Maria, la “prima donna missionaria del mondo”, secondo il professor Galot

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CITTA' DEL VATICANO, domenica, 24 ottobre 2004 (ZENIT.org).- Maria è stata la “prima donna missionaria del mondo”, ha affermato il professor Jean Galot, S.J., durante una videoconferenza promossa dalla Congregazione vaticana per il Clero svoltasi il 4 ottobre scorso.



Nella Madre di Dio, ha spiegato il professore, si possono riconoscere le “proprietà caratteristiche dello slancio missionario”, la prima delle quali è un entusiasmo “affamato di proclamare la verità” che desiderava diffondere.

L’evangelista Luca, infatti, dopo aver riferito l’episodio dell’Annunciazione, mostra “il movimento che si impadronisce della Vergine di Nazareth nella fretta di condividere con Elisabetta la grande gioia della venuta del Messia”.

Secondo padre Galot, dopo aver dato “pieno consenso” alla proposta dell’arcangelo Gabriele e mostrato una “disponibilità totale” nei confronti del piano divino, Maria avrebbe potuto “fermarsi per riflettere sull’evento che in modo improvviso le era stato rivelato”.

Era “certamente necessario”, del resto, un notevole sforzo per capire meglio “il significato della maternità” offertale “come un misterioso dono divino”, ma, pur “meditando il valore di questo dono eccezionale”, Maria ha deciso di non tenerlo per sé, ma di comunicarne agli altri la felicità.

Il messaggio che aveva ricevuto, ha sottolineato padre Galot, implicava del resto “una missione”: “nella sua generosità”, la Vergine di Nazareth ha deciso di condividere con gli altri “la conoscenza della meraviglia annunciata” e di “fare entrare altre persone nella gioia della speranza messianica, che adesso compiva le sue promesse”.

Mentre molti traducono che “Maria si mise in viaggio”, ha continuato padre Galot, Luca dice, in modo più letterale, “Maria si alzò…” (Lc 1,39), ponendo quindi l’accento “sull’iniziativa personale”.

Questo verbo, ha proseguito il professore, sarà poi usato per esprimere anche la resurrezione, sottolineando che “la forza spirituale che si manifesterà più tardi nella resurrezione di Cristo comincia a farsi sentire sul cammino della visitazione”.

Partendo alla volta di “un incontro animato dalla fede”, Maria percorre il cammino “in fretta”: “è la fretta della fede che desidera comunicare la sua ricchezza”, afferma padre Galot, o, più ancora, “è la fretta di Dio stesso che vuole diffondere la buona notizia della salvezza in tutto l’universo”.

Il cammino della visitazione si trasforma quindi nel “cammino della prima evangelizzazione”. Entrando in casa di Elisabetta e Zaccaria, Maria vi porta la verità del Vangelo.

Un aspetto importante dell’episodio della visitazione, ha sottolineato ancora il professore, è la “felicità della fede”, una gioia che “deve sempre essere presente nella presentazione missionaria”.

Per capire questa felicità, ha proseguito, è importante tradurre la frase pronunciata da Elisabetta come: “Beata quella che ha creduto, perché si compie ciò che le è stato detto da parte del Signore”.

Maria, ha concluso quindi padre Galot, è detta beata “perché con la sua fede ottiene l’adempimento del messaggio dell’angelo”.