"Milano resti capitale della famiglia"

La Campagna "Voglio Vivere" si schiera contro l'introduzione del registro delle unioni civili, annunciata entro il 2012

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ROMA, giovedì, 12 luglio 2012 (ZENIT.org) «In questo momento in cui la società italiana sta sostenendo numerosi sacrifici economici per superare la crisi finanziaria, è ancora più necessario ribadire la centralità della famiglia fondata sul matrimonio e dirigere verso di essa ogni risorsa finanziaria disponibile, respingendo iniziative come quella del registro delle unioni civili intrapresa dal Comune di Milano».

Con queste parole il responsabile della Campagna Voglio Vivere, Samuele Maniscalco, interviene sull’annunciata costituzione del registro delle unioni civili, prevista dal sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, entro la fine del 2012.

«Il Sindaco Pisapia – prosegue Maniscalco – ha inoltre salutato con favore la campagna nazionale “Una volta per tutti” che intende raccogliere le firme per la creazione di un istituto giuridico intermedio per i conviventi attraverso una legge di iniziativa popolare. Sarebbe forse più opportuno che il Sindaco si occupasse dei 135 mila poveri che, secondo il “Rapporto sulla città” 2011 della Fondazione Ambrosianeum, vivono nel comune di Milano. Per il 42,4% si tratta di famiglie con figli minori a carico, per il 28,8% sono famiglie composte da un solo genitore. Stupisce inoltre che gli appelli a favore della famiglia, lanciati a giugno da Papa Benedetto XVI, siano evidentemente rimasti inascoltati proprio dall’amministrazione comunale che per cinque giorni è stata “capitale della famiglia” ospitando il VII Incontro Mondiale delle Famiglie».

«Secondo natura e, aggiungerei, secondo la Costituzione della Repubblica italiana – sottolinea il responsabile di Voglio Vivere - il matrimonio è solo fra uomo e donna, uniti per la procreazione e per l’educazione della prole, oltreché per un vicendevole sostegno fondato sull’amore. Nostro Signore Gesù Cristo ha poi elevato questa istituzione naturale alla categoria di sacramento: per questo, secondo il Magistero della Chiesa, il matrimonio è sacro. I coniugi hanno una altissima missione spirituale, e cioè di partecipare all’opera creatrice di Dio. Perciò la Chiesa ha sempre condannato severamente qualsiasi altro tipo di unione diversa dal matrimonio, come intrinsecamente perversa. L’Associazione Voglio Vivere – conclude Maniscalco - invita associazioni e mondo cattolico ad unirsi ed alzare la voce in favore della sacralità della famiglia».

Come afferma Guido Vignelli, Direttore di SOS Ragazzi, «pur non avendo valore giuridico, l’istituzione del registro delle coppie di fatto, porta con sé un profondo valore simbolico il cui effetto propagandistico rende questo tipo di azioni pericolosi precedenti che mirano ad ottenere due gravi risultati: abituare l’opinione pubblica a considerare la convivenza come un valore sociale da legalizzare pubblicamente parificandola al matrimonio e stimolare il Governo e il Parlamento ad approvare una legge nazionale che autorizzi questa parificazione».