Mobilitazione di Cattolici e Buddisti a favore dell’infanzia maltrattata

Proposta del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso

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CITTA’ DEL VATICANO, domenica 2 maggio 2004 (ZENIT.org).- La Santa Sede ha proposto a Cattolici e Buddisti di mobilitarsi per alleviare le drammatiche condizioni in cui vivono molti bambini dei cinque continenti.



E’ la proposta dell’arcivescovo Michael L. Fitzgerald, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, nel messaggio diretto ai Buddisti in occasione del “Vesakh”, la principale ricorrenza buddista, che in tempi moderni, è stata fatta coincidere con la notte di plenilunio del mese lunare che inizia dopo il 14 aprile, e rappresenta anche il capodanno buddista.

Questo gesto di amicizia, iniziato nel 1995 dall’allora Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, il Cardinale Francis Arinze, è divenuto colo tempo una sorta di tradizione.

“Oggigiorno, purtroppo, tanti bambini nel nostro mondo sono privati, in diversa misura, di una famiglia stabile, così fondamentale per la società”, ha riconosciuto l’arcivescovo inglese.

“Vi sono bambini che non hanno mai conosciuto una famiglia o che sono stati abbandonati dalle loro famiglie. Vi sono bambini che sono stati costretti a sopportare il trauma causato dai litigi fra i genitori o dalla disgregazione della famiglia”, ha aggiunto.

“Peggio ancora, vi sono dei piccoli che sono stati duramente colpiti dalla violenza degli adulti attraverso gli abusi sessuali, la prostituzione, la costrizione all’accattonaggio, il coinvolgimento nella vendita e nell’uso di droghe, l’arruolamento, ecc.”, ha continuato.

“E che cosa dire della tragedia dell’AIDS?”, si domanda l’arcivescovo. “Ogni anno centinaia di migliaia di bambini sono infettati dal virus dell’HIV e in gran numero muoiono a causa dell’AIDS, che molti contraggono fin dal momento della nascita. Sebbene innocenti, essi conoscono solo la sofferenza e poi la morte”.

“Noi, cristiani e buddisti, non possiamo chiudere gli occhi di fronte a queste tragiche situazioni”, ha affermato il rappresentante vaticano. “In quanto credenti dobbiamo tenere lo sguardo fisso sui bisogni dei bambini, sia nelle nostre famiglie che nell’intera società”.

“Dobbiamo mobilitare tutte le nostre forze e risorse per alleviare le sofferenze dei bambini ed in special modo per raggiungere quelli che vivono nei paesi più poveri”, ha poi continuato.

“I governi, le autorità civili e tutte le persone di buona volontà, possono essere spronati dal nostro stesso esempio ad impegnarsi maggiormente per il benessere di tutti i bambini”, ha concluso il Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.