Messa di riparazione dell'Arcivescovo di Bologna, dopo l'oltraggio alla Madonna

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BOLOGNA, martedì, 19 giugno 2007 (ZENIT.org).- Grazie alla mobilitazione della Chiesa e del popolo cattolico di Bologna, e grazie anche al ravvedimento delle istituzioni è rientrata una oltraggiosa e blasfema mostra organizzata da una associazione di omosessuali contro la figura della Vergine Maria.



L’associazione omosessuale di Bologna, denominata “Carni scelte”, aveva organizzato per il 29 giugno (Festa di San Paolo e Pietro) uno spettacolo dal titolo “la Madonna piange sperma”.

L’evento era stato patrocinato dal Ministero dello Sport e delle Politiche Giovanili, dalla Regione, dal Comune e dal Quartiere San Vitale.

Domenica 17 giugno, “Bologna sette”, l’inserto del quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana, “Avvenire”, aveva pubblicato un editoriale dal titolo “Una bestemmia abominevole”, chiedendo se “anche questa volta qualcuno che invocherà la libertà di opinione o di espressione artistica per giustificare la volgarità abominevole della bestemmia, lo sfregio osceno al sentimento religioso dei credenti?”.

L’editoriale parlava di “depravazione dell’intelligenza” citando la Lettera ai Romani 1,28 e seguito, e si domandava “se la coscienza civile possa tollerare che simili spettacoli abbiano il patrocinio di un'istituzione civica e possano godere del sostegno pubblico”.

In seguito la mostra, definita dal Sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, “un’inaccettabile volgarità che offende credenti e non credenti”, è stata cancellata e il patrocinio del Ministero dello Sport e delle Politiche Giovanili è stato revocato.

Martedì 19 giugno, alle 18,30, presso il santuario della Madonna di San Luca, l’Arcivescovo di Bologna, il Cardinale Carlo Caffarra, ha quindi presieduto una Messa di riparazione, sottolineando nell'omelia il ruolo decisivo di Maria.

“Miei cari fedeli – ha affermato l’Arcivescovo di Bologna –, ciò che stupisce e riempie di commozione, ciò che ha profondamente commosso ogni cuore umano, è che l’evento narrato dall’Apostolo è accaduto nel grembo di una donna”

“Il luogo del 'mirabile scambio' è stato il corpo di Maria. È per questo che ella è chiamata Madre di Dio e lo è veramente; che ella è venerata come tempio vero del Signore, arca dell’alleanza, 'dimora di Colui che non ha confini'”.

Il Cardinale Caffarra ha quindi ribadito: “Miei cari fedeli, siamo venuti questa sera al santuario mariano – al nostro santuario – non principalmente per commuoverci di fronte alla bellezza della nostra Madre celeste, ma piuttosto portando nel cuore il peso di un insulto grave e pubblico fattole in questa città”.

“Siamo venuti per chiedere perdono – ha continuato il porporato – e per riparare una bestemmia che ha rivestito la particolare gravità dell’avvallo oggettivo [la responsabilità e le intenzioni le giudichi il Signore] anche di istituzioni pubbliche”.

Secondo il Cardinale Caffarra, si è trattata di “un’ingiustizia commessa nei confronti della Madre di Dio, e quindi nei confronti di ogni credente, poiché la maternità di Maria si estende ad ogni discepolo del Signore: ogni insulto fatto alla Madre è fatto al figlio”.

Per l’Arcivescovo di Bologna si è trattato anche di “un’ingiustizia commessa nei confronti della nostra città”.

“Il nostro trovarci nel luogo più caro ai fedeli bolognesi in un’occasione tanto triste, risvegli in tutti ed in ciascuno quell’energia morale che nei momenti di maggior travaglio della sua storia ha fatto grande la nostra città”, ha poi concluso.