fatto un sondaggio nel 2005 chiedendo ai Maltesi che cosa pensassero dell’aborto ed in particolare cosa pensassero dell’Unione europea che raccomanda la libera interruzione di gravidanza. Il 93% degli interpellati ha risposto di essere contraria all’aborto e di voler mantenere la legge che lo proibisce anche se tutta la Ue lo legalizzerà. Il modo di trattare il diritto alla vita in Europa è una cosa che i Maltesi non capiscono e non condividono.

Come si chiama il Movimento per la Vita di cui lei fa parte e quali sono le iniziative che portate avanti?

Vincenti: Il Gift of Life (Dono della Vita) è stato fondato nel 2004 come il primo e, fino ad ora, unico movimento ufficiale a favore della vita a Malta. Il nostro messaggio si basa sui risultati della ricerca scientifica e sui fatti confermati dalle testimonianze. Prediamo parte a tantissimi programmi televisivi, sulla radio e nei giornali. Svolgiamo un lavoro di informazione e formazione sui temi della vita per maestri e professori di scuola. Nel corso di quest'anno svolgeremo tre seminari per insegnanti in tutte le scuole Maltesi, diffondendo depliant, fascicoli, DVD, che spiegano la dignità delle persona umana e come la vita nasce fin dal concepimento.

Ogni tanto affiggiamo grandi manifesti sulle strade principiali dell’isola. Il messaggio che adesso stiamo diffondendo è quello relativo a + 9, ricordiamo cioè che ognuno di noi si forma dal concepimento.

Abbiamo creato un monumento a favore della vita nel 2005 che è stato inaugurato dal nostro Presidente. Si tratta di un monumento nazionale ed ogni anno celebriamo il giorno della vita davanti al monumento.

In che consiste la campagna "+ 9"? Quali sono i risultati? E' vero che vorreste proporla in Europa e nel mondo?

Vincenti: Il simbolo +9 è nato in seguito a tante preghiere. +9 a Malta è diventato il simbolo nazionale del movimento. Il +9 significa che la nostra vita è più lunga di nove mesi, ogni volta che celebriamo il compleanno. Abbiamo trovato che specialmente ai giovani, il simbolo piace molto. Infatti, la usano nei messaggi SMS quando parlano di compleanni ed anche su internet e nelle chat.

Abbiamo scoperto che persone di altri gruppi internazionali a favore della vita hanno cominciato ad utilizzare il simbolo +9. Credo che sia una campagna popolare e molto efficace. Nella riunione che si è svolta a Roma con gli altri Movimenti per la Vita ho proposto di diffondere la campagna in tutta Europa.

Se tutti nel mondo usassero questo simbolo che è semplice da riprodurre, e facile da spiegare e capire, il Movimento mondiale per la Vita sarà molto più forte. Sono convinto che i Movimenti per la Vita debbano diventare molto più visibili e riconosciuti, specialmente nei mass media.

Sappiamo che se il +9 diventerà un simbolo che tutti usano, fra non molto tempo riusciremo ad influenzare anche la stesura delle leggi in materia. Il +9 è un simbolo che può diventare facilmente messaggio per la vita. Spero che tanti comincino ad usare il simbolo nelle loro email, sulla loro carta stampata e sulle bandiere.

Inoltre, stiamo lavorando per portare anche al Parlmanto europeo il simbolo +9.


Tutti possono utilizzare il simbolo +9 e diffonderlo senza pagare niente. Basta scaricarlo dal sito: http://lifemalta.org/home/index.php?option=com_content&task=view&id=56&Itemi