Misericordia: programma del pontificato di papa Francesco

Prima dell'Angelus il Pontefice ha spiegato che la gioia di Dio è quella di amare e perdonare, non per buonismo, ma per colmare d'amore le voragini del male

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Antonio Gaspari | 1051 hits

Da quando è diventato Vescovo di Roma, molti fedeli e non credenti si sono chiesti quale fosse la missione e il fondamento del Pontificato di Papa Francesco.

Con le parole pronunciate prima dell’Angelus di oggi il Papa ha chiarito ulteriormente il programma del suo pontificato. La parola chiave è Misericordia.

Ha detto Papa Francesco che le tre parabole della misericordia: quella della pecora smarrita, quella della moneta perduta e quella del figlio prodigo, contenute nel capitolo 15 del Vangelo di Luca, tutte “parlano della gioia di Dio”.

Ma qual è la gioia di Dio?

“La gioia di Dio è perdonare”, ha risposto il Papa, spiegando che “E’ la gioia di un pastore che ritrova la sua pecorella; la gioia di una donna che ritrova la sua moneta; è la gioia di un padre che riaccoglie a casa il figlio che si era perduto”.

“Qui c’è tutto il Vangelo, c’è tutto il Cristianesimo!”, ha sottolineato il Pontefice, precisando che “non è sentimento, non è buonismo!”.

Secondo papa Francesco, ‘la misericordia’ è la vera forza che può salvare l’uomo e il mondo dal male morale e spirituale. Per questo motivo l’amore misericordioso è la gioia di Dio perché solo l’amore può colmare “le voragini negative che il male apre nel cuore e nella storia”.

Dopo aver riconosciuto che "ognuno di noi, è quella pecora smarrita, quella moneta perduta (…) quel figlio che ha sciupato la propria libertà seguendo idoli falsi”, il Papa ha affermato che “Dio non ci dimentica (…) non ci abbandona mai. E’ un padre paziente, ci aspetta sempre!”.

“E quando ritorniamo a Lui, ci accoglie come figli, nella sua casa, (…) il suo cuore è in festa”, perché “Dio ha questa gioia, quando uno di noi peccatore va da Lui e chiede il suo perdono”.

C’è però un pericolo, - ha sostenuto papa Francesco – ed è quello di presupporre che noi siamo giusti, e possiamo giudicare gli altri.

“Giudichiamo anche Dio, - ha aggiunto - perché pensiamo che dovrebbe castigare i peccatori, condannarli a morte, invece di perdonare”.

Quando facciamo così “rischiamo di rimanere fuori dalla casa del Padre!” ha detto il Papa, spiegando che ci si comporta come quel fratello maggiore della parabola, che “invece di essere contento perché suo fratello è tornato, si arrabbia con il padre che lo ha accolto e fa festa”.

Chiarissima l’affermazione del Papa: “Se nel nostro cuore non c’è la misericordia, la gioia del perdono, non siamo in comunione con Dio, anche se osserviamo tutti i precetti, perché è l’amore che salva, non la sola pratica dei precetti”.

E’ infatti l’amore per Dio e per il prossimo che dà compimento a tutti i comandamenti.

A questo proposito il Papa ha spiegato che la giustizia umana è troppo limitata per salvarci  e se pratichiamo "occhio per occhio, dente per dente", mai usciremo dalla spirale del male.

Diversa è la giustizia di Dio che di fronte ai peccati ed al male ha accettato la Croce ed ha dato la vita per noi.

Per non limitarsi alla sola spiegazione, papa Francesco ha concluso invitando tutti a pensare in silenzio “ad una persona con la quale non stiamo bene, con la quale ci siamo arrabbiati, alla quale non vogliamo bene. Pensiamo a quella persona e in silenzio, in questo momento, preghiamo per questa persona e diventiamo misericordiosi con questa persona”.   

Strepitosa la capacità di questo Pontefice che dopo aver spiegato il Vangelo invita tutti a pregare insieme, senza dimenticare di augurare una buona domenica e un buon pranzo. Arrivederci!