Mater Boni Consilii, ora pro nobis

Una qualità del cuore rara, tutta da riscoprire

Roma, (Zenit.org) Mario Piatti, I.C.M.S. | 458 hits

Alcuni giorni fa, per la precisione il 26 del mese di aprile, ricorreva la festa della Madonna del Buon Consiglio, onorata in particolare nel Santuario di Genazzano (Roma), ove si custodisce una miracolosa immagine, venerata ogni anno da innumerevoli pellegrini.

Una breve indagine consente di risalire facilmente alla introduzione, per volontà del Papa Leone XIII, della invocazione “Mater Boni Consilii” tra le litanie lauretane. Gli Acta Apostolicae Sedis riportano, infatti, il relativo Decreto, datato 22 aprile 1903 e sottoscritto dal cardinale Serafino Cretoni, allora prefetto della Congregazione dei Riti. Il testo, in latino, afferma che la beatissima Vergine Maria, ricolma della Grazia dello Spirito Santo e illuminata dallo splendore della sua luce, accolse l’eterno disegno di Dio e il mistero del Verbo incarnato con pieno ossequio e affezione della mente e del cuore: divenuta Madre di Dio, meritò di essere chiamata anche Madre del Buon Consiglio. documento precisa che il desiderio di Maria Santissima era quello di fare partecipi coloro che la avvicinavano delle parole di vita ricevute dal Figlio e custodite nel suo Cuore. Alle Nozze di Cana -quale nuova Rebecca, la “consigliera” veterotestamentaria, che con la sua santa scaltrezza tutelò l’eredità del figlio Giacobbe dalle pretese del fratello Esaù- Ella permise ai servi, grazie alle sue indicazioni (“fate quello che vi dirà”), di risolvere il disagio che si stava verificando, in quel contesto sponsale, per la mancanza di vino (simbolo, come sappiamo, della Grazia).

Anche le pie donne, al seguito del Maestro, e gli Apostoli stessi senza dubbio beneficiarono del suo illuminato consiglio: tale prerogativa, attribuita alla Vergine, di guidare cioè sapientemente i cuori, viene confermata –prosegue il Decreto del 1903- da Gesù stesso, che dalla Croce affidò alla Madre il “discepolo prediletto”, rappresentante e modello (come la Tradizione ha sempre colto, fin dalle origini) dei fedeli di ogni tempo, affidati a Maria, appellata proprio per questo Madre del Buon Consiglio.

Concludendo il mese di aprile e per prepararci al “mese mariano” per eccellenza, non credo sia inutile o superfluo un accenno a questa dimensione della vita e della esperienza cristiana, oggi tanto trascurata. Prevale spesso, infatti, la volontà o di imporre caparbiamente la propria opinione, il proprio punto di vista; o, al contrario, di ignorare colpevolmente le proprie responsabilità, trascurando –soprattutto da parte di chi, come educatore, ha il compito precipuo di accompagnare e di sostenere chi è affidato alla sua cura e attenzione- la “fatica” di discernere, nella luce dello Spirito, le situazioni e di consigliare secondo verità e carità il prossimo. Il mondo è pieno, purtroppo, di “cattivi consiglieri”, che con maldestra maestria producono danni incalcolabili, a se stessi e agli altri.

Una decina di anni fa uscì il Film “Casomai”, spesso utilizzato anche nel contesto degli incontri di preparazione al matrimonio. È un’opera dura e impietosa, giocata in un crescente clima di realistica crudezza. Se utilizzata con sapienza evangelica -e con la necessaria discrezione e prudenza- può forse aiutare ad analizzare e a denunciare, tra le tante provocazioni “in negativo” che sa offrire (senza peraltro offrire alcuna soluzione positiva) proprio la devastante conseguenza di tante inopportune intromissioni nella vita degli altri. La superficialità, l’ “istinto” nel dare consigli avventati alimentano il sospetto, provocano divisione, aumentano l’avversione reciproca –nel film tra due sposi- fino alla definitiva rottura.

Dobbiamo educarci, invece, a riflettere, per consigliare bene, chiedendo –come sembra suggerirci esplicitamente il Decreto del 1903, di cui accennavo sopra- lume allo Spirito Santo e invocando la Vergine Maria, che interceda anche per noi questa preziosa “qualità del cuore”, oggi tanto rara. Le nostre parole e i nostri suggerimenti possono ferire e distruggere; o, al contrario, edificare e sostenere, aprendo nuove vie alla speranza e alla fiducia, inducendo al perdono e alla comprensione, più che al giudizio tagliente e perentorio. Possono favorire i canali del dialogo, dell’ascolto e della difficile ma pur sempre gratificante “ricostruzione” di autentiche relazioni, in un tessuto famigliare costantemente “a rischio”, ma per questo bisognoso di essere sorretto da una carità autentica e disinteressata.

Coltivare la devozione alla Mater Boni Consilii significa crescere nell’amore verso i fratelli, imparando a consigliare chi è nel dubbio, chi sta prendendo decisioni importanti sulla sua vita; vuol dire saper indirizzare i nostri figli e i giovani nelle scelte che riguardano il loro presente e il loro futuro e offrire -anche nelle circostante più banali e quotidiane- “una parola giusta” a chi incontriamo, rendendoci così validi strumenti di bene, per noi stessi e per gli altri.

Quel datato -ma sempre attuale- documento, tratto dagli Acta Apostolicae Sedis, si chiude con l’augurio che la Vergine Maria, definita dai santi Padri tesoriera delle grazie celesti e consigliera universale e pregata dovunque sotto questo titolo, mostri a tutti di essere realmente “Madre del Buon Consiglio” e impetri per noi quella speciale grazia dello Spirito Santo, che illumina il cuore e la nostra vita interiore: il santo dono del Consiglio.

* Padre Mario Piatti icms è direttore del mensile “Maria di Fatima”