Misericordia!: il programma di pontificato di papa Francesco (Prima parte)

La gente lo acclama. Non credenti, agnostici, atei, appartenenti ad altre religioni ne sono affascinati. Perché è così popolare?

Roma, (Zenit.org) Antonio Gaspari | 1106 hits

Tutti i pontefici sono unici, ma Francesco è veramente un Papa straordinario, incredibile. Ci stupisce ogni giorno di più.

Compie azioni incredibili. Vive in una camera di albergo. Viaggia in macchine ordinarie. Dove può fa a meno della scorta. Veste sobriamente. Indossa scarponi ortopedici con tante gobbe. Ha il pettorale d’argento ed anche l’anello hanno dovuto insistere per farlo dorare.

Visita, consola e confessa, carcerati, malati di AIDS, persone con problemi psichiatrici, Non c’è stato un giovedì santo in cui ha celebrato in Diocesi, ma nelle carceri, negli ospedali, nei manicomi, negli ospizi, negli orfanotrofi, nelle favelas, nei quartieri più poveri e malfamati   

Vederlo quando si muove tra la gente è una esperienza unica.

Conforta e calma i malati ed i diversamente abili, prende al volo i rosari che gli vengono lanciati, mette il ciuccio a bambini che piangono, ad una adolescente che era in carrozzella con la gamba ingessata ha scritto il suo nome sul gesso, saluta e abbraccia tutti, benedice, consiglia, ascolta i bambini e gli anziani, dialoga intensamente con la gente, li invita a rispondere alle sue domande, invoca preghiere comuni, a volte in silenzio.

Moltissimi si commuovono

E poi telefona in prima persona. E’ lui a cercare le pecorelle smarrite. Condivide le sofferenze, le chiama per nome, le rassicura, trova soluzioni,  un vero padre che non fa mancare la sua presenza e che riporta a Dio tante pecorelle smarrite.

Suscita un entusiasmo incredibile

Con 10 milioni di follower su Twitter, il Pontefice si è aggiudicato di recente l’Oscar del web, come Personaggio dell’anno al Blogfest 2013, sbaragliando la concorrenza di star di Internet.

In Vaticano arrivano una media di duemila lettere al giorno a lui indirizzate.

L’Angelus e l’udienza del mercoledì con oltre centomila persone, sono numeri che vanno bel oltre i record segnati da tutti i pontefici precedenti.

Testimonianze di parroci parlano di persone che da quando c’è papa Francesco fanno la fila al confessionale, mai vista tanta gente che si vuole confessare.

In Polonia , mi hanno detto che negli ultimi 7 mesi sono aumentate di molto le richieste per entrare in seminario.

Un sondaggio fatto in Russia ha rivelato che il 71% della popolazione vuole che Papa Francesco vada a Mosca

Secondo un altro sondaggio fatto su quasi mille giovani dall’Istituto Toniolo è emerso che l’83,6 % sostiene che le parole scelte sono adatte al mondo contemporaneo, capaci cioè di raggiungere il cuore delle persone. Il Pontefice è simpatico al 91,5%,degli intervistati, l’81%  sostiene che è capace di far crescere la coerenza morale tra i comportamenti e i valori affermati.

Qual è il suo segreto?

Dal punto di vista dottrinale non c’è nessuna differenza con i suoi predecessori, ma è cambiato l’approccio.

Papa Francesco non aspetta di essere criticato, ne risponde mai male al male, o accetta di alimentare polemiche,  al contrario, come san Francesco si dirige verso i nemici e prova ad abbracciarli, gli spiega il sacrificio di Cristo e gli propone di abbassarsi insieme sotto la Croce, facendo della debolezza l’arma per trovare la pace.

Ha detto a questo proposito ai redattori della Civiltà Cattolica il 14 giugno nel 163° anniversario della rivista.

“E’ vero che la Chiesa richiede di essere duri contro le ipocrisie, frutto di un cuore chiuso, ma il compito principale non è di costruire muri, ma ponti, è quello di stabilire un dialogo con tutti gli uomini, anche con coloro che non condividono la fede cristiana, ma hanno il culto di alti valori umani, e perfino “con coloro che si oppongono alla Chiesa e la perseguitano in varie maniere”. Quest’ultima frase è ripresa dalla Gaudium et spes, al numero 92.

“Dialogare significa essere convinti che l'altro abbia qualcosa di buono da dire, fare spazio al suo punto di vista, alla sua opinione, alle sue proposte, senza cadere, ovviamente, nel relativismo. E per dialogare bisogna abbassare le difese e aprire le porte”. 

Ha aggiunto papa Francesco: “Sono tante le questioni umane da discutere e condividere e nel dialogo è sempre possibile avvicinarsi alla verità, che è dono di Dio, e arricchisce vicendevolmente”.

Papa Bergoglio ha ricordato l’affermazione di Sant’Ignazio secondo cui  “bisogna cercare e trovare Dio in tutte le cose”.

Nell’intervista a Civiltà Cattolica ha spiegato: “Io ho una certezza dogmatica: Dio è nella vita di ogni persona, Dio è nella vita di ciascuno. Anche se la vita di una persona è stata un disastro, se è distrutta dai vizi, dalla droga o da qualunque altra cosa, Dio è nella sua vita. Lo si può e lo si deve cercare in ogni vita umana. Anche se la vita di una persona è un terreno pieno di spine ed erbacce, c’è sempre uno spazio in cui il seme buono può crescere. Bisogna fidarsi di Dio”.

In questo contesto a proposito della diffusione della fede ha scritto nel n. 34 della Enciclica Lumen fidei: “risulta chiaro che la fede non è intransigente, ma cresce nella convivenza che rispetta l’altro. Il credente non è arrogante; al contrario, la verità lo fa umile, sapendo che, più che possederla noi, è essa che ci abbraccia e ci possiede. Lungi dall’irrigidirci, la sicurezza della fede ci mette in cammino, e rende possibile la testimonianza e il dialogo con tutti”.

Nel rapporto contro chi attacca o perseguita la Chiesa, papa Francesco risponde come ha risposto il beato croato Miroslav Buleić: "La mia vendetta è il perdono!", spiegando che "il martirio è amore, ed è la vittoria su ogni specie di odio"

Anche il beato Jerzy Popiełuszko martire polacco, ha sottolineato che compito dei cristiani è quello di combattere “il male e non le sue vittime”.

Chiarissimo insegnamento di san Paolo che nella Lettera ai Romani ha scritto: "Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male" (12,21).

Il male non si sconfigge con il male: su quella strada, infatti, anziché vincere il male, ci si fa vincere dal male.

A questo proposito il Papa, prima dell’Angelus del 15 settembre, ha spiegato che la giustizia umana è troppo limitata per salvarci  e se pratichiamo "occhio per occhio, dente per dente", mai usciremo dalla spirale del male.

Diversa è la giustizia di Dio che di fronte ai peccati ed al male ha accettato la Croce ed ha dato la vita per noi.

* Per ogni approfondimento vedi:  “Un ciclone di nome Francesco 

(La seconda parte segue domani, domenica 13 ottobre)