Mistica e salvezza nell’esperienza di Gemma Galgani

Pubblicati gli Atti del Congresso sul centenario della santa

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LUCCA, mercoledì, 31 agosto 2005 (ZENIT.org).- Gemma Galgani (1878-1903), la giovane santa di Lucca che continua ad affascinare e a dividere quanti la studiano, è stata oggetto di un Congresso Internazionale nella sua città natale, dal 19 al 21 febbraio 2004, di cui ora sono disponibili gli Atti.



E’ stata una santa isterica? Una mistica tormentata? O il suo è stato un nuovo modo di intendere la mistica? Tutte queste domande sono affrontate nei vari capitoli del volume contenenti gli Atti del Congresso intitolato “Mistica, salvezza e redenzione nell’esperienza di Santa Gemma Galgani”, recentemente pubblicato in Italia da Città Nuova.

La “singolarissima” esperienza di Gemma è valida anche oggi, come ha riconosciuto Piero Ciardella, Direttore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Pisa ed autore del volume: “Si può riconoscere in Gemma, nel modo semplice e naturale, appassionato e fisico di vivere la sua relazione con Cristo, un messaggio valido anche per il cristiano di oggi”.

Il teologo Piero Coda, Presidente della Associazione Teologica Italiana e Segretario della Pontificia Accademia Teologica, ha spiegato che “non si tratta di una mistica dolorosa della passione ma, dall’inizio alla fine, di un’appassionata mistica infuocata dell’amore”.

François-Marie Lethél, carmelitano e professore del Teresianum di Roma nonché studioso dela santa di Lucca, sostiene che “la caratteristica più impressionante di Gemma è sicuramente la sua straordinaria concentrazione sul Mistero della Passione Redentrice. Come Paolo, Gemma vuole conoscere Gesù solo e Gesù Crocifisso, conoscerlo nella comunione alle sue sofferenze”.

Gemma Galgani nasce il 12 marzo 1878 in una famiglia medio-borghese, il padre era farmacista. Anima candida sin da bambina, annotava sui quaderni di scuola i pensieri e le preghiere di ogni giorno, col proposito di una vita sempre più immacolata.

Gemma rimane presto orfana, quasi abbandonata, sprofondando nella più squallida miseria, mentre anche la sua salute comincia sempre più ad aggravarsi, fino ad arrivare a perdere la vita. Per fortuna, successivamente viene accolta nella casa della famiglia Giannini, che ospitava i Passionisti quando scendevano a Lucca dal Ritiro dell'Angelo.

Nel frattempo la piccola santa opera conversioni, predice avvenimenti futuri, cade in estasi. Durante la preghiera suda sangue e sul suo corpo appaiono le piaghe della flagellazione. I dolori fisici e le prove morali serviranno tuttavia a prepararla alla “grazia grandissima” dell’imposizione delle stimmate, nella festa del Sacro Cuore, l’8 giugno 1899.

La sua vita fu caratterizzata così tanto da una progressiva esperienza del mistero pasquale, che Paolo VI le riconobbe il giusto titolo di “Figlia della Passione e della Risurrezione”.

Morì all’età di 25 anni, l’11 aprile 1903, divorata dal male, quando da poco le campane avevano annunciato la Resurrezione del Signore.

Il libro raccoglie tutti gli interventi del Congresso, che è stato diviso in tre parti: la prima parte dedicata a santa Gemma e alla teologia mistica della Redenzione; la seconda incentrata su Gemma nella storia della spiritualità; e la terza su scienza e mistica. In quest’ultima sezione si è discusso della cosiddetta “isteria” o “pazzia” della santa di Lucca.

Il volume termina con una biografia della santa in italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo.