Martinez invita ad avere più fede e credere nel Rinnovamento!

All'apertura della 37° conferenza nazionale degli animatori del Rinnovamento nello Spirito interventi di monsignor Francesco Lambiasi e di don Guido Pietrogrande

Roma, (Zenit.org) Antonio Gaspari | 350 hits

“Questo Anno della fede ci interpella e ci chiede di ricominciare. Di usare veramente il Rinnovamento come scelta di vita”.

Lo ha detto Salvatore Martinez, presidente Nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS), dopo aver ascoltato l’omelia di monsignor Francesco Lambiasi svolta nel corso della messa cha ha dato inizio a Rimini al 37° raduno nazionale degli animatori del RnS.

Parlando delle "Otto Beatitudini", che si affacciano nello “splendido giardino del regno di Dio”, il Vescovo di Rimini ha indicato nella Misericordia “il messaggio più forte del Signore”.

Per monsignor Lambiasi la “buona Notizia non sta nell'onnipotenza di Dio, ma nella sua eterna misericordia” che coincide con” l'infinita capacità di perdonare, ma coincide anche con l'attaccamento viscerale di una madre al bimbo che ha portato in grembo”.

“Dunque Dio - ha sottolineato il Vescovo - è più madre di una mamma”.

Salvatore Martinez ha ringraziato monsignor Lambiasi “per averci ricordato che il volto di Dio è espressione della misericordia che Lui continua a usarci... Ed è proprio vero che la gioia è effetto della misericordia”.

Il Consigliere spirituale nazionale, don Guido Pietrogrande, ha ricordato come “all'origine di ogni cammino comunitario vi sia una Parola che ha cambiato il modo di condurre la propria esistenza”.

“La Parola – ha affermato - deve farvi rinascere e far rinascere il Rinnovamento. Il Signore ci chiede di impegnarci in una nuova evangelizzazione, di verificare la nostra comunione e di rinnovarla!”.

A questo proposito don Guido ha indicato due termini "rimanere" e "avanzare".

"Rimanere" perché “la Parola deve accasarsi in noi, avere stabile residenza e guidare la nostra vita. Il frutto di questa Parola sarà un rimanere reciproco di Gesù in noi e di noi in lui”.

“Quando la Parola rimane – ha aggiunto - ci rende pronti ad avanzare” ed è “l'avanzare della Parola che ci rende un movimento”.

«Mi chiedo, - ha sostenuto don Guido - pensando all'abbondanza di Parola che ci viene donata, quanto questa dimori e rimanga in noi. Come diriga il nostro cammino e i nostri discernimenti”.

E così – ha concluso il consigliere spirituale del RnS – “Comprendiamo come dalla Parola venga la possibilità di una bellissima avventura: diventare discepoli veri, felici e liberi di seguire Gesù non per forza o abitudine ma solo per averlo incontrato”.