Maria è mediatrice di tutte le Grazie?

La funzione "intermediatrice" di Maria tra Cristo e l'umanità alla luce della Tradizione della Chiesa e degli scritti dei Santi

Roma, (Zenit.org) Don Anderson Alves | 416 hits

«Tutti i meriti e grazie di Maria provengono dall’esser stata Lei sola, insieme a Dio Padre, in grado di poter dire a Gesù Cristo: “mio Figlio?”». Questa domanda è stata posta dai cristiani secoli fa. Sino ad oggi non è stato precisato e chiarito tale aspetto mariano dalla Chiesa e ci sono pochi elementi espliciti su questo tema, rinvenibili nelle Sacre Scritture e nella stessa Tradizione. Forse in futuro sarà messo un punto dalla Chiesa a quest’argomento, cosa che porterà all’adesione filiale dai buoni cattolici. Nel frattempo la questione rimane aperta e può essere liberamente discussa. Noi crediamo fermamente che si possa sostenere Maria quale intermediatrice di ogni grazia e di tutte le grazie, come d’altronde alcuni santi e dottori della Chiesa già hanno evidenziato molto bene.

Innanzitutto si sostiene che Maria sia “intermediatrice” per distinguerla da Cristo quale «unico mediatore tra Dio e gli uomini» (I Tim. 2, 5) [I]. Maria è intermediatrice perché è presente tra Cristo e gli uomini al fine di intercedere per loro stessi, proprio come fece alle nozze di Caana (Gv. 2). Maria in Cielo conserva la sua funzione di mediatrice attiva ed efficace (intercedente) per la salvezza degli uomini. Malgrado ciò la fede cattolica è ben consapevole che Maria rimane sempre "a lato" di Gesù, a Lui dipendente, sebbene sia superiore a tutti i membri della Chiesa.

Fu infatti per grazia che Lei accettò l’Immacolata Concezione del Salvatore, in maniera che tutti gli uomini siano debitori nei confronti di Maria rispetto proprio a tale fondamentale evento della storia. In ragione del posto privilegiato di Maria tra Gesù Cristo e gli uomini, la preghiera cristiana si rivolge alla sua intercessione, perché conscia e certa che la mediazione di Maria continua in Cielo. Al di là di ciò, la preghiera cristiana non invoca esclusivamente Maria, ma Dio, Cristo, lo Spirito Santo e gli altri santi.

Nell’occupare quel particolare posto all’interno del Corpo Mistico di Cristo (la Chiesa), si comprende che nessuna grazia venga concessa senza un’intercessione attuale di Maria. San Bernardo di Chiaravalle (1090-1153) dice: «Tale è la volontà di Dio che volle che tutto sia ottenibile mediante Maria. Se però otteniamo una speranza, una grazia, un dono nella salute, si sappia che ciò ci viene direttamente dalle sue mani». E ciò non rivela un criterio pietoso, o addirittura un’esagerazione, o una fantasia infondata, quanto piuttosto la conseguenza diretta della comprensione del posto giusto di Maria nella Chiesa.

Il senso corretto di questa dottrina non afferma che non si ricevano grazie senza aver implorato esplicitamente l’intercessione di Maria; dice invece che nessuna delle nostre preghiere è soddisfatta senza l’appoggio dell’intercessione di Maria. «Un’esclusione positiva e volontaria di questa intercessione nell’intenzione di colui che prega, deve certamente far temere che la preghiera non sia soddisfatta» [II].

Questa dottrina neppure vuol significare che l’intercessione di Maria sia universalmente necessaria per affermare Cristo e far valere la Sua intercessione per noi, come se Lui non fosse disposto a farlo sempre. Maria appunto non “convince” suo Figlio ad intercedere per noi, giacché Lui conosce tutto ciò di cui abbiamo bisogno e ci guarda sempre con amore e attenzione. Il senso corretto della dottrina dice che, secondo l’ordine stabilito da Dio, il merito dell’intercessione di Cristo non favorisce nessuno senza che al tempo stesso non intervenga l’intercessione di Maria.

Ci sono ragioni di convenienza per affermare la funzione di Maria come intermediatrice d’ogni grazia:

a) la cosiddetta funzione corrisponde alla dignità di Madre di Dio, che è piena di grazia e regina della nuova creazione. Come affermò San Tommaso d’Aquino, «tutti i meriti e grazie di Maria provengono dall’esser stata Lei sola insieme a Dio Padre in grado di poter dire a Gesù Cristo: “mio Figlio?”»;

b) Maria è mediatrice in relazione al dono di fonte d’ogni grazia, cioè Gesù Cristo. Lei ha consentito l’Incarnazione, concependo e dando alla luce liberamente il Figlio unico di Dio. Ciò indica che Maria è destinata da Dio a comunicare costantemente e universalmente le effusioni della fonte divina quale canale della grazia;

c) Maria ha collaborato nell’acquisizione di tutte le grazie mediante la sua partecipazione al sacrificio redentore di Cristo. Lei è rimasta ai piedi della Croce del Signore, offrendo il suo proprio Figlio al Padre in beneficio di tutta l’umanità. Per tale sua collaborazione è divenuta depositaria del merito redentore per tutta l’umanità in ogni tempo;

d) Maria ha collaborato, con le sue preghiere, nell’ottenimento dello Spirito Santo a favore della Chiesa. Tale sua cooperazione prosegue come condizione normale di tutti i frutti del merito di Gesù Cristo e di tutte le grazie dello Spirito Santo. Con ciò Lei è divenuta Madre spirituale di ogni redento. «Come tutte le grazie della redenzione sono destinate a generare, ad alimentare e a perfezionare la vita della grazia, la collaborazione universale e continua di Maria in questo ambito è uguale a quella di una madre corporale nell’alimentazione dei suoi propri figlioli» [III].

e) La comunicazione della grazia redentrice è legata in maniera universale alla Chiesa. Infatti nessuno riceve una grazia senza aver relazione con la Chiesa e senza un’attiva cooperazione con la stessa. La Chiesa comunica la grazia mediante la sua preghiera e ottiene come sposa e corpo vivo di Cristo, a favore dei suoi figli, le grazie di suo Marito e Maestro. Maria è un membro eccellente della Chiesa, cosicché solo Lei rappresenta l’orazione universale della Chiesa. Perciò la mediazione universale di grazie della Chiesa non può essere fatta senza Maria come intermediatrice universale e continua.

Pertanto data la posizione di Maria nel regno della grazia e la sua collaborazione costante con Cristo in ogni opera misericordiosa sul corpo mistico, la Vergine deve essere considerata una collaboratrice tanto normale e costante, così come lo è il cuore che coopera con la testa influenzando e partecipando alla vita di ogni altro membro. L’immagine del cuore esprime che la comunicazione della grazia, mediante la sua propria attività, continua attualmente in Cielo.

San Bernardino di Siena applicava a Maria l’immagine del collo del Corpo Mistico, il quale ha Cristo come sua testa. Tale immagine corrisponde a quella del canale della grazia ed esprime la completa subordinazione di Maria a Cristo nella comunicazioni delle grazie; ugualmente esprime l’universalità assoluta di questa stessa comunicazione e la sua ragion d’essere.

Maria è un anello che rimane sopra il corpo e si dirige con la testa verso il Cielo. Questa immagine mostra che l’intercessione di Maria è un mezzo comune e necessario per la salvezza di tutti gli uomini. Cosa che invece non accade con nessun altro santo. L’invocazione di Maria ha un significato diverso dall’invocazione dei santi, essendo superiore a tutte loro, come si evince da ogni preghiera cristiana.

Per tutti questi motivi si può affermare senza timore e con buone ragioni teologiche che Maria è intermediatrice di tutte le grazie. In tal senso, risulta esatto quanto affermato da San Luigi de Montfort: «Dio Padre raccolse tutte le acque e le chiamò mare; riunì tutte le grazie e le chiamò Maria. Questo Dio così grande ha un tesoro, un deposito ricchissimo, dove chiuse tutto quanto c’è di bello, brillante, raro e prezioso, sino al suo proprio Figlio; e tale immenso tesoro è Maria, che gli angeli chiamano tesoro del Signore, e dalla cui pienezza gli uomini si ricolmano d’ogni ricchezza» [IV].

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BIBLIOGRAFIA:

M. J. Scheeben, A Mãe do Senhor, Editorial Aster, 1960.

S. Afonso de Ligório, As glórias de Maria, Ed. Santuário, 2011.

[I] Cfr: Pe. Anderson Alves, Se Jesus é o único mediador, por que recorrer à intercessão dos santos? Disponível em:http://www.linkscatolicos.com.br/2012/04/jesus-e-o-unico-mediador-entre-deus-e.html#.U2TbqNywb04

[II] M. J. Scheeben, A Mãe do Senhor, Editorial Aster, 1960, p. 184.

[III] Ibid., p. 185.

[IV] S. Luiz de Montfort, Tratado da Verdadeira Devoção à Virgem Santíssima, n. 23-25.

[Traduzione dal portoghese a cura di Gianfranco Longo]