Maria ha forgiato "maternamente" gli apostoli ad accogliere lo Spirito Santo

Intervista ad un teologo vaticano esperto di storia della spiritualità

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ROMA, mercoledì, 26 maggio 2004 (ZENIT.org).- Cinquanta giorni dopo la Pasqua i Cattolici celebrano la Pentecoste che ricorda la discesa dello Spirito Santo sopra la Vergine Mariia e gli Apostoli riuniti nel Cenacolo.



Per approfondire il senso e la natura di questa ricorrenza, e soprattutto il ruolo di Maria nella Pentecoste, ZENIT ha rivolto alcune domande a padre Jesús Castellano Cervera, teologo carmelitano già direttore della Facoltà Teologica del Teresianum a Roma.

Il tempo che stiamo vivendo è insieme conclusione del tempo pasquale e del mese di maggio; ha una particolare rilevanza mariana?

Padre Castellano: Il tempo fra l’Ascensione e la Pentecoste mi sembra che sia un tempo particolarmente mariano. Il dato rilevato da At 1,14 che ricorda la presenza di Maria nel Cenacolo va messo in rilievo. L’iconografia antica, la liturgia bizantina e le antiche vite di Maria sono unanimi nel ricordare la Vergine Maria già nell’episodio dell’Ascensione del Signore al cielo.

Maria appare con i discepoli in preghiera mentre Gesù sale in cielo, e la Madre diventa così la testimone di tutto l’arco della vita umana di Cristo, dalla discesa dal senso del Padre al suo materno e dall’ascesa al seno del Padre con la carne presa dalla Madre.

Qual’è il significato della presenza di Maria fra i discepoli nel Cenacolo?

Padre Castellano: Penso che Gesù ha affidato i discepoli a Maria, prima della venuta dello Spirito Santo. La Vergine Maria in realtà in un tempo di “vuoto”, quando Gesù non c’è più e lo Spirito non c’è ancora, sembra la persona più appropriata per riempire in qualche modo queste due presenze in un tempo di memoria e di attesa.

Di memoria perché Maria è memoria vivente di Cristo, della sua vita, fin dall’inizio, delle sue parole. La sua presenza materna parla di lui in tutto. E di attesa perché la Vergine Maria che ha ricevuto lo Spirito Santo in pienezza diventa la garanzia e la speranza dell’adempimento della promessa di Gesù. Verrà lo Spirito promesso, sembra assicurare Maria, come è venuto su di me. Dio è fedele alle sue promesse.

E’ forse questa sua presenza la radice del titolo a lei riconosciuto di “Regina degli Apostoli”?

Padre Castellano: Mi sembra che sia proprio così. Padri della Chiesa ed autori medievali dicono con chiarezza che Maria nel Cenacolo diventa la Madre e la Maestra degli Apostoli con la sua testimonianza su Cristo.

Giovanni Paolo II parla nell’Enciclica Redemptoris Mater al n. 26 di tale presenza in mezzo ai discepoli di Gesù come singolare testimone del mistero di Cristo. Il suo ruolo materno in questo tempo è evidente.

Possiamo pensare che le parole degli Atti 1,14 riflettono l’opera materna di Maria che aiuta i discepoli a “perseverare” ogni giorno nell’attesa dell’evento promesso della discesa dello Spirito, ad essere “concordi e uniti”, ad aprire i loro cuori “nella preghiera” con un atteggiamento di invocazione e di fiduciosa attesa. Maria forgia maternamente gli apostoli, li rende fratelli, prepara la comunità ad accogliere lo Spirito Santo.

Poichè Maria aveva già ricevuto lo Spirito Santo, non era forse superfluo per lei attendere la Pentecoste?

Padre Castellano: Maria, in base alle immagini più antiche della Pentecoste, appare in mezzo ai discepoli e riceve lo Spirito insieme con tutta la Chiesa. La sua vicenda, legata al mistero del Figlio e alla sua missione, è ora indissolubilmente legata al mistero della Chiesa.

Forma parte di essa come membro eccellentissimo e come Madre, come afferma il Vaticano II. La nuova discesa dello Spirito su di lei la lega ancor più alla Chiesa, alla sua comunione e missione. Ora non è possibile pensare alla Chiesa senza Maria e a Maria senza la Chiesa.

La centralità della Madre di Gesù in mezzo ai discepoli con la stessa fiamma dello Spirito Santo in un atteggiamento di accoglienza del dono e di ringraziamento ci parla del “profilo mariano” della Chiesa, dove Lei rappresenta l’essenza stessa della Chiesa: pura accoglienza e trasmissione del dono di Dio. Maria è il dover essere della Chiesa e del cristiano, sotto l’azione della Spirito Santo ed in profonda comunione con tutti.


Per leggere le precedenti interviste rilasciate da padre Jesús Castellano Cervera a ZENIT sul ruolo e la figura di Maria: ZENIT, Servizio Giornaliero, 20 maggio 2004.