Martinez: «A Washington per abbassare lo spread sociale e spirituale tra governanti e popoli»

Il presidente del Rinnovamento nello Spirito parteciperà al 61° National Prayer Breakfast con Barack Obama

Roma, (Zenit.org) | 771 hits

Il presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS), Salvatore Martinez, sarà a Washington, dal 5 al 7 febbraio, per partecipare alla 61° edizione del National Prayer Breakfast, che si terrà come da tradizione presso l’Hilton Hotel. 

È giunta al decimo anno la partecipazione del presidente Martinez alla tradizionale “Colazione di Preghiera” organizzata da una speciale commissione composta da Senatori e Congressisti degli Stati Uniti. Come negli anni passati, all’incontro parteciperanno il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, il Vice presidente, i principali rappresentanti dell’esecutivo sia giudiziario che legislativo degli USA.

2000 invitati, provenienti da tutto il mondo con oltre 160 delegazioni, si ritroveranno per confrontarsi su temi di attualità mondiale, perfezionando collaborazioni internazionali su progetti di solidarietà, sviluppo e promozione umana.

L’obiettivo dell’incontro è quello di continuare a sviluppare l’ideale della fraternità universale e una cultura della solidarietà ispirate ai principi contenuti nel Vangelo, per rendere sempre più universale la ricerca e la prassi del bene comune.  

«Anche quest’anno - ha dichiarato Salvatore Martinez - ho il privilegio di intervenire e di contribuire all’organizzazione di questo speciale evento di fraternità e di amicizia tra leader del mondo politico, economico, religioso. La situazione internazionale appare sempre più gravida di incognite e di fermenti di disgregazione. Quanto sta accadendo sulla scena africana, solo per guardare appena fuori dai nostri confini italiani al Continente dimenticato dall’Europa, è sintomatico e interrogante».

Aggiunge il presidente del RnS: «Occorre ritrovare un veritiero e più profondo livello di comunicazione sociale e una nuova coesione comunitaria, riservare più attenzione alle reali esigenze della gente, per essere capaci di rispondere all’emersione di nuove povertà materiali e morali. La gente è stanca di sentire analisi e antitesi lontane dalla vita reale. Invoca leader credibili, testimoni riconoscibili per la loro competenza e compassione umana. Lo “spread” spirituale e sociale tra i popoli e i loro governanti è ben più allarmante e esigente di quello legato ai mercati e alle finanze, ma pochi se ne danno veramente cura. Troppi uomini nel mondo vedono precluso il loro futuro di libertà e di pace. Non giova a nessuno alimentare sacche di indigenza e di indifferenza; ecco perché incontri come quelli di Washington possono regalare importanti inversioni di rotta. C’è tanto bene nascosto nel mondo, tanta propensione al bene comune che non sempre si racconta. E c’è chi lavora per preparare tempi migliori, per dare struttura e progresso alla speranza».