Maria Candida, modello di devozione all’Eucaristia, sarà proclamata beata

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CITTA' DEL VATICANO, 18 marzo 2004 (ZENIT.org).- Tra i Beati che Giovanni Paolo II proclamerà domenica 21 marzo nella basilica di San Pietro compare il nome di Maria Candida dell'Eucaristia (1884-1949), Vergine, monaca dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi.



Durante la promulgazione dei decreti avvenuta il 12 aprile del 2003, il Cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, parlò della Venerabile Serva di Dio, Maria Candida dell’Eucarestia, come “molto ammirata soprattutto per la fedele osservanza della Regola”.

Andando a rileggere la vita di Maria Candida, si scopre come la sua spiritualità fu tutta incentrata sull’Eucaristia e su Maria, Madre di Gesù.

Al secolo Maria Barba,la futura beata nacque a Catanzaro, ma crebbe a Palermo, dove maturò la sua vocazione religiosa. Entrò tra le Carmelitane Scalze del Monastero di S. Teresa a Ragusa.

Per circa vent’anni fu priora della sua comunità facendosi carico della costruzione dei nuovi monasteri di Ragusa e di Siracusa.

Colpita nel 1949 da un carcinoma al fegato, malattia mortale che si accompagnò con una lunga sofferenza, Maria Candida sopportò il lungo martirio, con nobiltà d’animo, rassegnazione alla volontà di Dio e raccolto silenzio, dando un fulgido esempio alla Comunità delle Carmelitane Scalze.

Secondo la tradizione teresiana dell’oblazione amorosa delle sofferenze, Maria Candida, donò a Dio per la Chiesa e per le anime tribolate i suoi dolori.

Alle religiose che l’assistevano, le invitava a ringraziare Gesù per il suo martirio, da lei definito “carezza della misericordia infinita”, di cui non era degna.

Si dichiarava “beatissima, felicissima” del suo dolore e negli ultimi giorni, quasi agonizzante volle “immolarsi a Gesù con tutta felicità”, affermando con serenità “non mi pento d’essermi data a Gesù”, le sue ultime parole furono d’invocazione a Maria, suo grande amore.

Fra le sue affermazioni più significative c’è quella sul mistero dell’Eucaristia di cui diceva: “Tu solo mi hai fatto felice; ora so dov’è la gioia, il sorriso. Vorrei additarti al mondo intero, o fonte di felicità, o paradiso. Vorrei trascorrere la vita ai tuoi piedi, vorrei vederti assediata o divina Eucaristia, da tanti cuori”.

Eccezionale il suo fervore verso la Vergine Maria: “da te ho avuto l’Eucaristia” era il ringraziamento rivolto da Maria Candida, la quale avrebbe voluto rendere partecipe il mondo intero della sua esperienza interiore: “L’amore a Maria vi darà l’amore a Gesù”.

La sua particolare adesione allo spirito carmelitano di s. Teresa di Gesù, le ha procurato sia in vita che dopo morta, una fama di santità eccezionale, che insieme alle innumerevoli grazie attribuite alla sua intercessione, le aprirà la via alla causa di beatificazione del 15 ottobre 1981.