Mercoledì prossimo l'inaugurazione del Magdala Center

Due giorni prima, papa Francesco benedirà il tabernacolo del nuovo centro di pellegrinaggi e spiritualità lungo il Mare di Galilea

Gerusalemme, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 545 hits

Il prossimo 28 maggio sarà inaugurata ufficialmente la prima parte del Magdala Center, un centro di pellegrinaggi e spiritualità che sta sorgendo sulle rive del Mare di Galilea.

Il centro dispone di un parco archeologico, all’interno del quale sono stati scoperti i resti del villaggio di Maria Maddalena, tra i quali una sinagoga nella quale ha sicuramente predicato Gesù. Il progetto è coordinato dalla congregazione dei Legionari di Cristo.

Lunedì 26 maggio, nel corso della sua visita a Gerusalemme, papa Francesco benedirà il tabernacolo della chiesa Duc in altum del Magdala Center.

Padre Juan María Solana L.C., direttore del Pontificio Istituto Notre Dame di Gerusalemme riceverà papa Francesco il 26 maggio, nel corso della sua visita in Terra Santa. Il Papa benedirà il tabernacolo di Magdala, in una cerimonia privata. Padre Solana illustrerà al Santo Padre gli sviluppi del progetto, che si ispira alla figura di Maria Maddalena e delle altre donne che appaiono nel Vangelo.

“Questo Centro che, per le sue scoperte archeologiche, ci unisce ai Cristiani e agli Ebrei, vuole anche essere un centro di riflessione sul ruolo della donna nella Chiesa e nella società. Il 28 maggio inauguriamo la prima parte, con la chiesa e il parco archeologico, però dobbiamo ancora trovare i fondi per costruire l’albergo per i pellegrini e altre installazioni”, afferma padre Solana.

L’inaugurazione della prima parte del Magdala Center consiste nell’apertura ufficiale del Parco Archeologico alla presenza delle autorità israeliane. Successivamente avrà luogo la dedicazione del centro di spiritualità con la Santa Messa di consacrazione della chiesa. La cerimonia sarà presieduta dal patriarca latino di Gerusalemme, monsignor Fouad Twal. Nella chiesa sarà collocato il tabernacolo, benedetto da papa Francesco il 26 maggio.

In qualità di direttore del progetto Magdala Center, padre Solana ha dichiarato che “papa Francesco ha accettato con benevolenza di benedire il tabernacolo del centro di spiritualità di Magdala, come gesto di affetto per la Terra Santa e di apprezzamento del lavoro che i Legionari di Cristo svolgono in questo luogo”.

Le scoperte archeologiche di Magdala offrono un ponte di ricerca scientifica e spirituale importante tra il cristianesimo e l’ebraismo del primo secolo. Hanno partecipato al progetto archeologico due università messicane, la UNAM e l’Università Anáhuac del Sud, quest’ultima affiliata al Regnum Christi e guidata dai Legionari di Cristo.

A colloquio con ZENIT, padre Solana ha illustrato altri dettagli della struttura in via di inaugurazione, soffermandosi anche sul significato della visita del Papa nella Città Santa.

Due giorni dopo il congedo del Santo Padre, sarà inaugurato il Magdala Center. Cosa rappresenta, a suo avviso, la quasi coincidenza temporale tra i due eventi?

La coincidenza è stata voluta. Abbiamo sperato molto in una visita di papa Francesco in Galilea ma non è stato possibile, e capiamo i piani del Papa, che vanno assolutamente rispettati. Comunque, visto che alcuni amici e benefattori incontreranno il Papa lunedì 26 maggio per la benedizione del Tabernacolo, abbiamo pensato fare la Dedicazione della Chiesa quanto prima, in modo che in qualche modo resti "collegata" con Papa Francesco e con questa visita di profondo stampo ecumenico. Anche perché, come progetto, il Magdala Center è nato in questa ottica profondamente ecumenica. La nuova struttura viene annoverata tra i luoghi santi del Vangelo ed in particolar modo legato alle donne del Vangelo, quindi a tutte le donne che credono ed amano Gesù. Sarà una nuova finestra per inoltrarsi nelle profondità del messaggio evangelico.

Come si sta preparando la Città Santa all'arrivo del Santo Padre?  Come vivono questo evento i cattolici, gli ortodossi, gli ebrei e i musulmani lì residenti?

Come ben si sa, papa Francesco riscontra un grandissimo affetto tra la gente semplice. Ovviamente, ci sono anche coloro che non sono per nulla entusiasti dell’incremento dell’autorità morale della Chiesa. Ma credo che la stragrande maggioranza della gente sia contenta e felice di ricevere ed ascoltare papa Francesco. Purtroppo le misure di sicurezza sono tali che il Papa non potrà avvicinare la gente più di tanto; credo questo rattristerà sia il Papa che la gente.

La visita pastorale di papa Francesco sta favorendo l'afflusso di pellegrini?

Direttamente non credo; anzi, padre Pierbattista Pizzaballa, Custode della Terra Santa ha lanciato un appello ai fedeli perché vengano ad accompagnare il Papa. Comunque, credo che il fatto che la Terra Santa sia in questi giorni sugli schermi di tutto il mondo, sarà una promozione indiretta molto forte perché la gente venga in pellegrinaggio. Così è capitato anche cinque anni fa con la visita di papa Benedetto.

I pellegrini del Notre Dame Center come stanno vivendo l'attesa del Santo Padre?

Anche se il Papa verrà a Notre Dame, purtroppo, per i motivi di sicurezza che dicevo, ci hanno pregato di mandare fuori tutti i residenti di Notre Dame durante la giornata. Verrà un piccolissimo gruppo di persone invitate ad una celebrazione breve ma significativa, che avrà luogo alla Chiesa di Notre Dame dopo il pranzo del Papa, cioè la benedizione del Tabernacolo della chiesa di Magdala, che verrà anch'essa dedicata mercoledì 28 maggio, in seguito alla visita del Papa. Ecco, questi pochi privilegiati sono veramente entusiasti e si preparano con l'affetto e la preghiera ad incontrare il Papa.

La preghiera di papa Francesco assieme al patriarca Bartolomeo al Santo Sepolcro sarà un evento storico. Ritiene questo pellegrinaggio possa cambiare in modo significativo la storia dell'ecumenismo catto-ortodosso?

Sicuramente. Oggi guardiamo all'incontro tra Papa Paolo VI e Papa Atenagora con esultanza, ma allora non erano così i nostri rapporti ecumenici. Quindi, credo che fra 50 anni si potrà vedere quanto sarà stato fecondo questo incontro. Papa Paolo VI fu molto caldo ed affettuoso nei suoi rapporti, ma credo Papa Francesco lo sia ancora di più e ritengo che ci voglia proprio questa umanità per fomentare gli atteggiamenti propri del dialogo ecumenico.