Meditazione sulla gioia autentica

Gerrit van Honthorst, Allegoria dello studente dissoluto, Monaco, Alte Pinakothek

Roma, (Zenit.org) Rodolfo Papa | 423 hits

L’Allegoria dello studente dissoluto di Gerrit van Horhorts si inserisce nell’orizzonte della “pittura di genere” olandese. Il dibattito interpretativo che avvolge tale tipologia di opere è molto forte: secondo alcuni si tratterebbe di una semplice riproduzione della quotidianità; secondo altri si tratterebbe di scene tutte allusive alla dimensione erotica; secondo altri ancora, sarebbero portatrici di una funzione moraleggiante entro una cornice di divertimento.

Le ipotesi non sono contraddittorie. Si tratta, infatti, di opere in cui senz’altro eccelle la bravura tecnica nella descrizione dei vari tipi caratteriali e psicologici, colti in scene quotidiane oppure palesemente o occultamente carnali, ma sempre entro un forte significato di ammaestramento; utilizzano un modo di parlare per esempi positivi e negativi, che in tutt’altro ambito troviamo già nel Decamerone di Boccaccio. Queste opere rientrano dunque nell’ambito della pittura morale, che va ben oltre i confini dell’Olanda secentesca.

Il richiamo morale viene spesso condotto seguendo l’insegnamento di alcuni Salmi, rappresentando la decadenza di ciò che è vietato: giocare, ubriacarsi, frequentare le prostitute. Sono dipinti che non vogliono essere liturgici, ma hanno nella preghiera la loro fonte di ispirazione, come se sulle pareti domestiche dovessero essere appesi degli ammaestramenti, qualcosa che ricordasse continuamente l’insegnamento dei Salmi. Così dobbiamo leggere dipinti di ambito protestante come La famiglia allegra di Jan Steen e di ambito cattolico come per esempio La Buona Ventura e il Ragazzo morso da un ramarro di Caravaggio, L’allegro bevitore di Dirk van Baburen . Entro questo filone cattolico si inseriscono le opere di Gerrit van Honthorst, tra cui eccelle  L’allegoria dello studente dissoluto.

Gerrit van Honthorst, più noto come Gherardo delle Notti, nacque a Utrecht nel 1592 e completò la sua formazione a Roma, lasciandosi influenzare soprattutto dalle opere di Caravaggio, collezionato dai suoi stessi committenti, i cardinali Giustiniani e Borghese. Tornato a Utrecht, fu tra i pittori più celebrati, lavorando a lungo anche a L’Aja per importanti committenti, quali il luogotenente del principe.

L’Allegoria dello studente dissoluto è datato 1625, dunque viene dipinto a Utrecht negli anni successivi al ritorno dal viaggio in Italia,  dopo il suo matrimonio con Sophia Coopmans e dopo essere diventato membro e poi decano della Corporazione di San Luca di Utrecht. Si tratta di un’opera matura e consapevole, da inscrivere nelle migliori prove della “pittura di genere” olandese. Vediamo infatti rappresentato il vizio, mediante la descrizione di alcuni tipi morali, quali le donne immorali e il giovane intemperante, riuniti intorno a un tavolo.

In questa opera van Honthorst mostra la sua peculiare capacità di rappresentare l’illuminazione scaturita da una fonte di luce nascosta, in quanto tutta la scena appare immersa in una oscurità rotta da una luce che si presume provenga da una candeliere che è dietro il corpo del giovane, che appare così in forte controluce mentre la donna che gli è di fronte è illuminata direttamente.  Inoltre vediamo anche una prova di maestria nella natura morta, in quanto sul tavolo sono rappresentati stoviglie e bicchieri, e anche vari oggetti dal valore simbolico.

Ci troviamo di fronte a una scena complessa, in cui tutto concorre a descrivere una situazione di allegria perversa, di immorale convivio. La chiave di lettura è offerta dalla scritta riportata nel libro aperto sul tavolo; si tratta di un breve componimento in latino del poeta e teologo olandese Casper van Baerle (1584-1648) che descrive proprio la situazione dello studente che ai libri preferisce i facili divertimenti trasformandosi da “studiosus”, cioè studente, a “sus”, cioè maiale, proprio come accadde ai compagni di Ulisse irretiti dalla maga Circe. Ai libri e al mappamondo, rappresentati sul tavolo, lo studente preferisce le carte da gioco e il vino, degradando se stesso.

Van Honthorst è molto abile nel rappresentare la dissoluzione nell’istante in cui ancora appare attraente, mentre già va disvelandosi come abbrutente. Il volto dello studente rappresentato di profilo appare contratto in una smorfia di sorriso che sembra già tramutarsi in delusione. Le donne sorridono ma il loro sguardo è senza anima, mentre dall’oscurità appare un’anziana donna con in braccio un bambino, allusione agli effetti che ogni azione pone. Tutta la scena si conferma allora come un monito: vivere seguendo la strada molto facile del divertimento sconsiderato, dell’agire senza pensare,  reca solo un’allegria apparente che dura un istante. Quasi per contrapposizione appare esaltato l’atteggiamento opposto; di chi medita e cerca le cose durature, che recano gioie autentiche che non passano mai.

Ecco allora che il quadro di van Horthorst si rivela essere una sorta di trascrizione personale e pittorica del Salmo 1: «Beato l’uomo che non segue il consiglio degli empi,/non indugia nella via dei peccatori, /e non siede in compagnia degli stolti;/ ma si compiace della legge del Signore,/la sua legge medita giorno e notte. /Sarà come un albero piantato lungo corsi d’acqua,/che darà frutto a suo tempo /e le sue foglie non cadranno mai;/riusciranno tutte le sue opere./Non così, non così gli empi: /ma come pula che il vento disperde;/perciò non reggeranno nel giudizio,/né i peccatori nell’assemblea dei giusti./Il Signore veglia sul cammino dei giusti,/ma la via degli empi cadrà in rovina». 

Rodolfo Papa, Esperto della XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, docente di Storia delle teorie estetiche, Pontificia Università Urbaniana, Artista, Accademico Ordinario Pontificio. Website: www.rodolfopapa.it  Blog: http://rodolfopapa.blogspot.com  e.mail: rodolfo_papa@infinito.it