Missione nelle cento piazze: "Raccontate agli altri come Cristo vi rende felici!"

Al via la seconda edizione dell'iniziativa di evangelizzazione del Cammino Neocatecumenale per la Diocesi di Roma. Oggi l'invio del cardinale Vallini nella Basilica di San Paolo fuori le Mura

Roma, (Zenit.org) Salvatore Cernuzio | 1300 hits

Il fuoco della Pentecoste che spinse gli apostoli ad andare per le strade ad annunciare Cristo si riaccende in questo mese di maggio nella Diocesi di Roma. Riparte infatti la “Missione nelle 100 Piazze”, l’iniziativa promossa dal Cammino Neocatecumenale che lo scorso anno ha coinvolto oltre un centinaio di luoghi della Capitale in una “evangelizzazione a cielo aperto” nelle cinque domeniche dopo Pasqua. 

Questa mattina, come lo scorso anno, la celebrazione di invio delle oltre 500 comunità neocatecumenali romane nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, presieduta dal cardinale vicario Agostino Vallini, il quale – come ha sottolineato egli stesso più volte – ha voluto fortemente rilanciare questa seconda edizione delle “100 piazze” visti i frutti che hanno portato nella Diocesi lo scorso anno. Era assente invece Kiko Arguello, l’iniziatore dell’itinerario neocatecumenale, intento a coltivare altri frutti a Cádiz, in Spagna, dove si è svolto un grande incontro vocazionale con più di 16.000 giovani e famiglie, di cui circa 300 ‘alzatisi’ per consegnare la loro vita a Dio. 

Al posto di Arguello rappresentava il Cammino Neocatecumenale diocesano Giampiero Donnini, responsabile della prima comunità dei Santi Martiri Canadesi, una delle primissime parrocchie ad aver accolto l’evangelizzazione di Kiko e Carmen intorno agli anni ’70. Donnini ha illustrato al cardinale Vallini la mappa delle diverse piazze delle zone centro, nord e sud di Roma, che, a partire da domani fino a domenica 1° giugno, verranno invase pacificamente da giovani, famiglie, anziani, bambini appartenenti a questa realtà ecclesiale. 

Tra queste anche piazze principali della Capitale, come piazza della Repubblica, piazza del Popolo, piazza Risorgimento e via dicendo. Un’opera grande per cui non si può far altro che ringraziare il Signore, ha detto il cardinale. Ma “un grazie va anche a Kiko, a cui voglio bene da 40 anni abbondanti”, ha aggiunto ‘approfittando’ dell’assenza dell’iniziatore. “Lo ringrazio – ha proseguito il porporato - perché dopo aver visitato la sua camera a Madrid, sono rimasto impressionato nel vedere i graffiti neri disegnati sui muri prima della conversione, simbolo di un profondo travaglio interiore… E ho capito che il Signore lo ha portato per le sue vie e che lui è stato docile all'ascolto”. “Tutti voi – ha aggiunto il cardinale vicario riferendosi ai presenti – siete segno visibile di un miracolo di Dio”, di cui “Kiko è stato il tramite”. 

C’è poi un secondo motivo di gratitudine, ha detto Vallini, ed è “la presenza a Roma di voi comunità neocatecumenali per quello che fate e siete”: “Io chiedo sempre di mantenere la comunione, ma riconosco e benedico quello che fate, perché siete segno di presenza e di annuncio del Vangelo”. 

Il porporato ha quindi tracciato un bilancio dell’esperienza passata delle “100 piazze”, di cui - ha ribadito – “ho ricevuto un ottimo riscontro”. Ha poi notato che i presenti in Basilica, oggi, fossero la metà rispetto all’invio dello scorso anno: “Quest'anno siamo di meno…”. Complice la pioggia battente, il ponte del 1° maggio, la perdita dell’effetto novità o quant’altro, non importa: “L’entusiasmo sicuramente non è venuto meno – ha assicurato Vallini - Soprattutto il mio, che desideravo tanto questo annuncio pasquale... L’anno prossimo dovremo continuare ed essere il doppio”.     

È necessario infatti “continuare”, ha rimarcato il cardinale, perché evangelizzare oggi è divenuta una vera e propria “sfida”: la sfida di “raccontare la nostra esperienza di Gesù risorto”. Come insegna il Vangelo, noi cristiani poi siamo un po’ come gli apostoli che “seguivano facilmente Gesù finché faceva miracoli”, ma non accettavano il fatto che per il loro Maestro “si sarebbe compiuta l'ora della croce come rivelazione ultima e definitiva dell'amore di Dio”. Gli apostoli “volevano un Gesù diverso buono, potente, che fa miracoli, non sofferente”, ha spiegato Vallini.

La sfida di cui parla il cardinale vicario è dunque seguire la strada di Cristo anche quando questa è costellata di croci; avere cioè quella fede tale da prevedere anche “i momenti bui e i tormenti”, senza però rassegnarsi alla “incredulità”. Perché – ha rimarcato - “in quei momenti non è Dio che si è allontanato da noi, ma siamo noi ad esserci allontanati da Dio”.

Il cristiano è pertanto colui che accetta la fede “come via che porta vita anche attraverso la croce”. A tal proposito, il cardinale ha raccontato un aneddoto della visita di Papa Francesco alla parrocchia di San Gregorio Magno, dove, durante l’incontro con gli ammalati, un giovane 35enne disabile ha abbracciato forte il Pontefice e gli ha detto: “Lei è un Papa rasserenato”. E Bergoglio ha risposto: “Sì, ma attraverso la croce”.

“Questa è la forza dello Spirito Santo che, entrando nel mistero di morte e risurrezione, tutto può”, ha rimarcato Vallini. Come avvenuto ai discepoli dopo la Pentecoste che “sono andati nelle strade ad annunciare la loro esperienza personale di Gesù”, senza fermarsi “nemmeno davanti alle persecuzioni”. “Annunciare la propria esperienza personale di Gesù…”, ha ripetuto, “il vero centro dell’apostolato, del kerygma è proprio l’incontro personale con Cristo”. “Nelle piazze – è stato dunque il suo invito – raccontate con pazienza ciò che il Signore ha fatto nella vostra vita. Raccontate che Gesù è davvero il Signore, raccontatelo come genitori, come figli, come anziani, come sacerdoti…”.

Perché Roma ne ha bisogno: pur essendo il “centro del cristianesimo”, quanti cittadini della Capitale hanno la capacità “di trovare nel Signore forza e luce per la loro vita?”, ha domandato il cardinale. E ha citato le battaglie condotte da anni dal parlamentare europeo Carlo Casini, presidente del Movimento Per la Vita italiano, al suo fianco oggi nella Basilica, per difendere le “vite innocenti” uccise ogni giorno. 

Guardando a questa realtà, ha interrogato il cardinale, “vi sembra poco che nelle nostre famiglie nascono figli, stanno bene, ci vogliamo bene?”. “Non è un miracolo della Pentecoste” la grande apertura alla vita che si registra nel Cammino? Queste famiglie numerose che “parlano” alla gente e raccontano “la bellezza della famiglia”.

Allora, ognuno secondo le proprie possibilità – ha concluso Vallini – vada ad annunciare che “Cristo ci rende felici anche tante volte portando le croci”; “seminate nel cuore delle persone, dei curiosi, dei passanti, perché siete felici e dov'è la sorgente della vostra gioia”. “Ditelo, cantatelo, con la gioia sul volto, raccontando le nostre esperienze…”, ha insistito, perché questo “è una speranza per tanti uomini che non ce la fanno!”. 

L’incontro si è concluso con la preghiera di benedizione del cardinale e un canto alla Madonna che – ha sottolineato Donnini – “è sempre presente nel Cammino, esortandoci a fare comunità che vivano in semplicità, umiltà e lode, dove l'altro è Cristo”.

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