"Mettiamoci in gioco"

Il Forum delle Associazioni Familiari condivide la campagna contro i rischi del gioco d'azzardo

Roma, (Zenit.org) | 432 hits

Non c'è bisogno di grandi ricerche internazionali per capire che il gioco d'azzardo sta avvelenando la vita e la salute di tante - troppe! - persone e famiglie. Basta vedere l'invasione delle slot machine nei bar - e i rari, quasi eroici tentativi di pochi gestori di rifiutarle nei propri locali. Oppure basta assistere alle martellanti pubblicità televisive per i vari siti di gioco on line, spazio ingovernato di giocate infinite. Gli operatori dei servizi pubblici e privati, dai SERT alla Caritas, possono poi confermare con preoccupante certezza che il fenomeno è in grande crescita come numeri e come gravità delle situazioni.

Per questo il Forum ribadisce la richiesta di includere la patologia correlata al gioco d’azzardo nei Livelli Essenziali di Assistenza, prevedendo forme specifiche di cura, di istituire forme di sostegno alle famiglie in cui ci siano membri affetti da dipendenza dal gioco d’azzardo, limitare la pubblicità sui giochi a premi e l’apertura di nuove sale da gioco.

Il Forum condivide quindi la campagna “Mettiamoci in gioco” contro i rischi del gioco d’azzardo (promossa da ACLI, ADUSBEF, ALEA, ANCI, ANTEAS, ARCI, AUSER, Avviso Pubblico, CGIL, CISL, CNCA, CONAGGA, Federconsumatori, FeDerSerD, FICT, FITEL, Fondazione PIME, Gruppo Abele, InterCear, Libera, Shaker, UISP), ed in particolare fa sua la richiesta alle Istituzioni e alle forze politiche di adoperarsi affinché i Monopoli continuino a dare alle istituzioni e all’opinione pubblica un’informazione completa e trasparente sulla diffusione del fenomeno del gioco d’azzardo nel nostro Paese.

Infine, una modalità virtuosa di intervenire sul sistema "giochi" è certamente quella di aumentare la tassazione sul gioco d’azzardo, sia come deterrente che come misura di giustizia fiscale. Non è più tollerabile che le vincite derivanti dal gioco d’azzardo siano tassate meno dei redditi prodotti dai lavoratori.