"Marta, Marta, tu ti agiti e ti preoccupi per molte cose"

Oggi è la memoria liturgica della sorella di Lazzaro e di Maria di Betania

Roma, (Zenit.org) Mons. Enrico dal Covolo | 605 hits

Auguri a tutte le donne che portano questo nome, e a tutte le persone impegnate nei servizi domestici: perché santa Marta è la patrona delle cuoche.

L’episodio narrato da Luca nel suo Vangelo è ben noto: “Mentre era in cammino con i suoi discepoli”, racconta l’evangelista, “Gesù entrò in un villaggio, e una donna, che si chiamava Marta, lo ospitò in casa sua. Essa aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola. Marta invece era tutta presa dai molti servizi. Allora, fattasi avanti, disse: ‘Signore, non vedi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille di aiutarmi!’. Ma il Signore le rispose: ‘Marta, Marta, tu ti agiti e ti preoccupi per molte cose, ma una cosa sola è necessaria. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà mai tolta’”.

Come vedete, Marta – nonostante la sua generosità nel servizio – si prende un bel rimprovero da Gesù: non certo per la sua generosità, ma perché – lì per lì, presa dai molti servizi – sembra dimenticarsi di una scala di valori, che invece va rispettata a tutti i costi.

Così vi ho scritto una preghiera, che dedico a tutte le buone Marte che ho conosciuto, e che ringrazio per la loro generosità in mille e mille cose.

Ecco la mia preghiera:

“Signore, mi capita molte volte di somigliare a Marta di Betania.

Sono pieno di buone intenzioni: ti voglio bene, cerco di servire gli altri... proprio come Marta. Ma mi lascio prendere talmente dalle cose che faccio, che finisco per sbagliare la gerarchia dei valori. Allora tratto male gli altri, sono teso e nervoso anche con le persone a cui voglio più bene, mi lamento con te, ti rimprovero. E spesso mi sfogo nella preghiera: ‘Ma Signore, perché non mi ascolti? Non ti accorgi? Mi do da fare per te: perché non mi dai una mano? Tu mi lasci solo...’.

Credo proprio che dovrei assomigliare di più a Maria.

Ti do poca importanza, Signore, e così sbaglio la gerarchia dei valori, con tutto quello che segue. Tu sei la cosa più importante della mia vita: lo credo fermamente. Ma poi me ne dimentico, e mi comporto come se tu non lo fossi. Aiutami a capire che se voglio mettere tutto al posto giusto, se voglio mettere ordine nella mia vita, devo cominciare da te...”.