Misericordia e preghiera per sanare le crisi coniugali

Il gruppo Kairos propone un cammino per separati e divorziati

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di Antonio Gaspari

ROMA, giovedì, 8 maggio 2008 (ZENIT.org).- Si è svolto domenica 4 maggio presso il monastero delle Clarisse di San Severino Marche un ritiro spirituale finalizzato a ritrovare il dialogo e l’unità nella Chiesa per le coppie separate, divorziate e risposate.

Il ritiro è parte di un cammino di fede organizzato dal gruppo Kairos voluto dal Vescovo di San Benedetto del Tronto, monsignor Gervasio Gestori.

Il gruppo Kairos, che ha iniziato le sue attività nel 1997, è curato e coordinato dai coniugi Giancarla Perotti e Antonio Barra ed è particolarmente dedicato a coppie che vivono una situazione matrimoniale difficile, tra contrasti, separazioni, divorzi e nuove unioni.

La giornata di ritiro, programmata a fine anno pastorale, ha visto momenti di preghiera e riflessione con le monache del Monastero, alternati a momenti di formazione, dialogo e discussione .

Nel corso della giornata è stata letta e commentata la lettera scritta dal Cardinale Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo di Milano, indirizzata alle coppie in crisi, dal titolo “Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito”.

L’incontro è l’ultimo di una serie con frequenza mensile che ha preso il via all’inizio dell’anno presso il Convento di San Giacomo della Marca a Monteprandone.

Intervistata da ZENIT, Giancarla Perotti ha spiegato che “per le coppie in crisi la terapia è il dialogo, il confronto e la preghiera”.

A proposito del cammino intrapreso, le diverse coppie che hanno partecipato al ritiro hanno spiegato che una cosa è cambiata per loro: “mentre prima si sentivano ai margini della Chiesa, oggi si sentono inseriti totalmente e ne sono orgogliosi anche se accompagnati dalla croce di non poter accedere all’eucaristia e alla confessione per alcuni di loro, ma sentono la chiesa vicina e la vedono impegnata ad accoglierli e a lenire le loro ferite”.

Di fronte alle coppie che non possono accedere all’Eucaristia, la Perotti ha spiegato che devono partecipare alla celebrazione eucaristica domenicale, alle tante celebrazioni particolari dell’anno liturgico, alla preghiera davanti all’Eucaristia, ai gruppi parrocchiali (caritativi, di preghiera ed altri) e dare comunque “una grande testimonianza di fedeltà e ubbidienza alla Chiesa, condizione questa che ci porta alla salvezza”.

Secondo l’animatrice del gruppo Kairos è importante tenere a mente le parole che Giovanni Paolo II rivolse alle famiglie in occasione del Gran Giubileo del 2000: "Di fronte a tante famiglie disfatte, la Chiesa si sente chiamata non ad esprimere un giudizio severo e distaccato, ma piuttosto ad immettere nelle pieghe di tanti drammi la luce della parola di Dio, accompagnata dalla testimonianza della sua misericordia".

“È quello che abbiamo cercato di fare e vogliamo continuare a fare”, ha concluso la Perotti.

[Monsignor Gervasio Gestori e il gruppo Kairos sono sempre disponibili sia per colloqui che per accompagnamento. Per ogni informazione: gperottib@libero.it]